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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

29 Maggio 2015 - 10:13

IL CASO
La ‘buona scuola’ è esperienza è esperienza diretta
Gentile direttore,
in questi giorni si continua a parlare di ‘buona scuola’ e ora le vogliamo dare un esempio concreto di buona scuola. Siamo un gruppo di alunne delle classi 2AS e 2BS del corso socio sanitario dell’istituto Einaudi di Cremona e quest’anno, grazie alle nostre docenti Annamaria Aprea e Nausica Morandi, abbiamo realizzato numerosi progetti:
1) lo spettacolo ‘Tempo di primavera’ a Cremona Solidale nei giorni 7 e 14 maggio dove abbiamo intrattenuto gli anziani ospiti della struttura e i disabili utenti dei cdd cittadini.
2) come monte ore abbiamo progettato due giornate all’asilo nido ‘Bosco incantato’di via San Bernardo a Cremona dove abbiamo incontrato i bambini di età compresa tra uno e tre anni.
3) il terzo progetto era la lettura e animazione presso la Piccola Biblioteca sita in via Ugolani Dati a Cremona dove abbiamo imparato a leggere, interpretare e animare le letture per bambini della prima infanzia.
Questa è la buona scuola: una scuola che non dà come prevalenza formativa il libro di testo, le spiegazioni ma le esperienze dirette fatte sul campo. Queste esperienze ci hanno arricchito, abbiamo operato in varie strutture venendo a contatto diretto con utenti di varie età ed esigenze, con gli operatori, con la struttura ospitante. Grazie alla scuola e alle nostre prof che ci fanno crescere!
Alunne ed alunni delle classi 2AS e 2BS dell’Einaudi
(Cremona)

È bello notare l’entusiasmo di questi studenti che, grazie all’iniziativa promossa dalle loro professoresse, sono stati protagonisti di alcuni progetti scolastici che hanno lasciato il segno. Sono d’accordo con loro: questa è ‘buona scuola’. E credo che non sia affatto un caso isolato, almeno nella nostra città. E mi permetto di sottolineare che quando di parla di ‘buona scuola’lo si deve a insegnanti e professori, motore di tutto il sistema.

