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Lettere al direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

11 Luglio 2015 - 12:45

Lettere al direttore

IL CASO
Ambulanze in sosta nei parking-disabili
Signor direttore,
sono la figlia di un invalido totale, indignata per ciò che è accaduto nel parcheggio interno dell’ospedale maggiore di Cremona il giorno 7 luglio scorso. Mio padre vi si è recato per effettuare una visita medica programmata; non potendo reggere lunghi tratti a piedi, cerca parcheggio nei posti riservati ai disabili adiacenti al Pronto soccorso, essendo quelli più vicini all’entrata dell’ospedale e la situazione che gli si presenta è la seguente: parcheggi riservati ai disabili occupati per la maggior parte dalle ambulanze e parcheggi riservati alle ambulanze occupati da veicoli che effettuano il trasporto per anziani. Gli autisti di questi ultimi di norma ‘scaricano’ i loro passeggeri direttamente davanti all’ingresso sotterraneo per cui, non essendo loro invalidi e potendo quindi fare due passi in più, non capisco perché debbano occupare i posti adibiti alle ambulanze. Mio padre si è visto costretto a lasciare l’auto sul lato sinistro del viale di ingresso, consapevole che non si poteva lasciare lì, ma se voleva fare la sua visita non aveva altra scelta ed ha affrontato a fatica un tratto di strada in più (sottolineo anche l’elevata temperatura presente quel giorno). Una volta ritornato alla sua auto, la beffa finale: una bella multa con relativo ‘sconto invalidi’. Ora, mi rivolgo al gentilissimo vigile in questione e anche alla direzione sanitaria: per cortesia spiegate voi a mio padre dove poteva parcheggiare, non solo per non incorrere in una multa ma semplicemente per poter essere in grado di arrivare all’ingresso, entrare e fare le visite di cui necessita. E vogliamo parlare di tutti quei furbi che ogni santo giorno a Cremona parcheggiano negli stalli riservati agli invalidi usando i permessi di parenti e la fanno sempre franca? Dove sono i vigili in questi casi? I controlli sono inesistenti. Alla fine hanno bisogno dei 40 euro di mio padre? Vergogna!
E. B.
(Cremona)
Sono solidale con suo padre. Se la situazione è quella che lei ci descrive, credo che la direzione dell’ospedale dovrebbe intervenire per garantire il rispetto delle regole (e magari in Comune dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e cancellare quella multa).

LA POLEMICA
Galimberti eletto per cambiare
Signor direttore,
negli ultimi giorni il suo giornale ha riportato della polemica politica nata intorno alla nomina del direttore generale di Cremona Solidale. Quando mia madre era lì ricoverata ho fatto parte del comitato parenti. Ricordo benissimo le lamentele dei parenti per l’assenza del dottor Gipponi, più volte abbiamo sottolineato anche alla precedente amministrazione il numero eccessivo di incarichi del direttore e quindi il continuo delegare nonché la mancanza di una vigilanza e presenza costante nella struttura. A volte si aveva l’impressione che il meno informato fosse proprio il dottor Gipponi. Ho anche ben presente il suo rapporto non particolarmente buono con i parenti degli assistiti. Ora mi chiedo: ma il sindaco Galimberti non è stato eletto per cambiare ed innovare? Ho la brutta impressione, e in questo mi viene in soccorso anche la vicenda del consiglio di amministrazione di Aem, che il sindaco Galimberti in questo momento sia più impegnato a pagare debiti elettorali che ad altro, mi sembra preoccupato di ben distribuire poltrone piuttosto che privilegiare competenze e disponibilità da parte di professionisti non schierati politicamente. Oltre a questo mi chiedo se il consigliere Giordano (parte del CdA di Cremona Solidale) è la stessa persona parte del precedente consiglio di amministrazione. Perché, se così fosse, già il comitato parenti aveva sollevato un dubbio di legittimità per la sua elezione: una norma dello statuto di Cremona Solidale vieta a qualsiasi dipendente Asl di far parte del Cda, poiché la stessa Asl è ente di controllo per Cremona Solidale. Anche per questo chiedo alle opposizioni di verificare la eventuale illegittimità di tale nomina. Non credo che i dipendenti debbano decidere chi sarà il prossimo direttore generale, ma sicuramente hanno diritto, insieme ai ricoverati, di essere amministrati da una persona autorevole, non pregiudizievole politicamente, oltre che capace. Sinceramente mi pare che il rapporto di fiducia con il dottor Gipponi sia venuto meno fin dagli anni scorsi.
Patrizia Cattani
(Cremona)

