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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

21 Settembre 2015 - 11:20

IL CASO
Sulle tariffe dei rifiuti non vedo alcuna equità
Signor direttore,
l’Ufficio Stampa del Comune di Cremona, con lettera pubblicata il 4 settembre, accenna al ‘costo del servizio aggiuntivo per il ritiro dei rifiuti all’interno delle proprietà private: i condomini ’ e aggiunge che ‘il costo annuale è calcolato in funzione del numero di unità abitative ed è suddiviso per fasce’. Su un opuscolo della serie ‘i oa m o cr e m o na ’, il Comune e Aem Gestioni scrivono che: ‘Con questo modello tutti i cittadini pagano per il medesimo servizio, ovvero quello della raccolta all’e ste rno ’. Trovo l’affermazione parziale ed equivoca; essa, infatti, limita a questo solo profilo il giudizio di equità. Non tiene conto delle differenze che connotano il servizio effettivamente svolto che si caratterizza con l’individuazione di una duplice tipologia di utenza domestica e con l’implicita suddivisione dei quartieri cittadini in centrali e periferici.
Esempio: la raccolta del verde, che riguarda in particolare abitazioni singole che dispongono di orto e giardino, è un servizio che determina un costo che pagano tutte le utenze, anche quelle che non conferiscono il ‘verde’. Ancora: nelle zone periferiche della città il passaggio dell’operatore, per alcune tipologie di rifiuto non è settimanale ma quindicinale. Il gestore, in tal caso, dovrebbe praticare uno sconto tariffario, o no? Inoltre, orologio alla mano, ho misurati i tempi di raccolta delle varie tipologie di rifiuti: quelli dedicati al condominio ove abito sono di gran lunga inferiori a quelli impiegati per un pari numero di utenze domestiche unifamiliari. Riassumo e chiedo cortese risposta: perché debbo pagare di più se il servizio che mi viene reso ha un costo inferiore?
Romano Pasquali
(Cremona)

Le sue considerazioni sono più che ragionevoli e le domande che pone sono legittime. Il Comune, sono certo, chiarirà meglio alcuni aspetti anche se proprio ieri sindaco e assessori hanno presentato la fase due del piano che ha come obiettivo finale la tariffa puntuale (paghi quanto produci in termini di rifiuti).