LE IDEE
Corruzione e scandali Traditi il calcio e i tifosi
Ci risiamo. È tornato il calcio degli scandali e delle scommesse, dei corrotti e dei corruttori. Chi pensava ( e sperava) che la straordinaria inchiesta avviata dalla procura di Cremona avesse alzato il baricentro della paura di giocatori e squallidipersonaggiche ruotano attorno al calcio è rimasto deluso. Non sono bastati gli arresti e le condanne comminate (per il momento solo a livello sportivo) a fermare il cancro della corruzione nel cuore dello sport più popolare e importante nel nostro Paese.
Dopo tre anni un’a lt r a procura, quella di Catanzaro, ha scoperto che molti giocatori hanno continuatoa vendere le partite, che gli scommettitori si sono ulteriormente arricchiti, cheanche qualchesocietà è entrata nello squallido gioco del ‘compra e vendi’. E non è finita qui, altre procure si stanno muovendo per mettere a nudo un mondo in cui la lealtà e il fair play sono stati messi da tempo alla porta. Purtroppo gli esempi che arrivano dall’al - to non sono edificanti. È di questi giorni l’inchiesta della Fbi sulla Fifa, l’organo che dirige il calcio mondiale. Le accuse sono di manovre per decidere le sedi dei mondiali e di tangenti prese per i diritti televisivi. Qualcuno è finito in galera, altri sono a rischio. E Blatter, che è alla guida dal 1998, non si assume alcuna responsabilità. Carlo Tavecchio, nonostante le frasi sui ‘giocatori di colore mangiabanane’, è stato eletto presidente della Federcalcio a larga maggioranza. Claudio Lotito, patron della Lazio e della Salernitana, è stato destituito dall'incarico di consigliere federale con delega alle riforme (è intervenuto il Governo) per avere espresso sdegno in caso di promozione in serie A di Carpi e Frosinone (cosa poi avvenuta grazie ai risultati sul campo di questeduesquadre), società che secondo lui non avevano il diritto di approdare nella massima serie.
Personaggio che comunque nel mondo del calcio che conta continua sempre ad ottenere quello che vuole. Il presidente di Lega Pro, il cremasco Mario Macalli, è inibito sino alla fine di agosto per avere acquistato i marchi del Pergocrema, società che sino all’anno scorso faceva parte della categoria da lui presieduta. Osteggiato da quasi metà delle società di Lega Pro ora rischia il commissariamento. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Felice Belloli è stato sfiduciato dopo avere descritto le giocatrici del calcio femminile come ‘quattro lesbiche’. Il Coni su tutte queste vicende non ha taciuto (Malagò ha più volte condannato certe dichiarazioni) ma non ha mai preso provvedimenti. Per fortuna il Coni dellaLombardia è in buone mani, il nostro Oreste Perri è persona onesta e capace. Farà sicuramente bene. In questo momento a noi cremonesi interessa la Lega Pro, dove milita la Cremonese. E lo scandalo delle scommesse, proprio come avvenne qualche anno fa, coinvolge molti giocatori di questa categoria. La riforma dei campionati (eliminazione della serie C2, con la creazione di un’unica Lega Pro, composta da 60 squadre divise in tre gironi) nelle intenzioni avrebbe dovuto premiare le realtà più virtuose.
Non è stato così. Si sono iscritte società senza soldi, prive di presidente o amministratore delegato, sull’orlo del fallimento. Ci sono giocatori che per mesi non hanno ricevuto uno straccio di stipendio, squadre costrette a fare colletta per la trasferta o per farsi una doccia calda nei loro spogliatoi. Ci sono state fughe dei dirigenti, dei giocatori, degli allenatori. E la mannaia delle penalizzazioni (per mancanze economiche) si è abbattuta (con troppo ritardo) su almeno un terzo delle sessanta società partecipanti al campionato. Penalizzazioni affibbiate un giorno prima della fine del campionato o addirittura dopo, che hanno cambiato anche i verdetti del campo. Incredibile ma vero. E sopra tutto questo lo scandalo delle scommesse, con giocatori pagati per far perdere la loro squadra. Giocatori senza stipendio, con una famiglia da mantenere e magari un mutuo da pagare, facili prede di avvoltoi capaci di cibarsi solo della disperazione.
Chi ha venduto una partita per qualche migliaio di euro è un disonesto, non ci sono dubbi. Ma in fondo tutta la colpa non è sua, è soprattutto di chi ha fatto promesse (i contratti non sempre vengono rispettati) e non le ha poi mantenute. Colpa di proprietà non chiare, gestite da personaggi che con i principi dello lealtà hanno davvero pocoa che fare. E a pagare sono anche i tifosi, che per l’amore della maglia ci mettono soldi, tempo e passione. Che vanno allo stadio per sostenere la squadra salvo poi scoprire che il risultato era già deciso prima ancora che la partita iniziasse. Non c’è peggior umiliazione del tradimento della fiducia.
Noi grigiorossi siamo fortunati perchè possiamo contare su una società sana, onesta e pulita. Alla Cremonese non ci sono debiti, gli stipendi vengono pagati regolarmente, i giocatori possono contare su una assistenza continua, gli impianti sportivi sono all’avanguardia, si lavora sul vivaio per far crescere generazioni di giocatori che non dimenticheranno mai l’esperienza con la maglia grigiorossa. La Cremonese, come altre società, è un esempio positivo per questo sport. Teniamocela stretta.
Giorgio Barbieri

Tasi, pensioni e vitalizi L’Italia è un Paese avariato
Egregio direttore,
in una sola giornata: mi sono preoccupato per la procedura dell’imminente pagamento della Tasi che considero una tassa iniqua e, nonostante abbia cambiato diversi nomi, continua a rubare denaro a chi, la propria abitazione, l’ha costruita con tanti sacrifici. Il ministro Padoan ha avuto l’ardire di affermare che «nel limitare il rimborso ai pensionati stiamo garantendo il reddito futuro dei giovani di oggi»; ho visto un giornalista rincorrere per una intervista un avvocato che, in virtù di un solo giorno da parlamentare, percepisce un vitalizio di 2.000 euro al mese.
Ho capito che nel nostro Bel Paese c’è chi deve continuamente impegnarsi per fare il proprio dovere di cittadino, chi può dedicarsi alla chiaroveggenza e chi può starsene in panciolle a godersi frutti non certo seminati. E’proprio vero: l’Italia è bella perché…è avariata!

