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23 maggio

Lettere al direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

23 Maggio 2015 - 13:17

Lettere al direttore

IL CASO
Sui servizi domiciliari tagli indiscriminati
Signor direttore,
riguardo all’articolo che tratta della scure sui servizi domiciliari, mi sto chie- dendo se questi signori, provvisti di cur- riculum e stipendio altisonanti, abbia- mo mai avuto bisogno di chiedere gior- nate di permesso per poter accompa- gnare i loro cari agli ambulatori di ospe- dali o case di cura per visite, esami dia- gnostici e/o prelievi? Hanno mai visto le difficoltà,
- perchè anziani,
- per problemi di equilibrio,
- per stanchezza fisica,
- per disagi,
- per patologia/e
in attesa il loro turno, che queste perso- ne fragili vivono loro malgrado? Essendo dirigenti, si pensa che queste due persone abbiamo anche la capacità di valutare la spesa che ricade sulle aziende nelle quali, coloro che li accom- pagnano e che chiedono permessi, lavo- rano! Io dovrò accompagnare due persone ca- re, anziane e in difficoltà, entrambe in trattamento TAO, quindi con prelievi frequenti nel mese, all’a m b ul a t or i o ospedaliero TAO e dovrò, essendo l’u- nica persona in grado di poterlo fare, chiedere permessi e ferie per far ciò: ci hanno mai pensato costoro, persone che immagino incollate alle loro poltrone, che non vivono la realtà quotidiana del- l’essere anziani? Se queste persone sono il risultato delle nostre università: aiuto!
Arturo Fovea
artufo63@gmail.com

La decisione dell’Asl di tagliare il servizio dei prelievi a domicilio ha sollevato polemiche e perplessità. Dopo le critiche, non solo dei cittadini ma anche del mondo politico, l’azienda ha replicato spiegando che «per chi ha davvero bisogno nulla cambierà» e chiarendo che c’erano abusi. Continueremo a seguire la vicenda.

LA POLEMICA
Le 'sentinelle' in piedi vogliono emarginare una parte della società
Signor direttore,
siamo un comitato spontaneo di persone, casalasche e dei dintorni, etero e non, cre denti e non, laiche. Ci preoccupa il diffon dersi di iniziative come quelle promosse dal movimento denominato ‘Sentinelle in piedi’. Questo movimento, legato strettamente a quel mondo cattolico estremista e fanatico, apparentemente pacifico (manifestano silenziosi, ritti con un libro in mano) in realtà è portatore di odio nei confronti delle persone omosessuali, tanto che queste ultime non vengono considerate neppure degne di una legge specifica che le tuteli dall’emarginazione, dalla discriminazione, dalla violenza; al contempo, dietro la scusa di difendere la famiglia naturale si cela la volontà di imporre il proprio modello di famiglia arrogandosi il diritto di chiedere esplicitamente che le istituzioni non riconoscano in alcun modo come parte della società le tante altre forme familiari esistenti nel nostro tempo in ogni città del nostro paese. Per questi motivi si scagliano contro le leggi Scalfarotto (contro l’omofobia) e Cirinna (per unioni civili). A questo movimento rispondiamo di confrontarsi con la realtà che li circonda, una realtà che a fianco della ‘famiglia tradizionale’ vede il proliferare, senza danno a nessuno, di molteplici forme di famiglia, che si affiancano a quella tradizionale senza minacciarla in alcun modo e che chiedono solamente di avere gli stessi loro diritti, per tutelare i propri famigliari e i propri figli. Sì è vero, a tutti deve essere garantita la libertà di espressione e manifestazione, l’importante che questa libertà non venga confusa con la libertà di ‘discriminazione’. Noi rispondiamo con ironia al loro assordante silenzio e al grave rovesciamento della realtà, sedute, gioiose, rumorose e desiderose di confrontarci con chiunque, noi altre ‘Sentinelle sedute’ pro diritti di tutti, contro le discriminazioni e per una corretta informazione, in difesa dell’art 3 della Costituzione: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge...’. Ci troviamo oggi alle ore 17 in piazza Turati.
Gloria Barili
(Casalmaggiore)

