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20 giugno

Lettere al direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

20 Giugno 2015 - 11:46

Lettere al direttore

IL CASO
Luna park, musica alta e oltre la mezzanotte
Egregio direttore,
il luna park San Pietro in zona Po a Cremona è una gioia e un divertimento ormai da tanti anni per adulti e bambini. Lo è meno per i residenti della ‘Barriera Po’ che sino alla mezzanotte per un mese abbondante sono costretti, loro malgrado, a convivere con le varie luminose giostre. Sin qui sarebbe tutto normale, senonché è la musica a non essere tollerata. Questa viene diffusa ben oltre i decibel consentiti dalla legge. In casa rimbombano i vetri ed è difficile ascoltare la tv ad un volume normale. Alle 23 la musica dovrebbe ‘sparire’ ma non è così. I giostrai si disinteressano del riposo dei residenti. Se tolgono la musica ci pensano poi loro a cantare e ad urlare nel microfono come se nulla fosse e oltre mezzanotte. Chiediamo pertanto che la polizia municipale esegua frequenti controlli onde tutelare anche chi come noi vuole riposare senza dover aspettare la mezzanotte.
Seguono sei firme
(Cremona)

Come dite giustamente il luna park di San Pietro, nel corso dei decenni, è diventato parte integrante della città. Un appuntamento fisso che segna la fine delle scuole e l’arrivo delle serate estive. Il problema della musica ad alto volume suonata fino a tardi puntualmente si pone ogni anno ma credo che la soluzione sia molto semplice: un po’ di pazienza da parte dei residenti (per la verità c’è sempre stata) e un po’ di attenzione al volume e agli orari da parte dei giostrai.

LA REPLICA
I servizi indivisibili sono di tutti ma qualcuno non paga
Egregio direttore,
mi permetta un’ultima replica alle spiegazioni sui criteri di ripartizione della TASI fornite dall’assessore alle Risorse del Comune di Cremona signor Maurizio Manzi pubblicate il 16 giugno che, essendo basate sul patrimonio e non sui servizi, hanno fatto chiarezza per lei e molti cremonesi ma non hanno fugato le mie perplessità. Infatti la mia precedente segnalazione non riguardava tanto i possessori di immobili quanto i servizi indivisibili (anagrafe, polizia municipale, illuminazione, viabilità, ecc.) che molti cremonesi, cominciando da tutti quelli che sono in affitto, non pagano mentre la legge 147/2013 al comma 671 individua tra i soggetti passivi soggetti alla Tasi non solo i proprietari di tutti gli immobili (comprese fabbriche e negozi), ma anche i detentori a qualsiasi titolo. La legge sopra citata distingue chiaramente al comma 639 che l’imposta unica comunale (IUC) si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La IUC si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (Tasi), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e nella tassa sui rifiuti (Tari), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore. Viste le diverse finalità dei due prelievi e il regime di specialità dei due ambiti tributari continuo a non capire la giustificazione, a mio parere semplicistica, che ‘chi non paga l’IMU sulla prima casa paga la Tasi’. Per quanto riguarda l’affermazione del signor assessore secondo cui ‘la legge non impone obbligo di copertura inte- grale dei costi previsti per i servizi indivisibili’ il comma 682 prevede comunque che il Comune determini, per quanto riguarda la TASI, ‘l’individuazione dei servizi indivisibili e l’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la TASI ‘diretta’. Quindi i 13 milioni di costo dei servizi indivisibili determinati lo scorso anno dal Comune dovrebbero essere coperti dalla TASI; ma se a Cremona le utenze Tasi sono circa la metà di quelle Tari si può dire che metà delle utenze cremonesi che producono i rifiuti, e ne pagano il servizio divisibile, usufruiscono dei servizi indivisibili senza pagarli. Confermando comunque la mia fiducia nell’attuale amministrazione, ritengo che non siano necessarie ulteriori spiegazioni considerata anche la consistente platea degli ‘esonerati’.
Antonio Madoglio
(Cremona)

