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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

25 Agosto 2015 - 12:09

IL CASO
Pensione in banca L’Inps fa di testa sua
Egregio direttore,
sono veramente arrabbiata! L’Inps mi comunica che dal primo di settembre anche la mia pensione di reversibilità (sempre riscossa nell’ufficio postale) verrà accreditata in banca dove già riscuoto la mia pensione personale. Si tratta di una decisione che io non ho chiesto e pertanto contesto questo secondo accredito unilaterale. Ma la legge lo permette?
Franca Ghidoni
(Cremona)

Mi sembra strano che l’Inps accrediti in banca la sua pensione di reversibilità (sempre ritirata in posta) senza averle preventivamente chiesto un parere ma non conosco la legge in merito e non vado oltre. Giro direttamente il quesito all’Inps che chiarirà i termini della questione. Credo che queste informazioni possano essere utili anche ad altri cittadini nelle sue stesse condizioni.

LA PROPOSTA
Cremona intitoli una sala del museo all'archeologo Khaled Al-Asaad
Egregio direttore,
pochi giorni fa, in Siria, il responsabile delle antichità greco-romane di Palmira è andato incontro a una morte orribile pur di non rivelare ai miliziani islamici dove avesse fatto nascondere alcuni dei più importanti reperti della città affidata alle sue cure; uno dei siti archeologici più preziosi del mondo.
Khaled al-Asaad — questo il nome dell’ex direttore generale delle antichità— è stato decapitato davanti alla folla e il suo corpo è stato appeso a una colonna, in segno di sfregio. È stato il gesto coraggioso di una persona che ha scelto di non sottomettersi al fanatismo religioso del Califfato, di difendere a costo della vita la sua dignità di uomo e di studioso e, non ultimo, di testimoniare il valore a cui aveva dedicato tutta la sua opera: la tutela e la trasmissione di una cultura che — come ha scritto Michele Serra su ‘La Repubblica’— sarebbe a ben vedere anche la nostra, o almeno così ci dicevano a scuola.
Se mai ci fosse stato bisogno di ulteriori dimostrazioni, l’assassinio di Al-Asaad è quindi anche un atto di ferocia e disprezzo verso la cultura in quanto tale, il suo significato etico e civile, nonché nei confronti chiunque la ami e ne riconosca l’importanza. Per questo credo che abbia fatto bene il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, a proporre che in segno di lutto tutti i musei italiani tenessero a mezz’asta le bandiere per un giorno. Tuttavia questo rischia di essere un gesto effimero. Presto o tardi vedremo le immagini della distruzione definitiva da parte degli islamisti anche dei grandiosi monumenti di Palmira, e tutto si concluderà nell’indifferenza generale o, al massimo, nell’indignazione passeggera di un servizio del telegiornale (come nel caso della demolizione dell'antichissimo monastero cristiano di Sant’Elian, per citare solo l'esempio più recente).
Per queste ragioni, oltre che per ricordare a noi stessi che questi atti di barbarie contro popoli, culture e memorie vengono perpetrati ormai da anni nella colpevole indifferenza delle nazioni che, pur potendo intervenire per contrastarli, non lo fanno, mi permetto di avanzare una piccola proposta. Sarebbe bello se la nostra città dimostrasse la sua partecipazione a tutto questo, intitolando a Khaled al-Asaad una lapide o una sala della sezione archeologica del Museo Civico di Crema e del Cremasco. Un gesto piccolo, che però potrebbe rendere in qualche misura onore alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita a un ideale di cultura e progresso il quale, per il suo carattere universale, chiama in causa le coscienze di tutte le persone civili, ovunque esse si trovino e di qualsiasi religione e appartenenza siano.
Alessandro Tira
(Cremona)

Castelverde e i ‘Borghi felici’ Lazzarini ha preso un abbaglio
Egregio direttore,
il professor Lazzarini, ha proprio preso un abbaglio clamoroso. Castelverde è fuori dalla classifica dei 158 borghi del Sole 24 Ore per effetto degli indicatori della tabella 1 e non per quelli citati nella lettera. Su questi indicatori la Giunta del sindaco Graziella Locci non ha poteri decisionali (temperatura media ad esempio, e molti parametri fanno riferimento agli scorsi anni)! La giunta Locci non si presenta da sola, ma con altri tre Comuni (Pozzaglio, Sesto e Spinadesco). Con Castelverde abbiamo iniziato un percorso di Unione di Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, per poter dare risposte concrete ai cittadini, su questo stiamo lavorando!
Andrea Manfredini
(Spinadesco)

