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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

25 Giugno 2015 - 10:48

IL CASO
Ecco perché il no alle ‘Incursioni teatrali’
Gentile direttore,
da tre anni appartengo alla Compagnia Teatrale L. Carini della Società Filodrammaticadiretta da BeppeArenacon il supporto di Chiara Di Pretoro; tutto ciò non per mero divertimento e passatempo alternativo, ma per passione e amore per il teatro. Dopo averlo vissuto per anni da spettatrice ho deciso di ‘compenetrar - lo’ da interprete.
Cito solo un paio di empatiche scoperte emotive che questa esperienza mi ha permesso di fare: in primis capire l’i mp ortanza dell’appartenenza ad un gruppo che, in quanto tale, deve vivere e respirare in assonanza per la riuscita armonica del risultato finale e poi la forza del mettersi a nudo per poter indossare l’ab it o del contesto.
La nostra Compagnia, inserita nell’evento ‘Incursioni Teatrali’ del prossimo fine settimana, ha deciso all’unisono di non parteciparvi in quanto la logistica che ci è stata imposta (e non parlo del contesto di Palazzo Trecchi) non avrebbe permesso la messinscena del ‘Sogno di una notte di mezza estate’ (testo integrale) di Shakespeare.
Una minuscola pedana in metallo con giunti insidiosi, il tutto ricoperto da un’improbabile moquette, è piccola e pericolosa per i nostri movimenti (non siamo musicisti) oltre che rumorosa data la presenza di microfoni panoramici. L’os - servazione dell’assessore Barbara Manfredini in conferenza stampa è stata la seguente: ‘La professionalità è valutabile dai pochi mezzi a disposizione’. Noi abbiamo lavorato molto, con serietà e dedizione. Abbiamo solo chiesto un palco di legno di opportune dimensioni (vedi palco allestito in piazza sabato scorso) per fornire al pubblico il miglior prodotto possibile in sicurezza e professionalità. Peccato, un’occasione perduta... non tanto per noi... ma, vi assicuro, quanto per tutti coloro che non potranno godersi il nostro spettacolo sabato sera!
Mariapaola Biasotti
(Cremona)

La situazione è complessa e i problemi del palco a cui lei fa riferimento sono oggettivi. Detto questo resta il fatto, verificato dalla collega Barbara Caffi ai margini della conferenza stampa di presentazione della rassegna, che nelle numerose riunioni organizzative tra Comune e compagnie teatrali questi problemi non erano stati fatti presenti. Peraltro nella stessa conferenza stampa la disponibilità delle compagnie ad adattarsi è emerso da più voci. Ovviamente spetta al Comune precisare ulteriori dettagli.

LA POLEMICA
Unioni di fatto, a Crema poca chiarezza, il futuro passa attraverso la famiglia
Gentile direttore,
le scrivo per entrare nel merito circa la vicenda che sta animando il dibattito politico- socialeaCrema visto, nell’acceso Consiglio comunale del 15 giugno, l’approvazione e l’istituzione del registro civile delle coppie di fatto. Dibattito politico, come detto, molto acceso, ma comportamento della maggioranza, a tratti, poco chiaro. E tutto ciò, agli occhi della gente comune, ancora più confuso viste le notizie apparse sui quotidiani locali e nazionali. Proviamo a ricostruire la vicenda basandosi sui fatti reali. Partiamo dalle parole del Presidente del Consiglio comunale di Crema, il quale ha sottolineato come sia ‘abituato a far discendere i regolamenti comunali dalle legge, e non il contrario’, sottolineando il suo dissenso. Onore all’onestà intellettuale del professor Vincenzo Cappelli, dalle quali parole si evince l’inutilità legislativa di tale provvedimento, visto la non consonanza con la legge nazionale.
Chiara, invece, l’ideologia portata avanti dalla maggioranza in Consiglio, sottolineata da un susseguirsi di informazioni circa la decisione o meno di cancellare dai moduli comunali il riferimento al padre e alla madre, sostituendo la dicitura con un generico ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. Lunedì sera, poco dopo la fine del Consiglio, un’Ansa annuncia ‘il via libero definitivo alle unioni civili’ e nello stesso testo annuncia che ‘la modulistica dei servizi educativi, come fanno sapere dall’ufficio di staff del Sindaco, è già stata revisionata: non vi si accenna più a maternità e paternità ma si parla di genitore 1 e genitore 2’. Non solo. La stessa agenzia riferisce che il revisionato regolamento comunale permette a 2 persone dello stesso sesso, se conviventi, di iscriversi sullo stesso stato di famiglia. Tali notizie vengono riprese dai giornali, compreso La Provincia, come si evince dal titolo in prima pagina e dal vostro articolo interno di martedì 16 giugno. Dunque la vicenda di ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’sembraessere cosa ufficiale e non ‘abbaglio’ del quotidiano Avvenire, come lo ha definito nel suo editoriale di domenica 21 giugno.
Ma ecco che giovedì pomeriggio, dopo l’intervento anche di Cesare Mirabelli (Presidente emerito della Corte costituzionale) proprio dalle colonne di Avvenire, lo stesso ufficio del Sindaco comunica che dai moduli in questione nessuno ha mai tolto padre e madre e che le diciture ‘primo genitore’ e ‘secondo genitore’ hanno solo una valenza di ordine pratico. Prima una conferma e poi un dietrofront? Fatto sta che i vecchi moduli portano chiaramente ‘madre’ e ‘padre’ senza che le diciture ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ compai ano. Chi li ha cambiati? Nessuno sembra volersi prendere questa responsabilità. Fosse anche stata la vecchia amministrazione di centrodestra, perché l’annuncio è stato dato dall’attuale di centrosinistra, e in concomitanza con l’approvazione del registro delle unioni civili? Forse perché ha ritenuto di esibire subito tutte le ‘con qu ist e’ gay friendly? Se non che poi ha capito di avere la maggioranza della gente contro? E così ha cercato di fare un passo indietro gettando discredito su altri?
Infine mi trova pienamente d’accordo sulla conclusione del suo editoriale di domenica 21 giugno: è urgente che la politica si schieri a favore delle famiglie, con politiche adeguate che dimostrino il riconoscimento ad essere vero pilastro della nostra società, futuro della nostra Italia, tristemente vittima di una crescita demografica a zero. Dato mai registrato dal 1918, dato molto più grave di un segno meno del pil. Mi permetta di concludere, allora, richiamando una frase di San Giovanni Paolo II: ‘Il futuro passa attraverso la famiglia’, fondata sul legame forte di un uomo e di una donna, di un papà e di una mamma. (cfr. Familiaris Consortio).
Marco Cassinotti
(Crema)