Via Pippia ostaggio del traffico
Il Comune conosce il problema?
Egregio direttore,
sono un residente di via Pippia, una vietta non più larga di 4 metri e lunga forse 200 che sormontata da condomini, scorre verso via Mantova e per la stessa funge da collegamento da via Giuseppina (attraverso via Tonani), via Postumia e via Buoso da Dovara. Il problema del traffico è sempre esistito, ma mai come in questo periodo. In questi giorni sembra di essere sul raccordo di Roma; centinaia di veicoli di ogni sorta e peso, anche mezzi pesanti e radiali, che provenienti dal deposito di via Postumia si immettono a forza effettuando manovre da alta scuola (vedere per credere), la percorrono quotidianamente. Le conseguenze di tutto questo traffico sono un’aria assolutamente irrespirabile (le finestre si possono aprire solo di notte) e un inquinamento acustico incredibile. Direi che per una via di questo tipo, che dovrebbe trovare la giusta collocazione in un ‘accesso vietato tranne ai residenti’, risulta essere un po' troppo. Mi piacerebbe sapere se qualche addetto alla viabilità ha presente il problema.
Manuel Verdelli
(Cremona)

Alla piscina gli stalli per la sosta dei disabili sono inutilizzabili
Signor direttore,
non riesco proprio ad abituarmi ai soprusi: sono uso ad andare alla piscina comunale e parcheggiare utilizzando uno dei due stalli riservati agli invalidi, avendone diritto. A metà maggio, in concomitanza con l’arrivo del luna park vedo che alcuni mezzi iniziano a parcheggiare nelle vicinanze, colto da un sospetto, mi informo telefonicamente presso la polizia municipale, dove mi viene gentilmente rassicurato che gli spazi gialli rimarranno riservati ai disabili. Non passa che qualche giorno e, ritornando, vedo che la zona, includente anche i suddetti stalli, viene delimitata con del nastro di recinzione, suppongo dai signori giostrai; segnalo prontamente la cosa agli organi competenti, vigili urbani, che mi comunicano che interverranno a breve. Ormai in piena stagione, la zona riservata non solo è completamente occupata da una mega-roulotte, ma pure parte del cancello della piscina comunale dove sosta un mezzo pesante e dove vige il divieto di sosta e fermata. Credo che ogni ulteriore commento sia superfluo.
Mario Carotti
(Cremona)

Gay, referendum in Irlanda
Piazzoni è troppo entusiasta
Egregio direttore,
molti lettori avranno letto la gioiosa e accorata lettera del presidente dell’Arci-gay di Cremona che ha definito travolgente il successo del si al referendum irlandese sui matrimoni gay, ‘un momento storico, un plebiscito in un Paese profondamente cattolico’. Non è mia intenzione spegnere l’entusiasmo del presidente Piazzoni, noto esponente di Sel, peso elettorale 2,5%, ma alcune precisazioni sono d’obbligo dal momento che i lettori non sono degli sprovveduti.
1) Il referendum non è stato un plebiscito, il cui senso etimologico significa ‘consenso unanime’ cioè quasi il 100% dei votanti. In Irlanda ha votato il 60,5% degli aventi diritto, i si hanno ottenuto il 60%, che tradotto in parole povere danno 3 irlandesi su 10 favorevoli alle unioni gay, in sintonia con il computo della popolazione omosessuale dell’isola più la somma di amici e familiari degli stessi. D’accordo, ma solo in parte con l’esponente di Sel quando afferma che l’Irlanda è un Paese cattolicissimo, ma sarebbe più opportuno dire che lo era fino a qualche anno fa, ora non lo è più, i dati referendari lo hanno pietosamente confermato. Troppi scandali di natura pedo-sessuale hanno coinvolto i rappresentanti del clero d’Irlanda e l’attuale corso progressista di Papa Bergoglio non è in grado di riportare il sempre più confuso e disorientato gregge, nell’ovile di Santa Romana Chiesa.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Bocce, la notturna di Cremona spera in un meteo favorevole
Signor direttore,
sabato 11 luglio il mondo boccistico nazionale rivivrà la sua notte magica alla Canottieri Bissolati con il tradizionale appuntamento della gara nazionale ‘La notturna di Cremona’ che continua la prestigiosa ‘Fanino Alquati’ tanto cara al grande Naci Pettenazzi. Come sempre migliaia di appassionati (lo riferiscono le cronache sportive) si concentreranno nella società rivierasca per seguire le performance dei migliori giocatori provenienti da tutta Italia. Tutto ciò ‘Giove Pluvio’ permettendo perché se quella notte egli si sentirà disturbato dal clamore proveniente dalla Bissolati ci costringerà, come successo nella passata edizione, a spostarci nel bocciodromo comunale. E qui sorge un problema: quando piove, come martedì 16, sulla corsia n. 1 penetra l’acqua dal tetto e pertanto diventa inagibile. Il presidente del Comitato di Cremona, Giovanni Piccioni, ha più volte richiesto al Comune di intervenire ma senza alcun esito e qui si verifica il solito paradosso tutto italiano. Il Comune non interviene. Al Comitato viene impedito di provvedere direttamente a proprie spese alle necessarie riparazioni, tra l’altro non particolarmente onerose in quanto non di natura strutturale ma solo manutentive, per mera questione burocratica di responsabilità. E quindi il sottoscritto dovrà rivolgersi a qualche santone che con riti scaramantici tenga lontano da Cremona Giove Pluvio facendo contento sia gli amanti delle bocce che i nostri amministratori ai quali tengo a sottolineare che ‘La notturna di Cremona’ nel suo ambito porta prestigio alla Città e che mi impegna, nell’organizzazione, dal mese di febbraio.
Gianni Mariani
(Cremona)