Bruno Tanturli
(Crema)

Bersani agita lo spauracchio della Lega in vista del voto
Signor direttore,
l’ex segretario del Pd Bersani ha dichiarato: ‘Certo, si sa che non tutto quello che sta facendo il Pd adesso mi soddisfa e mi piace, però il Pd è casa mia, la mia speranza, il mio sogno. E penso che in Veneto davanti al rischio che possa vincere la Lega di Salvini, chi si ritiene di sinistra ha il dovere di andare a votare Pd’. A parte che lo ‘smacchiatore’Bersani dovrebbe spiegare agli elettori del Veneto perchè dovrebbero votare questo Pd che ‘non soddisfa e non piace neanche a lui’ ma, votarlo perchè ‘è il suo sogno, la sua casa, la sua speranza’? Dovrebbero meditare anche gli elettori del Pd non di sinistra considerato che lo ‘smacchiatore’ritiene il Pd la casa, la speranza, il sogno degli elettori di sinistra. (...)
Il compagno Bersani dichiarando che ‘bisogna evitare che vinca la Lega di Salvini’porta acqua al mulino dei ‘compagni’dei centri sociali che giustificano così i loro assalti alle manifestazioni di Salvini. (...) Immigrazione? Oggi tutti in Italia e in Europa dicono le cose che la Lega dice da anni. L’Europa? E qual è la differenza tra quello che dice oggi Renzi in merito alla necessità di dare una svolta a questa Europa e quello che dice la Lega e non solo la Lega? Esodati? Sentire Renzi e Padoan dire che oggi occorre intervenire in qualche modo sulla legge Fornero non è quello che ripete la Lega da qualche anno? Da sempre, alla classe politica italiana manca un poco di umiltà tale da far riconoscere i propri errori ed è quello che è mancata anche al ‘compagno Bersani’.
vigliottagiuseppe43@gmail.com

Da che mondo è mondo la storia la scrivono i vincitori
Signor direttore,
da che mondo è mondo la storia la scrivono i vincitori. E’così da quando esiste la scrittura, fin dal tempo degli Assiri e dei Babilonesi. Ma ve la immaginate voi la storia scritta e spiegata dagli eredi di Hitler e Mussolini, anziché dai successori di Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi? Poi ogni guerra ha i suoi scheletri nell’armadio. Si approfitta della situazione per compiere vendette personali e soprusi. Sono stati commessi crimini nel nome della libertà, ma altrettanti crimini sono stati commessi nel nome dell’oppressione.
Poi, dopo l’8 settembre, tutti partigiani, compresi Badoglio e i Savoia, che hanno condiviso il governo fascista. E io, francamente, preferisco le ‘bugie’della democrazia a quelle di partiti totalitari. A parte il fatto che, probabilmente, non saremmo qui a disquisire, seppur animatamente, su certe argomentazioni. Saremmo comunque perseguitati dai regimi totalitari, che certe persone esaltano, compreso quello comunista di Stalin che, con Hitler, fu causa scatenante della seconda guerra mondiale. E questo non lo dobbiamo dimenticare. O anche questa è leggenda? I nostalgici del ventennio vogliono forse negare l’alleanza iniziale che ci fu tra Germania e Russia per la spartizione della Polonia? Successivamente si unì l’Italia di Mussolini, abbagliato da una facile vittoria. O anche questa è ignoranza storica? Poi le cose, fortunatamente, andarono diversamente. (...)
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