Migranti, Piloni informi Renzi che non c’è emergenza
Egregio direttore,
mi fa piacere che il signor Piloni, segretario provinciale del Pd di Cremona, nella lettera del 21 giugno mi corregga scrivendo che, essendo ‘i dati, ad oggi, sostanzialmente in linea con lo scorso anno’, non è il caso di parlare di emergenza creando allarmismo. Di ciò dovrebbe informare il segretario del suo partito, nonché presidente del Consiglio Matteo Renzi, perché smetta di affannarsi a elemosinare accoglienza per gli immigrati agli Stati europei restii a concederla. Per lui e non solo in Italia l’emergenza è solo una semplice percezione. Con ciò intendo chiusa l’inutile querelle.
Nanni Papadia
(Cremona)

Con via Giuseppina interrotta la segnaletica è da ritoccare
Egregio direttore,
mi sia gentilmente permesso di suggerire interventi di modifica, anche se in via provvisoria, della segnaletica stradale indicante la deviazione del traffico, essendo interrotta la via Giuseppina per lavori, per raggiungere l’ospedale. A mio modesto parere andrebbe installato in via Gelsomino, in prossimità della deviazione del traffico in via Comenda di Malta, un cartello ‘visibile’di divieto d’accesso che costringa gli automobilisti alla deviazione. Anche perché l’attuale segnaletica mobile é spesso nascosta da automobili insensatamente parcheggiate a ridosso della stessa e in molti, soprattutto quelli meno pratici, tirano diritto trovandosi all’incrocio con via Belgiardino che é scarsamente segnalato visto il succedere frequente di incidenti rilevanti.
Andrebbe a mio avviso installato un cartello di Stop ambo le direzioni possibilmente davanti al palo della illuminazione e rifatta la segnaletica orizzontale molto sbiadita col tempo e non come é attualmente segnalato da un triangolino di dare la precedenza nascosto parzialmente da un palo.
Pietro Ferrari
(coordinatore regionale Partito Pensionati Invalidi Giovani Insieme - Cremona)

Catasto, tasse sestuplicate Chi pensa ai giovani?
Signor direttore,
il 70% degli italiani con sacrificio hanno una casa di proprietà. Il governo Monti e il pupo Renzi hanno avallato la richiesta per cambiare i valori catastali. Questo comporta un aumento di tasse di sei volte. Non ci siamo. Andiamo sempre a colpire i più deboli. Sacrifici di una vita vanificati da un Governo non eletto dal popolo. Auguri agli italiani che votano Pd. Io sono in dirittura d’arrivo ma dobbiamo pensare alle generazioni future.
Mario Scotti
(Cremona)

Tra Sp 38 e sentiero dell’Adda la viabilità è pericolosa
Egregio direttore,
leggo su La Provincia del 24 giugno di un importante incidente stradale, per fortuna senza grossi danni alle persone, a Formigara tra la provinciale 38 e il ‘sentiero dell’Adda’. Un mese fa circa sullo stesso rondò ho avuto anch’io un incidente stradale... un’auto distrutta, l’altra gravemente danneggiata anche in questo caso per fortuna nessun danno alle persone. Se è scontato che detti incidenti sono causati da errori umani ritengo che sia possibile che come è stato concepito detto rondò, il suo sistema viario, la segnaletica... il tutto in una situazione ambientale negativa (strada in leggera salita, vegetazione incolta, colture) favorisca la possibilità di incidente.
Non penso che tutti gli incidenti che accadono o sono accaduti rientrino nelle statistiche ufficiali, certo è che rapportato al numero dei veicoli che transitano su detta strada, relativamente basso rispetto ad altre arterie più trafficate, anche a detta di testimoni è decisamente alto... non sopportabile!
La Provincia, ente gestore della strada, non può che farsi carico della criticità e cercare di risolverla. (...)
Fausto Ruggeri