Bravo Bottaioli, una lezione di economia in un articolo
Egregio direttore,
nelle pagine del suo quotidiano, al profumo del primo caffè mattutino, cerco ‘pezzi forti’, e dopo quelli di Ada Ferrari trovo Stefano Bottaioli che in poche righe condensa un trattato di economia con fatti, dati e nomi che non danno scampo (...il 43% delle società quotate in Borsa è in mano straniera...) Quanto ci ricorda è in netto contrasto con lo stucchevole cicaleccio dei soliti noti, parole come amuleti che ahimè trovano spazio anche da lei e non certo per merito ma solo per il fatto che al loro nome si è aggiunto il blasone che gli ha conferito la bendata dea fortuna. Insisto, anche Stefano Bottaioli andrebbe posizionato in prima pagina nel giorno giusto, trovare posto è molto semplice, basta collocare i blasonati di cui sopra appena prima o appena dopo le previsioni del tempo.
Francesco Pedretti
(Soncino)

Qualche taglio di troppo
Sogno una tremenda vendetta...
Gentile direttore,
capita sovente che le mie lettere vengono ‘sforbiciate’ prima di essere pubblicate. Nella quasi totalità dei casi queste ‘limature’ le considero opportune e mi dico: ‘Giusto, avrei dovuto pensarci io’. Però ci sono casi, pochi per la verità, che le mutilazioni sono (si fa per dire) ‘un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio’. Uno di questi rari casi è riconducibile alla mia lettera in merito al Gender. Ora la informo che da parecchio tempo la domenica mattina, prima di leggere il suo articolo di spalla, mi munisco di un evidenziatore per sottolineare le frasi eliminabili dalle sue riflessioni. Purtroppo fino ad oggi non mi è mai capitato di utilizzarlo e ogni volta che lo ripongo cado in una profonda depressione. Ma non demordo: ci sarà pur sempre una prima volta. In attesa del grande evento, mi sorregge il grido spietato di Rigoletto: Si, vendetta, tremenda vendetta/ di quest’anima è solo desio/ di punirla già l’ora s’affretta/ che fatale per Lei suonerà.
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)
Colgo con favore nella sua lettera uno spirito provocatorio che apprezzo. Come avrà visto il suo ultimo scritto, molto interessante, è diventato ‘Il caso’ e per evitare ulteriori tagli (era un po’ troppo lungo) non ho scritto la consueta risposta.

Sbagliato isolare la Russia
Poi Mosca isola l’Europa
Egregio direttore,
la parola d’ordine: errore isolare la Russia! Stiamo attenti! È più facile che, alla fine, la Russia isoli l’Europa. Crisi economica, immigrazione selvaggia, prossimi a una nuova guerra, perchè? La risposta è questa: il mondo, soprattutto l’Europa è completamente priva di statisti capaci nel risolvere i problemi. Sono tutti dei dilettanti!
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

Politica e giustizia da anni contro i cittadini
Gentile direttore,
è una vera infinità di anni che politica e giustizia combattono o cinguettano fra loro a secondo della convenienza, un vero scandalo che deve cessare al più presto, perché lede i diritti sacrosanti di ogni cittadino calpestato da questo dato di fatto; in altre parole, una persona in Italia è solo massacrata dai potenti sia della casta che della giustizia e di questa cosa ne parla il mondo intero, totalmente dissociato da questo modo di fare, fatta eccezione per i Paesi sotto dittatura, quali il nostro ex Bel Paese continua sempre più ad assomigliare. Ne è conferma il seguente link in internet dal titolo ‘È stato la mafia’ che consiglio ad ognuno di vedere ed ascoltare, proprio perché, pur se del 2013, dipinge un ritratto di come siamo mal combinati e nei delinquenziali fatti successivi alla data di cui sopra, c’è piena conferma: http://www.cb01.eu/ e-stato-la-mafia-2014/
Roberto Bonezzi
(Cremona)

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