Troppi furbetti leggono il giornale a scrocco
Egregio direttore,
per motivi di lavoro spesso e volentieri mi ritrovo nei centri commerciali presenti sul territorio cremonese e nel supermercato di uno di questi in particolare ho notato che ha un piccolo angolo edicola ben fornito dove espone diverse riviste, quotidiani, periodici di vario genere e molto spesso vedo qualcuno che molto candidamente prende i quotidiani esposti e se li legge, li sfoglia come se nulla fosse, come se fossero di loro proprietà, come se ne avessero il diritto. Ho trovato strano non trovare un cartello di ammonimento contro questi «furbetti» che sono veramente irritanti. I giornali, cari ‘amici’, si acquistano come tutti gli altri prodotti e non sfogliati e buttati come spazzatura. Pensate se tutti noi dovessimo fare così con i prodotti delle vostre aziende per cui lavorate o siete proprietari. Dal punto di vista commerciale e non, lo trovereste corretto? Non è ora che questo malcostume finisca e non si ripeta?
Ivan Lepri
(Cremona)
Parole sante, le sue, caro signor Lepri, delle quali la ringrazio

Come sarà quando tutte e 18 le famiglie metteranno i bidoni?

Signor direttore,
mercoledì 8 luglio ore 10 si presenta come da foto allegata l’accesso ad un condominio di via Magazzini Generali composto da 18 unità abitative. Pensate a come sarà se fossero esposti i contenitori (umido e carta) di tutte le 18 famiglie. Questo accade perché il mezzo per la raccolta non può scendere in cortile.
maroni.sergio@libero.it
(Cremona)

Immigrati/1. A loro case per gli italiani gli sfratti
Signor direttore,
l’ultimo della serie è quello capitato martedi scorso a Casalecchio di Reno nel bolognese, dove un 53enne, separato e con una figlia di pochi anni, ha posto termine alla sua esistenza, impiccandosi nella casa della madre, dove viveva da qualche tempo. Non ha retto all’esecuzione dello sfratto che sarebbe dovuto avvenire il giorno successivo. Perso il lavoro, persa la moglie, le difficoltà trascinano l’uomo verso la perdita della dignità. Ma, è solo di un mese fa, anche il caso della mamma che guarda caso, a Ponte di Ronca a pochi chilometri di distanza da Casalecchio, la donna con due figli di 10 e 11 anni, senza lavoro e anche lei in prossimità del terzo tentativo di sfratto, ha posto fine alla sua esistenza impiccandosi. (...) Parteciperò anche io al presidio indetto dalla Lega presso l’ex edificio di Picenengo che dovrebbe essere riattato, dopo che già le occupazioni precedenti, da parte di extracomunitari, lo avevano ridotto un letamaio, per essere nuovamente utilizzato per alloggiare clandestini. Continua imperterrita, senza provare un poco di vergogna, la politica di un’accoglienza che poggia le sue basi su due milioni e mezzo di famiglie italiane sulla soglia della povertà, secondo i recenti dati dell’Istat (...) PS: non ricordo di aver mai letto di uno straniero che si impicca per sfratto.
vigliottagiuseppe43@gmail.com
(Cremona)

Immigrati/2. Specialisti delle pensioni fasulle
Esimio direttore,
molti lettori saranno rimasti basiti leggendo un interessante articolo «Pensioni fasulle a Cremona e provincia, 378 indagati, Inps beffato per quasi 400mila euro». Secondo la guardia di finanza, dietro questa truffa, ci sono molti extracomunitari senza scrupoli, un flusso continuo di denaro che dalle casse dell’ente previdenziale , ha preso il volo verso i Paesi più disparati. Questi furboni e ‘graditi ospiti’, hanno portato a Cremona , il tempo necessario per avviare l’iter burocratico, gli anziani parenti i quali, trascorse alcune settimane, necessarie per ottenere la ‘minima’ (circa 600. euro mensili) , se ne sono tornati nei Paesi d’origine. E’ bene ricordare, per non dimenticare, che questa incredibile norma, ai limiti della fantascienza, è stata introdotta da quel genio del centrosinistra, l’allora primo ministro Giuliano Amato. (...)
Andrea Zecchini
(Camisano)