LA POLEMICA
Italicum e revisione costituzionale, e i contrappesi dove sono finiti?
Signor direttore,
l’attuale revisione della Costituzione che il governo Renzi vuole attuare senza sentire ragioni e nel più breve tempo possibile, a mio parere, sembra essere diventata una questione tra gli addetti ai lavori, mentre invece dovrebbe essere caratterizzata da più ampio dibattito pubblico per garantire la massima trasparenza e la partecipazione dei cittadini, vista l’importanza della posta in gioco. Da come sono andate e da come stanno andando le cose, invece, c’è da preoccuparsi perché la rappresentanza non è stata assicurata ai cittadini da questo parlamento nel quale alla Camera dei deputati un quarto degli eletti lo è stato grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale e nel quale tutti i parlamentari, proprio tutti, sono stati eletti grazie alle liste bloccate, ugualmente incostituzionali, come deciso dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 1 del 2014!
C’è da preoccuparsi perché, a unanno emezzodi distanza da quella storica sentenza, il risultato politico è stato l’Ita - licum, una legge elettorale peggiore del Porcellum e anche più ipocrita! L’Italicum, infatti, assegna un enorme premio di maggioranza grazie ad un ballottaggio, così da non avere una soglia minima da rispettare, unballottaggio, però, dal quale sono esclusi più di tre milioni di votanti della circoscrizione estero, ma non valdostani e trentino- sudtirolesi che in questo modo votano due volte, prima per i loro collegi uninominali e poi per decidere, come nel 2013, da chi debbono essere governati il resto degli italiani. Inoltre i nominati capitalista saranno la maggioranza dei deputati della nuova Camera. Se la nostra Costituzione è ancora in vigore, come mai questo governo e questo parlamento hanno potuto elaborare una siffatta legge elettorale? La responsabilità, a mio avviso, è anche degli organi di garanzia che hanno dimostrato una certa insensibilità costituzionale, a cominciare dalla presidenza della Repubblica, per continuare con la presidenza alla Camera che ha ammesso voti di fiducia sulla legge elettorale, come in passato sulla legge Acerbo e sulla legge truffa, per finire con la presidenza a turno del Senato che ha ammesso un «emendamento canguro» per impedire che ci fossero successive votazioni dall’esito incerto.
«A pensare male, si commette peccato, ma di solito si indovina», diceva Giulio Andreotti, e a me pare che con la combinazione di Italicum e revisione costituzionale si possa immaginare l’assenza di contrappesi costituzionali: con un solo partito, con primo ministro e maggioranza parlamentare, che in pochi anni eleggerebbe il «suo» presidente della Repubblica e nel corso di al massimo due legislature potrebbe aver nominato i 2/3 della Corte Costituzionale. A fronte di una Camera di 630, quale contrappeso può essere un Senato di 100 membri non eletti direttamente dai cittadini? Nullo! L’elettività diretta dei senatori ha assorbito tutto il dibattito. Se i senatori restassero 100 e non venissero aumentati, con la corrispondente e auspicabile diminuzione dei deputati, sarebbe indifferente che venissero eletti direttamente tutti con il proporzionale perchè la lista vincitrice alla Camera avrà almeno tra il 25 e il 30% dei senatori che, però, sarannoa mezzoservizio e soggetti a frenetica turnazione.
Le 19 regioni italiane e le 2 province autonome, infatti, sono state elette in anni diversi e, anche quando lo sono state nello stesso anno, in mesi diversi. Tutto ciò non è serio, non si può trasformare il Senato in un albergo a mesi, dove ci sarà un via vai di senatori che non potranno diventare esperti in qualche settore senza averne il tempo necessario! In più i sindaci delle città metropolitane non potranno essere eletti senatori, anche se sono stati eletti direttamente dai cittadini. Secondo me, dunque sono necessarie diverse modifiche nel rispetto all’articolo 138 della nostra Costituzione e ciò non può essere una questione interna al Pd ma di tutti i cittadini. (...)
Giorgio Zerbin
(Cremona)

L’Aler è intervenuta: grazie Ora aspettiamo anche l’Aem
Egregio direttore,
siamo un gruppo di inquilini abitanti in Via Panfilo Nuvolone 2-4-6 vorremmo tramite il giornale ringraziare Aler per interventi di pulizia e derattizzazione che ha fatto. Ora stiamo aspettando che Aem cerchi di trovare una soluzione migliore per raccolta rifiuti sia umido e secco non come avviene tuttora, avevamo chiesto se era possibile mettere dei cartelli ove sono poste immense fila di cassonetti bianchi e gialli raccolta riservata ai solo condomini visto che vengono altre persone a buttarci di tutto.
Antonio Croci
(Cremona)

Migranti, Serbia ‘illuminata’ si riscatta dopo macchie passate
Gentile direttore,
prevediamo che questo scritto solleverà pesanti polemiche. In riferimento all’articolo de La Provincia del 18 settembre a pagina 4, appare evidente che le migrazioni dei popoli possiedano oramai proporzioni bibliche; tutto è il risultato di un grande squilibrio mondiale venutosi a creare negli ultimi decenni. Alcuni Paesi europei si stanno comportando correttamente secondo i nostri principi, altri no. Siamo orgogliosi di avere visitato, in vacanza lavoro, la Serbia un mesetto fa (...).
Non credo ci pentiremo di aver visto la Serbia. Con i migranti, pur lei stessa in ginocchio, è accogliente. La Croazia ha capitolato e chiuderà le frontiere. È al collasso. Se lo farà la Serbia, governata da un centrodestra che consideriamo assolutamente illuminato, pensiamo che lo farà per sola sicurezza nazionale, e non per pura ideologia; la cosa è maggiormente comprensibile rispetto alle evidenti violenze ideologiche perpetrate da parte dell’Ungheria.
Prevediamo obiezioni in merito alla Serbia: sedici anni fa si macchiò di una gravissima pulizia etnica e fu bombardata. Bene, la nazione che chiedeva l’indipendenza da Belgrado non è tuttora riconosciuta, e poi i popoli possono, in qualche decennio, ravvedersi e tutto sommato evolversi.
Igor Paulinich
(Cremona)