La carenza di farmaci problema serio e mai risolto
Egregio direttore,
con riferimento alla lettera a firma Mario Giurati pubblicata un paio di giorni fa, ritorno nuovamente sul problema della carenza di farmaci, problema che avevo già trattato in una mia mail inviata il 29 gennaio 2014. Il problema della difficoltà delle farmacie di avere a disposizione sufficienti quantità di farmaci per esaudire le ricette mediche dei propri clienti nasce nel 2006 a seguito della pubblicazione del decreto n° 219/06 voluto dall’allora ministro Pierluigi Bersani. Questo decreto ha abolito l’incompatibilità tra essere titolare di farmacia e fare commercio di farmaci come grossista. I farmaci acquistati dalle farmacie, nel passato, potevano essere ceduti solo ed esclusivamente al cliente/paziente finale e non ad altri. Con l’entrata in vigore del decreto anche le farmacie (...) possono cedere partite di farmaci a chi vogliono, in Italia come all’estero.
Sfruttando la grande differenza di prezzo tra il nostro Paese e alcuni stati europei è risultato molto più conveniente, per farmacie, ditte e grossisti, raccogliere grandi quantità di medicinali e farne oggetto di esportazione, anziché cederli al cliente con la ricetta mutualistica. L’industria farmaceutica (multinazionale) è corsa ai ripari contingentando, a volte in modo drastico e distruttivo per il mercato interno, i farmaci oggetto di esportazione. Anche a queste multinazionali conviene maggiormente vendere all’estero la loro produzione, anzichè destinarla al Servizio Sanitario Nazionale italiano. Il fenomeno pian piano si è ingigantito. Sono sorte numerose organizzazioni e studi di commercialisti per gestire farmacie e altri soggetti incaricati di rastrellare ovunque farmaci importanti e costosi da esportare, speculando su di essi. L’industria a sua volta si è contrapposta riducendo sempre di più i quantitativi di farmaci disponibili sul mercato interno.
Nessuno è mai intervenuto nemmeno quando la situazione è diventata intollerabile e spesso paralizzante e mortificante per quelle farmacie che continuano a svolgere in modo esclusivo il loro tradizionale servizio per il cittadino del proprio territorio. Fino ad ora tuttavia non sono state cambiate le regole. (...) La beffa è stata invece l’obbligo da parte del farmacista di segnalazione alla propria Associazione Provinciale dei farmaci carenti e introvabili. Questo adempimento burocratico tuttavia non risolve nulla. Il destino di queste segnalazioni, infatti, è per me un mistero: la carenze di farmaci non sono affatto eliminate, ma continuano come prima se non peggio. (...)
Maurizio Vecchia
(titolare della farmacia di Ripalta Cremasca)

Anche il mondo ebraico critica l’azione di Israele in Palestina
Gentile direttore,
vorrei rassicurare il signor Lauro Casetti di Agoiolo che nella mia precedente missiva non intendevo affatto accomunare il comportamento tenuto dagli israeliani nei confronti dei palestinesi a quello tenuto dai nazisti contro gli ebrei.
La censura molto diffusa in Europa nei confronti degli israeliani è riconducibile proprio alle violenze da essi inflitte ai palestinesi e che lui stesso ammette nella sua lettera. (...) Ma le critiche provengono anche dal mondo ebraico. Nel 2012 Gad Lerner affermò una tragica verità: ‘Israele sta vincendo la guerra (in virtù del suo strapotere militare) ma sta perdendo la pace’. Sempre nello stesso periodo lo scrittore Ebreo Keret scrisse: ‘Se si guarda al Medio Oriente il quadro generale che si ha è che Israele ha occupato la Palestina e che quindi i palestinesi hanno reagito.
Ma nel caso specifico la logica del governo israeliano è semplice: se tu mi spari io ti sparo’. Sono convinto che coloro che non riconoscono lo stato d’Israele e auspicano la sua scomparsa, sono i peggiori nemici del popolo Palestinese. Sono queste aberranti e antistoriche posizioni, tra l’altro diffuse anche qui in Italia, che spingono il popolo israeliano ad aver paura e lo inducono a eleggere personaggi dell’estrema destra. Chi all’opposto giustifica sempre le violenze che i governi israeliani applicano nei confronti del popolo palestinese, incoraggiano questi governi conservatori nel procedere con le loro politiche destabilizzanti che volutamente impediscono a questi due popoli di convivere senza scannarsi vicendevolmente. Fortunatamente una consistente parte della popolazione israeliana considera ingiuste le sofferenze inflitte dai loro governi al popolo palestinese e vorrebbero convivere in pace. Sono ancora minoranza, ma esistono. (...)
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

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