Casa di riposo di Casalbuttano Grande umanità con mia madre
Egregio direttore,
con questa lettera voglio ringraziare in modo caloroso tutti i dipendenti della Casa di riposo di Casalbuttano, Fondazione Ospedale della Carità, per la grande umanità con la quale assistono mia mamma. Io e la mamma abbiamo sempre vissuto insieme. Nella circostanza dell’aggravarsi della sua malattia, sono stata costretta a prendere la triste decisione del ricovero. Ho avuto tanti problemi, mi sono sentita sola e fragile. Nel contesto della Casa di riposo, con la mamma, ci siamo sentite veramente accolte e supportate. Il 14 agosto siamo state invitate a partecipare alla festa campestre del paese, in occasione del Ferragosto. Mia mamma e altre ospiti sono state accompagnate dai numerosi volontari del territorio e animatori in tale contesto.
E’ stato un momento particolarmente intenso, bello e allietato dalla musica. Anche per questo un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono adoperati per l’ottima riuscita di tale festa e per il clima di fraternità che si è creato tra di noi.
Giuliana Cervi
(Castelverde)

Su immigrazione e tasse il governo non ha soluzioni vere
Gentile direttore,
in questi giorni in cui le vacanze hanno fatto il loro dovere che è quello di liberarci della stanchezza fisica una cosa mi ha colpito ed è quella che il liberarci dalla mente di certi discorsi ancora non è stato possibile anzi, più si va avanti e più sarà improbabile. Mi riferisco alle varie trasmissioni che le reti televisive pongono in atti tutti i giorni e che riguardano quasi esclusivamente immigrazione e tasse. Inutile districarsi tra le matasse di idee che i rappresentanti dei vari schieramenti politici ci riempiono le ‘tasche’, non ci sarebbe anzi, non c’è una via d’uscita. Si urla, si sbraita, si fanno promesse che poi sistematicamente non vengono mantenute e alla fine chi ci rimette? Solamente noi poveri cittadini che siamo attaccati come allocchi allo schermo a sentire quei miseri venditori i promesse capaci solo di questo pur di ritrovarsi poi con uno spicciolo di posto dalle grandi dimensioni economiche personali.
Ormai tutti i risvolti politici li conosciamo da tempo, un governo che non sa che cosa fare e la tanto decantata programmazioni si affievolisce giorno dopo giorno e ora è solamente un navigare a vista con il nostro premier che al contrario di Schettino si esibisce in slalom tra i vari solchi tracciato da una politica scellerata fatta da politici corrotti e propensi solo a curare i propri interessi. L’immigrazione? Solo bellissime parole ma i veri padroni dell’Italia sono proprio loro, i migranti o clandestini come li vogliamo chiamare, mentre il nostro governo è solo uno spettatore... pagante. Pagante ma con i nostri soldi.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Il volontariato per la comunità Il Trentino esempio da seguire
Signor direttore,
da circa due mesi mi trovo a Pinzolo e ho constatato come da queste parti, e in tutto il Trentino, il volontariato sia un dovere per amore della comunità. In questo periodo tante sono state le manifestazioni che si sono svolte per allietare il soggiorno dei villeggianti (tantissimi dei quali cremonesi) che frequentano questa bella località, ed ho notato quanta partecipazione disinteressata ci sia da parte di tutti. Ogni abitante fa parte di una associazione che ha compiti ben precisi e che promuove iniziative specifiche che sommate formano l’intrattenimento estivo per i villeggianti.
Sabato scorso c’è stata la festa per i 120 anni dalla fondazione del corpo volontario dei vigili del fuoco di questa località. Alla stessa hanno aderito tutti i comuni della val Rendena e altre valli limitrofe (ciascun comune ha un proprio corpo vigili). Alla sfilata hanno presentato mezzi di ogni tipo, dalle pompe azionate a mano, fino ai mezzi più moderni di normale dotazione, preceduti da ‘pompieri in erba’e donne in costume. Un vero esempio di comunità aggregata che non è soltanto di Pinzolo ma del Trentino. Un esempio da esportare in altre regioni.
Giuseppe Ferrari
(Pinzolo - Trento)