La stretta sui prelievi dell’Asl ricade su persone in difficoltà
Signor direttore,
in merito al vostro articolo apparso sulla ‘Stretta ASL su prelievi domiciliari’, vedo continuare il massacro sociale sulle persone (che non sono oggetti senza dignità dei piani di rientro economico di strutture pubbliche), nel contesto più importante, che riguarda la salute. Parlare di ‘prestazioni socio-sanitarie sempre più appropriate’, sperimentandone l’erogazione sulla pelle viva di persone già in difficoltà (per età, per patologie, per difficoltà di spostamento e di capacità fisica di attese lunghe e snervanti negli ambulatori affollati) mi sembra risultato di una valutazione decisamente superficiale, da scuola elementare: se questi che sono dirigenti, che hanno stipendi faraonici (...) grazie al contributo e alla fiducia riposta in loro dalla popolazione, hanno partorito, con le loro intelligenze vivaci, questo tipo di scelta, ho paura a pensare quale sarà il loro prossimo passo verso la popolazione fragile di questo territorio: pagamento dei metri cubi d’aria respirati nella giornata?
janmiro58@gmail.com

Per i giovani emergenza vera
Hanno perso anche la speranza
Egregio direttore,
come in tutti i luoghi ove vegetano e prosperano governi non eletti (Monti, Letta, Renzi) e personaggi politici con assenza totale di qualsiasi etica politica e di senso civico, giungono voci circa le funeste vicende sui rimborsi ai pensionati! Premetto, e mi pare doveroso e giusto per chi legge, che comprenda che scrive un super fortunato, malgrado tutto e tutti, un pensionato, me ne vanto, sono felice, malgrado i mille intoppi e le mille trappole della insulsa signora Fornero! (...) Mi accomuno al buon Occhetto che non vuole saperne di togliersi il vitalizio da 5mila euro al mese: «Mantengo moglie e due figli disoccupati» azzz... a parte una piccolissima precisazione, che se io avessi mai, un giorno, un vitalizio di 5.000 euro vivrei da nababbo, ma tantè, vale quanto dice il miserrimo ex parlamentare, molti, tantissimi pensionati, mantengono una moltitudine impressionante di giovani: figli e/o nipoti che sono stati resi schiavi di un vivere ‘vegetativo’ per causa e a causa di un governo fatiscente, assente e ottuso circa le problematiche giovanili e occupazionali! Molti chiedono e propongono che i fondi vengano reindirizzati ai giovani ai quali tutto è stato tolto e nulla sarà mai dato, nemmeno la speranza! (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Saluto romano o pugno chiuso
Ideologie ‘poco’ democratiche
Signor direttore,
prendo spunto da questa frase apparsa nei giorni scorsi nella sua rubrica per sottolineare la democrazia che traspare dai frequentatori di certi centri sociali o, come meglio preferiscono definirsi, antagonisti: ‘Saltuaria frequentante del Centro Sociale Dordoni e da assidua votante della cosiddetta sinistra estrema: etichetta che non amo perché mi ritengo una persona assolutamente ragionevole, democratica e niente affatto estremista’. Ma cosa vuole spiegare questa signora? Anche un ubriaco, sorpreso alla guida della sua automobile esclama: ma io non sono ubriaco! Anche un pazzo esclama: non sono matto, io! Queste persone sono così democratiche da impedire comizi e manifestazioni varie, rovesciano gazebo, devastano piazze. L’aggressione a Massa Carrara organizzata contro la Lega ne è un esempio e non è l’unico caso. A prescindere dallo scopo della manifestazione, più o meno condivisibile, è intollerabile che in uno stato civile si possano permettere atti del genere che impediscono il regolare svolgimento di un comizio. Altrimenti la libertà di espressione dove è andata a finire? Di questo il ministro Alfano dovrebbe vergognarsi, facendo pure un passo indietro, dimettendosi. (...) Poi che sia il ‘saluto romano’ dei fascisti o il ‘pugno chiuso’ dei comunisti poco importa. Si tratta di due ideologie totalitarie che poco hanno a che fare con la democrazia! (...)
Massimo Pelizzoni
(Gussola)
Il nome del generale Cadorna andrebbe cancellato ovunque
Egregio direttore,
condivido senza riserve e con vivo apprezzamento la proposta dei consiglieri comunali Bona e Termenini di togliere il nome del generale Cadorna dalla piazza ex Porta Po. Io lo farei sparire da tutti i luoghi d’Italia!
Stefano Loffi
(Cremona)