Gli slogan fascisti sui muri propaganda voluta da Starace
Egregio direttore,
l’iscrizione fascista rifatta e pertanto non originale cancellata a Crotta d’Adda faceva parte dell’operazione più scrupolosamente perseguita dal passato regime in campo propagandistico a partire dal 1936 per volere del Segretario del PNF Achille Starace che il duce considerava un cretino obbediente. Quella delle scritte murali realizzate con un po’ di vernice autarchica a base di calce, latte e nerofumo di camino con lo scopo di raggiungere con certe frasi tutti i luoghi si trovavano sulle pareti dal palazzo di città a quello della casa di campagna, dal recinto della fabbrica a quello della caserma o del campo sportivo, dalla facciata lustra della scuola a quella rustica del casolare di montagna.
Tracciate a caratteri cubitali ad altezza da terra di non facile portata di successivo pennello insultante di mano ignota, suscitarono tali emulazioni che tutti i gerarchetti di paese vollero avere la propria scritta ed è facile intuire che frasi ridondanti e pompose propinate alla popolazione provocarono episodi anche grotteschi. Anni fa conobbi un anziano esecutore di tali iscrizioni che mi raccontò alcuni gustosi aneddoti. Stanco di scrivere per poche lire i soliti slogan in stile mussoliniano, in un paese dove il Podestà non aveva figli, scrisse ‘La diminuzione della popolazione porta con sé la miseria’ e in un altro paesetto dove il Podestà era zoppicante, scrisse ‘Noi marceremo con passo sicuro e romano’.
Ma dove ebbe problemi con l’ottusità poliziesca del regime forse su segnalazione dei suddetti e condannato dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato quale: ‘esecutore di scritte ironiche per dileggio’ (sich) fu dopo aver scritto sul muro di una cascina ‘Noi tireremo diritto’ in prossimità di una curva pericolosa. A nulla valse a sua discolpa la foto che all’entrata di Tarquinia sulla cinta del cimitero si poteva leggere: ‘Duce vieni, ti aspettiamo’.
Sergio Noci
(Soresina)

Direttore, non volevo essere severa ma solo giusta
Egregio direttore,
io non volevo essere severa con le persone ma giusta. Ho un figlio disabile e forse mi darà della sciocca per quello che le racconterò. Portando mio figlio all’Ipercoop mi sono ahimè dimenticata di esporre il tagliando disabile e ho preso una multa e l’ho pure pagata. Sarò scema ma è stata una mia dimenticanza, come mi ha risposto il vigile... Avrei potuto fare ricorso... Volevo solo dirle questo: non sono severa, mi piacciono le cose giuste. Infatti le ho scritto come cittadina e non come mamma di un ragazzo disabile.
Antonella Zelioli
(Cremona)

Capisco. Ovviamente non conoscevo la sua condizione ma a prescindere da questa situazione personale davanti al centro sportivo Stradivari lei si è comportata da buona cittadina facendo quello che era giusto. Ribadisco che noi spesso pretendiamo dagli altri quello che a volte stentiamo a fare. Ma leggendo quello che scrive anche in questa seconda lettera capisco che lei non è così.

Sui barconi vedo solo giovani È un esodo atipico
Signor direttore,
la mia visione dei grandi esodi di gente che fuggiva da territori insanguinati dalla guerra è quella di famiglie intere di uomini donne bambini vecchi sofferenti, provati, sconvolti con tutte quelle povere cose che erano riusciti a racimolare in tutta fretta. Formavano lunghe estenuanti code lungo le strade o qualsivoglia via di fuga per raggiungere posti sicuri. Quella che vedo ora è una calata di migliaia di ragazzi e giovani adulti, qualche giovane donna e qualche bambino, qualcuno infermo. Non mi sembra di vedere anziani o uomini maturi in quei barconi e nei nostri centri di accoglienza. Perché ai nostri lidi approdano solo giovani? Le loro famiglie, i genitori, i vecchi dove sono?
Esodo atipico. Anomalia che si rileva per molti a volte anche per un atteggiamento provocatorio, arrogante se non aggressivo una volta qui giunti, nei quali non si percepisce per tanti la voglia di integrarsi ma solo portare qui da noi il loro modo di vivere, le loro usanze e i loro contrasti che facilmente si possono compiere in un Paese libero e civile che glielo consente.
S. C.
(Cremona)

Indipendenza lombarda è vicina ai capotreno cremonesi
Egregio direttore,
vogliamo informare lei e i suoi lettori che Indipendenza lombarda, segreteria provinciale di Cremona, è vicina ai capotreni cremonesi nella maggior parte personale femminile che rischiano ogni giorno la loro sicurezza nel svolgere il proprio lavoro.
Luca Gusperti
(segretario provinciale)

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