Per anni dirigente del basket provinciale ma dimenticato
Egregio direttore,
su Spazio aperto del 4 settembre G. Amato mi ricorda nella veste di dirigente della squadra di pallacanestro dell’U.S. Cremonese (1948-1953). (...)Lo ringrazio ma non ero tale, bensì il rappresentante della F.I.P., ossia il responsabile dell’attività di tutte le squadre, maschili e femminili, della provincia di Cremona aderenti alla federazione. Fui l’incaricato più longevo del presidente regionale lombardo Maifredi: per undici anni, dal 1955 al 1966. Anche di questo sport mi ero occupato in precedenza, ai tempi in cui alcuni «seniores» come (...) Giovanni Guereschi e Lucio Gaia, che si cimentavano nella squadra di «Cremona sportiva». (...)
Dalla mia presenza si trova appena un cenno nel libro di Maurizio Mondoni: ‘Pallacanestro Cremonese 1923-1985’. Nemmeno un cenno nel libro di Daniele Duchi: ‘Cremona nel canestro’. Diedi le dimissioni quando se ne andò il presidente nazionale Decio Scuri. La politica stava guastando anche il campo della pallacanestro. Di natura «olista» operavo, per tutti e con tutti, per la pallacanestro e basta! Qualcuno ricorderà le mie tirate d’orecchie al C.S.I. che operava secondo i suoi più alti e lodevoli fini, creando però turbamento nell’ambiente. (...)
Claudio Fedeli
(ex presidente della Federazione Italiana pallacanestro della provincia di Cremona dal 1955 al 1966)

Risponde Daniele Duchi - Signor Fedeli, solo una puntualizzazione: il mio libro non era sulla storia della pallacanestro cremonese in generale, ma esclusivamente sulla storia e le vicende cestistiche delle società JuVi, Corona e Vanoli Basket. Ecco perché lei non è citato, alla pari di molti altri dirigenti ed ex della Fip.

Colonie feline a Stagno Il Comune vuole collaborare
Gentile direttore,
mi sento in dovere, essendo chiamato in causa in qualità di rappresentante dell’Amministrazione Comunale, di rispondere alla lettera inviata dalla signora Primella Boldori in merito alle colonie feline presenti a Stagno Lombardo. Premetto che chi scrive è un convinto amante degli animali, posseggo un gatto e un cane, quindi persona molto sensibile a queste problematiche, voglio precisare che collaborare significa esserci la disponibilità di due soggetti e soprattutto che si arrivi ad accordi di collaborazione, e non a posizioni unilaterali. Inoltre credo che oltre al doveroso rispetto e tutela degli animali di cui sono un convinto assertore, sia necessario quando ci si impegna in certi settori, applicare anche il rispetto delle persone, delle loro proprietà e delle loro sensibilità, che non deve mai sconfinare dai binari della correttezza reciproca.
Il Comune, come la signora ben sa, la collaborazione da subito non l’ha negata, anzi, magari risolvendo anche alcune situazioni partecipando ad incontri con associazioni che avevano in passato la gestione delle colonie feline, ha contribuito a semplificare le cose. Ma nessuno vuole meriti, e nessuno vuole disconoscere l’opera meritoria della signora Boldori, dico semplicemente che i problemi la signora ben li conosce e sono stati da me evidenziati, se vogliamo risolverli io ci sono. Chiudo sul contributo, che è assolutamente vero che il Comune ha verbalmente annunciato vi possa essere, chiaramente deve essere richiesto e in seconda battuta l’Amministrazione è disposta a valutarlo tenendo conto delle varie situazioni e problematiche in merito al caso. (...)
Roberto Mariani
(Sindaco di Stagno Lombardo)