Il cimitero di Cremona museo all’aperto da valorizzare
Gentile direttore,
mi soffermo sulla pagina del giornale che il quotidiano ‘La Provincia’ha dedicato alle iscrizioni delle lapidi dei Caduti della Prima Guerra Mondiale che commemorano i giovani soldati morti nel conflitto. Bravissima la signorina Gentilina Cella nell’aver raccolto tutto il materiale, bravissimo il giornalista nel documentare il più possibile, bravissimo il nostro quotidiano nell’aver dato spazio a questo argomento.
Ho pensato un attimo e mi sono chiesto come il giornale della città e le nostre Amministrazioni comunali (le precedenti e l’attuale) non abbiano mai dato importanza alle opere compiute da Anna Filippicci Bonetti (ben tre voluminosi libri sul cimitero di Cremona) dove non più di tre mesi fa venne presentato l’ultimo volume proprio sui combattenti cremonesi caduti in guerra e onorati con diverse lapidi e nella lampada votiva del nostro camposanto. Bravissima la signorina Cella ma, il suo lavoro rappresenta lo 0,1% di quello fatto dalla signora Filippicci.
Perché la cultura, l’arte…Cremona non vuole valorizzarli? Un cimitero, per essere monumentale deve avere il vincolo della Soprintendenza dei Beni Culturali che purtroppo nessuno ha mai chiesto. Ebbene, noi abbiamo la fortuna di avere una autrice importante in vita che potrebbe dare più lustro a uno dei più importanti musei all’aperto della Lombardia.
Il Comune e la Provincia, invece, non dedicano nessuna menzione ai testi della scrittrice. La guida del cimitero fatta fare dalla precedente Giunta, se fosse stata compilata dalla nostra esperta, avrebbe valorizzato sicuramente di più il nostro cimitero. Svariate città, nell’elencare i monumenti da visitare, includono sempre il campo santo per tutte le sculture presenti e questo serve per valorizzare maggiormente il nostro patrimonio culturale. (...)
Mauro Piazza
(Cremona)

Ha soccorso mia mamma caduta al CremonaPo, grazie
Egregio direttore,
mi permetta attraverso il suo giornale di ringraziare pubblicamente la persona dipendente del supermercato CremonaPo che mercoledì 19 agosto, intorno a mezzogiorno, ha premurosamente assistito mia madre quasi ottantenne che nei pressi della cassa è caduta a terra riportando solo qualche contusione e tanto spavento. La suddetta signora mi ha telefonato immediatamente e ha premurosamente assistito mia madre rincuorandola fino al mio arrivo. Attraverso questa mia lettera, non conoscendo il suo nome, approfitto per rinnovare ancora i miei più vivi ringraziamenti per l’umanità dimostrata.
Paolo Ottini
(Cremona)

Quei disperati ridotti alla fame dalla parte ricca del mondo
Signor direttore,
il nostro Paese è un Paese vecchio. Molta gente ha vissuto anni in cui l’istruzione era scarsa. Quindi bisogna dare informazioni, bisogna ripassare la storia. Molti non sanno che per secoli gli europei hanno sfruttato la gente dei Paesi poveri del mondo. Hanno derubato, hanno ucciso, deportato, schiavizzato centinaia di migliaia di persone, hanno volontariamente ridotto a bassa cultura altre popolazioni. Per arricchirsi. Ora, saputo questo, è inutile che ci si riempia la bocca contro l’immigrazione.
E’ un fenomeno storico, naturale, normale. Li abbiamo ridotti in condizioni tali che la loro ignoranza li induce alla guerra, alla fame. E quindi è naturale che si spostino in zone dove sperano di vivere meglio. Ma, non ci sono solo persone che non hanno studiato storia, c’è chi sa e fa finta di non sapere. Concordo con chi dice che comunque i malavitosi vanno fermati, c’è gente violenta che va punita, ma il fenomeno di massa non si può fermare. Come chi vorrebbe far diventare stanziali i nomadi rom (controsenso). Ci vuole rispetto per ogni vita umana e senso di verità fino in fondo! Probabilmente qualcuno vuole approfittare di certe situazioni di disagio insopportabile (capisco), per cavalcare la propria sete di potere, utilizzando i media.
Giuseppe Servi
(Cremona)

Casamonica e i funerali show quanta ipocrisia dei moralisti
Signor direttore,
da destra a manca, moralisti, fustigatori e persino uomini di chiesa hanno manifestato compattezza nel condannare il funerale del boss Casamonica. Evidentemente il popolino inquisitore che a parole si professa cattolico, nei fatti manifesta odio giacobino e soprattutto abissale ignoranza dottrinale. Il Canone 1184 afferma che le esequie si negano ‘ai peccatori manifesti ai quali non è possibile concederle senza pubblico scandalo dei fedeli’. Gli unici su cui si afferma esplicitamente il divieto sono ‘apostati, eretici e scismatici’. Non consta che il cosiddetto Re di Roma rientrasse tra le suddette categorie.
Davvero curiosi gli adulatori della chiesa buonista di Bergoglio: gli stessi che plaudono alla dottrina della misericordiosa, del peccato abolito e del non chiamiamoli zingari ma rom, sono i primi ad indossare i panni di Torquemada per condannare solo ciò che Dio è in grado di leggere negli anfratti degli animi umani. Se questa non è ipocrisia!
Gianni Toffali
(Verona)