Berlusconi salvato dagli arresti solo grazie alla prescrizione
Caro direttore,
in merito alle sentenze al «signor Berlusconi» e 3 anni di reclusione vorrei precisare quanto segue. Ammiro le abnegazioni dell’avvocato Coppi che spende la sua credibilità a sostegno del suo cliente. Lo stesso Coppi ha omesso di puntualizzare quanto segue; l’assoluzione nel merito è quasi impossibile visto la confessione del ricattato e accertata. La prescrizione è l’unica possibilità che ha per evitare la condanna anche in appello. Questa cancella il reato penale ma non la interdizione di 5 anni, né il risarcimento al Senato. La prescrizione gli da la certezza di non finire agli arresti domiciliari, poiché avendola la condanna di tre anni per frode fiscale, ed avendo la seconda condanna superato i 6 mesi e 1 giorno, scatterebbe la revoca dei benefici ottenuti e quindi gli anni sarebbero 6. Questo perché non sono trascorsi i cinque anni previsti dalla legge tra una sentenza e l’altra. Tecnicamente il giudice di merito potrebbe chiedere già alla prima condanna (ma non avverrà) la detenzione agli arresti domiciliari per la reiterata capacità a delinquere del soggetto. Quindi la prescrizione è l’unica via di fuga per annullare la sentenza penale con tutte le conseguenze. Non potrebbe ottenere neanche la collocazione ai lavori sociali poiché ha già goduto di questa misura. Il ricorso in appello è inevitabile (appello che non si farà più poiché non rinunceranno mai alla prescrizione questo soggetto non è Tefazzi. Si dovrebbe rivedere l’articolo 67 della Costituzione dove si dice che l’eletto non è soggetto al vincolo di mandato. Cadute le ideologie dei nostri grandi padri, i nuovi eletti si dimettono al massimo del gruppo di appartenenza, ma non rinunciano ai benefici della carica. Non sono «i nostri eletti» l’asino di Buridano, loro mangiano dappertutto.
Domenico De Lorenzo
(Cremona)
Soresina resta per metà al buio E l’Aspm risparmia e gongola Signor direttore, mentre il presidente Ghirri gongola per i risultati delle società del gruppo Aspm nell’esercizio 2014 (anche se lui è arrivato solo a luglio e non ha poi spiegato quante volte ha contato i risultati della Commerciale detenuta per intero dalla servizi), in attuazione al piano luce il direttore Cattaneo ha deciso da mesi di non cambiare più le lampadine che bruciano per strada. Quando saranno spenti metà dei lampioni per via avranno risparmiato il 50% sulla bolletta dell’illuminazione pubblica, risultato inimmaginabile fino a pochi anni fa. Stasera la zona est del paese aveva tutte le luci per strada spente: con questa ultima trovata il risparmio dovrebbe sfiorare il 100%. Complimenti!
Erminio Ottone
(Soresina)

Più che la Cr-Mn serve potenziare la ferrovia
Mi trovo totalmente in accordo con il deputato Toninelli del Movimento 5 Stelle sul no alla costruzione della autostrada Cremona Mantova soprattutto per due motivi. Si deve immediatamente rafforzare la linea unica ferroviaria da Mantova a Codogno perché il solo ritardo di un treno ne provoca altri a catena ed il nostro servizio ferroviario è l’ultimo a livello Europeo in termini di efficenza. Gli appalti che seguirebbero alla costruzione della nuova autostrada sarebbero sempre alla mercé dei soliti noti di cui conosciamo la sola punta di un iceberg, e mi riferisco a quelli già condannati per furto dei nostri risparmi.(...)
Roberto Bonezzi
(Cremona)

Torno da un mese in Grecia
Non ho visto un Paese in crisi
Signor direttore,
sono da poco tornato da una splendida vacanza di 30 giorni in Grecia, tutto il mese di giugno. Ebbene, ascoltando le dicerie dei giornali e delle televisioni italiane credevo di andare in una terra di disperati e affamati. Invece una volta sbarcato sulle isole Cicladi mi sono trovato in mezzo ad una società felice, laboriosa, allegra e dinamica. Non ho mai visto una così alta concentrazione di negozi alimentari come là. Questo non solo in isole classicamente turistiche come Mikonos, ma anche in piccole isole come Andros, Tinos, Syros, Paros. La gente comperava, o sostava per ore nei caffè a sorseggiare ogni sorta di rinfresco. Non creda signor direttore che fossero turisti o stranieri, ma gente del luogo. Ho alloggiato anche nelle loro case ( è famosa la loro ospitalità ) e ho visto che tutte le bufale che si raccontano in Italia su di loro non corrispondono alla verità. E’ una società ricca e gioiosa, molto giovane. (...) Mi sono fermato anche 4 giorni a Patrasso, una grande città, e le posso dire che le mie impressione si sono consolidate ancora di più. Gli unici pantaloni rappezzati che ho visto erano quelli di bellissime ragazze, come modelle, che portavano costosi capi firmati che oggi vanno così tanto di moda. Ad Atene c’erano automobili in giro per le strade che al confronto delle nostre pandine mi lasciavano sbigottito, Bmw decapottate guidate oltretutto da giovani donne che sembravano ritagliate da una pagina pubblicitaria. A questo punto signor direttore mi chiedo: hanno ragione la Maria Cuffaro, la Bianca Berlinguer, Enrico Mentana che riportano cose che non hanno visto oppure ho ragione io che quello cose le ho toccate con mano?
D. D.
(Cremona)

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