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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

24 Giugno 2015 - 11:34

IL CASO
Denunci l’aggressione e non vieni protetto
Egregio direttore,
questa mattina, sul quotidiano La Provincia, ho letto un articolo riguardante questo fatto: «Capotreno minacciato. Aggressore denunciato. Niente arresto. Solo accusa di lesioni personali». Domanda: perché un cittadino, minacciato e aggredito, dovrebbe sporgere denuncia se, poi, non si è in grado di proteggerlo? Alcuni giorni fa, mio figlio, in via Bissolati, ore 20.30 circa, ha visto una persona fortemente spintonata da due «tizi». E’ intervenuto. Chiamati da un residente, sono arrivati i carabinieri e, davanti a loro, i «due» hanno minacciato di morte la persona aggredita e mio figlio per il pareggio dei conti (accompagnati ad rinforzi provenienti da Milano).
Due sere dopo, in pieno centro, ore 21.30/22, mio figlio è stato aggredito a mazzate (eccolo! Prendilo!). E’ caduto dalla bicicletta, svenuto. Ambulanza, codice rosso e 15 ore di pronto soccorso (non per negligenza ma per una serie approfondità di esami). Viso tumefatto, arcata superiore dei denti distrutta, dieci punti all’interno della bocca, polso fratturato (operazione e gesso), Il medico del pronto soccorso ha chiesto di sporgere denuncia. Mio figlio ha rifiutato perché teme per me. Perché questi «signori» vengono subito rilasciati e noi dobbiamo vivere «ostaggi della paura»? Npn rispondetemi che «questa è la legge». Una legge ingiusta non è una legge.
Elena Bettoni
(Cremona)

Comprendo i timori di suo figlio e suoi ma non si può subire un’aggressione così violenta come quella che lei descrive e stare zitti. La criminalità si perpetua anche grazie alle persone che subiscono senza reagire per paura di conseguenze maggiori. Non si può essere ostaggi dei violenti, dei prepotenti e dei malavitosi che agiscono impuniti grazie anche a una normativa eccessivamente garantista. Occorrono sentenze rapide e pene certe: è una questione di civiltà.

LA POLEMICA
Scorie nucleari, attesa estenuante Ma Caorso e l'Emilia hanno già dato
Egregio direttore,
l’attesa sull’individuazione del deposito di scorie nucleari è estenuante, la pazienza dei nostri territori è finita. A distanza di 18 anni, e dopo l’ennesima melina elettorale, ancora tutto tace sul fronte della localizzazione del deposito nazionale di scorie radioattive. Sogin ha consegnato la mappa a Ispra, ma dai ministeri ancora non si proferisce parola sul tema. Le indiscrezioni emerse su Sicilia e Sardegna hanno già provocato accese alzate di scudi. E questo non stupisce: la secretazione totale dei passaggi e la mancanza assoluta di trasparenza e di un dialogo con i territori non può che scatenare rivolte.
Caorso ha già dato e in Regione due risoluzioni approvate all’unanimità hanno confermato l’indisponibilità del territorio emiliano romagnolo ad ospitare il deposito. Fermo restando questo ‘punto fisso e imprescindibile’, il deposito nucleare è indispensabile per ospitare le scorie disseminate nel Paese ed è inaccettabile che un governo che ama dipingersi come decisionista - tanto da arrivare ad approvare anche una legge elettorale a suon di fiducia - tergiversi su un tema così importante. A Caorso abbiamo già patito troppi ritardi sul decommissioning, ora vogliamo una garanzia pubblica sul cronoprogramma di dismissioni già stabilito, per ridare finalmente ai caorsani un'area utilizzabile e libera, in tempi decenti. Chiediamo inoltre che siano previsti investimenti nella scuola di radio protezione, che è unica in Italia e fonte di attrazione e occupazione per l’intero territorio. Giorno per giorno seguiamo ogni sviluppo: staremo col ‘fiato sul collo’ di Governo, Regione e Sogin. L’Italia sta morendo di ritardi.
Roberta Battaglia
(Sindaco di Caorso)