L’80% di chi arriva in Italia è clandestino, non profugo
Egregio direttore,
molti lettori avranno letto la lettera di alcuni giorni fa e firmata da un cittadino di Crema dal titolo ‘Collegio ex ancelle, ospitate i profughi. Il testo è palesemente provocatorio, non ci sono dubbi, perché’l’idea del vescovo di destinare la struttura per l’accoglienza fu bocciata a luglio dai genitori dei bambini che frequentano la scuola materna e non vedo perché oggi, dopo i fatti delittuosi del Cara di Mineo, di Brescia e di Reggio Emilia, ci sia ancora qualche illuminato che torna sull’argomento come se nulla fosse successo. Il lettore afferma che sono ‘profughi’che scappano dalla guerra, fonti ministeriali affermano invece che sono solo il 20% del totale, l’80% sono clandestini. Senza alcun pudore il lettore punta il dito contro fantomatici razzisti, xenofobi e sobillatori di odio (termini in auge di questi tempi) che a suo dire seminano paure infondate.
Recentemente però, per scongiurare i sempre più frequenti furti nelle chiese, negli oratori e nei monasteri, molti dei quali commessi da stranieri, su consiglio del capitano dei Cc Carraro e con il parere del vescovo di Crema sono stati posizionati sofisticati sistemi di allarme e di sorveglianza nei luoghi sopracitati. Caro amico lettore, se la situazione è così rosea e sotto controllo come lei la dipinge, a cosa servono tutte queste precauzioni?
Andrea Zecchini
(Camisano)

Disponibilità ed esperienza A Catullo un grazie di cuore
Egregio direttore,
a seguito dell’articolo pubblicato giovedì scorso sul premio assegnato a Catullo come personaggio dell’anno 2014, volevamo spendere due parole per ringraziarlo pubblicamente a nome di tutta la nostra associazione. Tutte le nostre iniziative, dai raid remieri, agli eventi, alle grigliate, alle feste del Solstizio, che nascono e vivono sul Po, sono state rese possibili grazie all’aiuto e all’esperienza di Armando. Ad ogni proposta un po’ pazza che ci veniva in mente o ad ogni imprevisto che poteva emergere, Catullo ha sempre risposto: ‘Cat, qual è il problema, si può fare’! Questa frase riassume tanto di un uomo ormai diventato un personaggio a cui dobbiamo tanto. Una cena di marubini sulla ‘Bodingo’con sottofondo di Mina è un’esperienza unica che solo stando in compagnia di Catullo si può provare. Grazie Armando!
I tuoi amici della Compagnia delle Griglie
(Cremona)

Porta Pia fu vera gloria? La storia è da riscrivere
Caro direttore,
la storia risorgimentale è evidentemente da riscrivere e, forse, da parte del signor Mortoni da rimeditare. Possiamo ben gioire dell’avvenuta unità politica d’Italia, ma non possiamo dimenticare che la sua realizzazione è avvenuta attraverso una serie di guerre d’aggressione da parte del Savoia, detto il Re galantuomo, ai danni degli altri legittimi sovrani della penisola. L’ultima impresa, e indubbiamente la più vile vista la sproporzione delle forze in campo, fu la presa di Roma nonostante che il ‘galantuomo’ si fosse impegnato a mantenere la capitale a Firenze.
Gianfranco Diamanti
(dmn150@fastpiu.it )

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