La speranza è una trappola inventata da chi è al potere
Caro direttore,
questa mia lettera è rivolta soprattutto a chi alle urne non ci va proprio e costituisce il più grande gruppo politico italiano. Mario Monicelli diceva, in una delle sue ultime interviste prima di togliersi la vita gettandosi nel vuoto dalla finestra della stanza al quinto piano dell’Ospedale San Giovanni a Roma, dove era ricoverato: ‘La speranza è una trappola, è una cosa infame inventata da chi comanda’. I pensionati sperano che non gli venga tolta la pensione, gli occupati il lavoro, coloro che vivono della mangiatoia pubblica (che sono milioni) che il ‘sistema’ tenga il più a lungo possibile, i mafiosi e i corrotti che la pacchia continui. Tutti sperano nello status quo. Qualcuno spera anche nell’aldilà, un giacimento utilizzato dalle religioni monoteiste come bromuro dell’anima e tranquillante sociale. ‘Quello che in Italia non c’è mai stato è una bella botta, una bella rivoluzione...
C’è stata in Inghilterra, c’è stata in Francia, c’è stata in Russia, c’è stata in Germania. Dappertutto meno che in Italia. Quindi ci vuole qualche cosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto, sono 300 anni che è schiavo di tutti’. A furia di sperare l’Italia sta scomparendo, una foglia alla volta come un carciofo. Qualcuno si ricorda che solo pochi anni fa eravamo la quinta o sesta potenza industriale?
Una rivoluzione violenta non è auspicabile, nonostante le parole di Monicelli non siano del tutto sbagliate. Farebbe oggi il gioco del sistema che la reprimerebbe senza sforzo. La rivoluzione va fatta con il voto ad ogni occasione utile per riconsegnare il Paese ai suoi cittadini, ma il tempo scorre e questa classe dirigente usa ogni attimo per difendere i suoi privilegi, per chiudere ogni pertugio alla democrazia. Forse non c'è più tempo o forse ne rimane ancora qualche scampolo. Dimenticatevi la parola speranza propria degli schiavi e usate la parola coraggio e la parola partecipazione. (...)
Roberto Bonezzi
(Cremona)

Da Zecchini e Telò una feroce propaganda anti-comunista
Signor direttore,
due lettori, Zecchini di Camisano e Telò di Cremona, hanno scritto in questa rubrica due lettere, entrambe contro il comunismo. La prima, molto sottile e insinuante, sulle incapacità politiche di Castro e la seconda, più truculenta e grossolana, su quanti milioni di morti avrebbe causato l’ideologia comunista.
Ebbene, a queste lettere dovrebbero rispondere i dirigenti delle locali sezioni comuniste ma vedo che non lo fanno mai. (...)
Non posso rispondere ampiamente alle lettere di quelle due persone perché mi occorrerebbero almeno cento fogli di giornale. Per cui rispondo a Zecchini e Telò con una sola frase: scrivete falsità e state facendo controinformazione.
D. D.
(Cremona)

Don Bonometti morto 50 anni fa ma indimenticabile maestro
Signor direttore,
sono nato a Cicognolo e manco da tanti anni, ma con il cuore e il pensiero vi sono sempre rimasto. Il mio pensiero è rivolto a don Dante Bonometti, come persona, non solo come prete. Il suo modo affettuoso, sempre disponibile, con la sua «prudenza tattica». Le sue prediche della domenica, dove discreto, riusciva a non stancare mai. E chi non ricorda la vivacità delle sue parole al cimitero, nelle sue prediche dei morti! «La vita poi è un viaggio comodo o disgraziato, ma viaggio per tutti». Divertente alle gite estive, quando nel momento della comunione, al passaggio di una bella signora esordì sottovoce dicendo «Cristo che corpo!» al posto di dire «Corpo di Cristo».
E ancora quando scherzando richiamava i presenti ad osservare i mutandoni della signora Gisella! E gli aneddoti sarebbero molti altri... Don Dante è morto il 30 agosto del 1965 ma per chi ha avuto la fortuna di averlo come prete e come maestro sarà impossibile dimenticarlo.
A. B.
(Cremona)

Il ritorno di Balotelli al Milan sarà un affare o il solito flop?
Signor direttore,
si sa che il Milan è in caccia ‘disperata’di una punta. Sembra sfumato Ibrahimovic. Ora il Liverpool ha ‘sganciato’Mario Balotelli, acquistato per 20 milioni un anno, contratto da 6 milioni di euro netti l’anno. Supermario è finito fuori rosa è al Liverpool non lo vogliono più vedere. Arriva al Milan, prestito gratuito e stipendio pagato al 50% dai Reds.
Mi piacerebbe fare un sondaggio tra i tifosi rossoneri. Balotelli sì o Balotelli no? Sinceramente a me le minestre riscaldate non piacciono. Ormai, si sa tutto di lui. in tutte le squadre dove è andato ha combinato guai. E di gon non ne ha segnati poi molti. A suo favore però c’è che è un ‘talento’, quando vuole i numeri li ha. Ma il dilemma rimane: sarà maturato? Avrà messo la testa a posto? Forse bisognava gestirlo e inquadrarlo subito dall’inizio.
Andrea Delindati
(Cremona)

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