La comunità di Tornata ringrazia don Bruno Grassi
Gentile direttore,
in Tornata, domenica 21 giugno 2015 si è svolta la solenne cerimonia di saluto al parroco don Bruno Grassi che, per necessità pastorali è stato trasferito nella parrocchia di Commessaggio (Mantova) (...). Nella piccola chiesa, ben adornata con tanti fiori, gremita di fedeli giunti anche dalle vicine parrocchie di Calvatone e Romprezzagno, si sono vissuti momenti di intensa e vera commozione. Il saluto della comunità tornatina è stato letto dalla dottoressa Simona Durantini che, interpretando il saluto di tutti, ha ricordato i tanti momenti di cordiale e sincera convivenza vissuti in questi 10 anni. Simona, ha inoltre ricordato le molte opere realizzate e per le quali don Bruno sarà ricordato con grande riconoscenza.
Gratitudine è stata espressa anche alla sua mamma, Erminia Zaffanella che, con tanta pazienza e maestria, ha realizzato ad uncinetto donandolo poi alla parrocchia, un grande e meraviglioso quadro raffigurante la Santa Vergine della Pietà (...). Particolarmente toccante è stato il sentire pronunciare il nome di tutti i parrocchiani da lui accompagnati all’ultima dimora per il riposo eterno (...).
Ivan Rossi
(Tornata)

A che cosa serve quel cartello stradale?


Signor direttore,
la fotografia immortala un cartello stradale che compare, da tempo, nell’abitato di Cicognolo sulla via Mantova, da Cremona a Mantova. Il cartello, marchiato Ecotraffic sul retro, a che serve?
Remo Scandolara
remo@scandolara.net

Hockey Pieve 010 un bellissimo campionato
Egregio direttore,
il campionato di hockey su pista serie A1 che il suo giornale segue assiduamente nella cronaca sportiva si è concluso da poco con la vittoria della squadra di Forte dei Marmi. Entrando nel merito dell’argomento mi permetta di esprimere tutto il mio entusiasmo verso la «nostra» squadra del cuore, il Pieve 010 di Pieve S. Giacomo, che ha partecipato a questo campionato in modo brillante regalandoci grandissime soddisfazioni, compreso quella della classificazione ai play off. Voglio porgere un sentito ringraziamento, prima di tutto al presidente il grande Diego Trevisi, al bravissimo allenatore A. Civa, alla magia dei giocatori tutti, ai tifosi e a tutto lo staff dei collaboratori, tra i quali spiccano Valeria Bonzanini e lo speaker ufficiale Giuseppe Ungari.
A nome mio, di mia moglie Antonietta e degli amici della inimitabile «Compagnia del Canapro» tifosi sfegatati come: Virginio, Ettore, Giuseppe, Annibale, Oreste, Pier, Daniele, Leandro, Gianluigi, Antonella, Valeria, Stefania, Rita, Cristina, Raffaella, Donatella, Antonietta, un caloroso: Forza Pieve 010. Forza ragazzi e arrivederci a settembre! Caro direttore grazie infinite dell’ospitalità concessa, gliene siamo infinitamente grati (...).
Gian Luigi Pettenuzzo
(Sospiro)

Bravo Trinchieri, vince anche in Germania
Signor direttore,
con la vittoria nella quinta e decisiva partita di finale contro i campioni uscenti del Bayern, Andrea Trinchieri si è aggiudicato con il Brose Basket Bamberg il titolo di Campione di Germania. Dopo la positiva esperienza a Kazan (finale di Eurocup), Andrea ha avuto dall’ambizioso presidente della società della piccola cittadina bavarese il mandato di rifondare la squadra per riportarla ai vertici nazionali. Come altre volte nelle sue precedenti esperienze, ha scelto un roster di giocatori giovani sui quali poter lavorare in un’ottica di medio lungo periodo e ai quali, anche grazie all’appoggio incondizionato della società, cosa non scontata considerata la personalità e l’intransigenza del suo carattere, ha saputo trasmettere la sua idea di basket fatta di dedizione totale alla squadra e organizzazione di gioco.
Andrea (...) ha passato il primo turno di Eurocup, è arrivato in finale di coppa di Germania, sconfitto solo dalla squadra di casa dopo che aveva nettamente battuto in semifinale l’Alba Berlino – top 16 di Eurolega – e ha vinto la stagione regolare con la miglior difesa del campionato (ma va?), il secondo migliore attacco, ma soprattutto riproponendo anche in Germania la sua eccellente pallacanestro (...). Per noi appassionati di basket (...) questa vittoria rappresenta un motivo di orgoglio, perché se oggi Andrea è diventato uno dei migliori allenatori europei è proprio grazie all’opportunità che Secondo Triboldi gli offrì come capo allenatore della nostra squadra nel 2004.
Agostino Bolli
(Soresina)

Stazione di Casalmaggiore un esempio di degrado
Gentile direttore,
la contatto nuovamente per portare alla sua attenzione un altro, ennesimo esempio di degrado ed incuria ormai «normale» in questa disastrata Italia. Ovviamente esiste la consapevolezza che questo è il livello nazionale della manutenzione di ciò che è o dovrebbe il bene pubblico. Restiamo al locale, ecco come si presenta l’esterno della stazione di Casalmaggiore...
zanellagiorgio65@yahoo.it

Ascoltiamo papa Francesco salviamo il pianeta e l’uomo
Signor direttore,
il problema è grande, il momento è decisivo per un cambiamento. Tutte le sinistre parcheggiate a bagno maria, gli sfiduciati che non vanno più a votare, e tutti quelli che desiderano il bene di questo nostro caro pianeta, devono aiutare Papa Francesco a liberarsi dalla zavorra di egoismo che regna in questo mondo. Cosa non facile, perché manda in crisi anche i più fedeli della chiesa. Il salto di qualità che il Papa sta dando alla chiesa, con un cambiamento di rotta epocale. sta a significare che la vecchia strada era sbagliata. Dobbiamo seguirlo, in questa nuova impresa mondiale. Mai come in questo momento c'è bisogno di tutti. Si deve uscire dal contenitore dove siamo collocati, tutto in ebollizione, dove i più scaltri guidano la danza. Papa Francesco ci suggerisce che il cambiamento è in atto e che il pianeta va salvato e con esso l'uomo.
Mario Belviolandi
(Cremona)

Sabato sera in piazza un posto unico al mondo
Signor direttore,
sabato sera alla festa in piazza del Duomo, c’è stato un momento in cui mi sono sentito in un posto unico al mondo. Non lo dico con enfasi da cremonese viscerale, ma come constatazione oggettivamente documentabile. In quel momento cinquecento palloncini bianchi si infilavano nella notte superando la sky- line di cinque edifici che formano la combinazione più nobile e ricca mai raccolta attorno ad una piazza: il Torrazzo, il duomo, il battistero, tra i due lo scorcio in puro romanico della casa dei canonici, la loggia dei militi, il palazzo comunale. In mezzo la piazza, né troppo stretta né troppo vasta. Teatro, agorà, grande sala da cerimonie memorabili. Un posto così pretende, chiama, cerimonie memorabili. Potrebbe anche rendere memorabili cerimonie non degne di memoria, ma ne risulterebbe svilito. Merita invece un impegno dei cremonesi ad inventarne allora di degne, su temi di interesse alto e generale, come ne offre a volontà il dossier dei diritti umani. Alcune serate per ogni estate, come quella di sabato, finirebbero forse col rendere memorabili le notti d’estate nella bella piazza di Cremona.
Ermanno de Rosa
(Cremona)

Favorevole alle unioni gay ma contesto le teorie gender
Gentile direttore,
ho trovato di pessimo gusto il sarcasmo manifestato nei miei confronti dal sig. Matteo Vassallo che mi accusa di essere omofobo. Doveva essere molto distratto quando lesse la lettera nella quale criticavo il gender Gli comunico che su Spazio aperto trattai l’argomento dell’omosessualità (2013). Riscrivo il mio pensiero: «Le coppie omosessuali sono formate da cittadini o cittadine dello stesso sesso che si amano e vorrebbero legalizzare la loro unione tramite il riconoscimento ufficiale dello stato. Nelle società aperte e democratiche di oggi, lo Stato e i poteri pubblici devono quindi istituzionalizzare le unioni gay (...)».
Della teoria del gender due sono i punti principali che contesto:
1) il proposito di annullare già dalle elementari le differenze che contraddistinguono i maschi dalle femmine sarebbe fuorviante e pericoloso.
2) spiegando ai bambini le diverse forme di sessualità esistenti si imboccherebbe un pendio scivoloso: queste creature non hanno ancora assimilato nella loro personalità il concetto di sessualità
(...). Questa delicata tematica dovrebbe essere trattato nelle scuole medie e nelle scuole superiori ovvero dopo la pubertà (...).
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

Perfetta la festa a Soresina di sabato scorso
Signor direttore,
la Casa del pane vuole ringraziare indistintamente tutti i suoi collaboratori, l'Amministrazione comunale, l'Ascom di Soresina, per la perfetta riuscita della kermesse culinaria di sabato 20 giugno. Un particolare ringraziamento va al parroco don Angelo Piccinelli e ai suoi vicari per aver condiviso un momento di preghiera, nell'ambito della festa rionale.
Luca Botta
(Soresina)

Lo dico in rima: non ci sarà un Nazareno Bis
Egregio direttore,
principino, stai sereno/ nessun bis dal Nazareno/ ha risposto il Cavaliere/ alle sole del Corriere/ chè fidarsi dei toscani/ è soltanto da pisquani!/ Renzi, Bondi con Verdini/ son pur sempre levantini... /Nella speme e con sentore/ di scalzar l’usurpatore.
M.R.
(Cremona)

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