All’ospedale i molestatori non sono extracee ma africani
Egregio direttore,
tutti i giorni mi reco in edicola a comprare il mio quotidiano «La Provincia», e se lo faccio una ragione ci sarà. E la ragione è presto detta: «Mi piace ciò che scrivete e come lo scrivete». Ma c’è un termine su cui mi permetto di dissentire. Molto spesso (come il 19/05 ad esempio) a pag. 13 nello spazio «La protesta» si parla degli abusivi extracomunitari che infestano i parcheggi dell’ospedale maggiore e che non fanno altro che molestare tutti i passanti (specialmente gli anziani) cercando di rifilar loro cianfrusaglie d’ogni tipo o, tutt’al più, semi obbligarli a versar loro qualche euro con la banale scusa che hanno fame. Questi abusivi il mio giornale li chiama «extracee», ed è proprio qui che mi permetto di dissentire. Non è esatto chiamarli extracee, perché anche i cinesi sono extracee, anche i pachistani e gli indiani lo sono, tanto per citare qualche etnìa orientale, ma io non ricordo d’avere mai visto uno di costoro disturbare i passanti e scommetto, nemmeno lei. Si vedono solo ‘negri’ in quei parcheggi e a mio avviso è così che si dovrebbero chiamare e non extracee, perché qualche extracee sopra citato si potrebbe anche offendere. Signor direttore, se crede che sia offensivo chiamarli negri, si potrebbe anche chiamarli africani, però le ricordo che una canzone cantata da Fausto Leali ha per titolo «Angelo negro» e se questo termine non era offensivo allora, non vedo perché dovrebbe esserlo ora, quindi... pane al pane e vino al vino.
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

Migranti, la gestione dei flussi è un progetto affossato
Egregio direttore,
dagli amici mi guardi Iddio... Il premier, rientrato dal vertice Ue con una mancia. Triplicati i fondi di Triton ma affossate le attese sulla gestione comunitaria dei flussi migratori. Più StraforRenzi di così!
Massimo Rizzi
(Cremona)

Corteo, trovo singolare attaccare l’onorevole Bordo
Egregio direttore,
(...) Roberta Barbisotti nella sua si ritiene, assieme ai frequentatori dei centri sociali, di essere gli unici veri antifascisti e che al pari dei farisei, solo perché pregavano ad alta voce, si ritenevano gli unici privilegiati a predicare il verbo di Dio. Trovo singolare che si scagli contro l’onorevole Bordo come i vecchi fascisti e i qualunquisti sentiti in questa rubrica dal giorno della famosa manifestazione solo perché è l’unico riconosciuto dalle foto, mentre vi erano altre personalità più defilate e dove a tenere il lungo striscione di apertura c’erano, oltre la moglie e il figlio di Visigalli anche il sottoscritto assieme ad Adelmo Cervi figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi trucidati dai nazifascisti. Remember compagna Barbisotti chi sono i fratelli Cervi? Una manifestazione che aveva avuto la solidarietà di tante sigle della sinistra antifascista assieme a centinaia di semplici cittadini che è stata manipolata e rovinata da quelli che sono stati gli utili idioti alla destra e dai quali i centri sociali non si sono dissociati. Ora, dopo quanto accaduto con quale leggerezza in nome dell’antifascismo si viene ancora a chiedere e gridare solidarietà. (...)
Sergio Noci
(Soresina)

Renzi, stai sereno! Prendere in giro i pensionati non va bene
Egregio direttore,
dopo essere stati derubati da Monti e dalla sua ‘compagna di merende’ Fornero, ora i pensionati vengono presi per i fondelli dal signor Renzi e dalla sua allegra brigata. Ma quando finirà questa storia? Sappia caro signor Renzi che noi pensionati abbiamo la memoria lunga e che al momento delle elezioni ci ricorderemo di lei e della sua allegra brigata. Faccia bene i conti e veda quanti voti transiteranno dal suo ad altri partiti. Stai sereno, Matteo! E prepara le valigie.
L. G.
(Cremona)
Morti sulle strade e nelle case Servono leggi e pene certe Signor direttore, troppi morti in incidenti stradali, non punibili con pene certe e severe; siamo ormai allo stremo delle forze e delle sopportazioni. Quaranta morti dall’inizio dell’anno per incidenti stradali, causati da drogati, ubriachi e da chi non rispetta il codice della strada. E’ ora di finirla con chiacchiere e promesse senza mai arrivare ad una conclusione di leggi certe e severe. Omicidio stradale subito, con ritiro della patente a vita e il pagamento del danno subìto con soldi o la galera. Troppe morti anche in case con suicidi in nuclei famigliari, con la morte anche di bimbi innocenti alla furia dei genitori. E’ ora di finirla di scagionare un assassinio mettendolo incapace di intendere e volere. E’ vergognoso che un avvocato difenda questa gente solo per fare cassa, mai difendere un reo confesso o colto sul fatto, smettiamola di chiamarle pazzie, perché pazzi non sono, ma questa gente deve marcire in galera. (...)
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

Chiudere tutti i centri sociali per il bene dei nostri ragazzi
Signor direttore,
mi permetto di rispondere alla signora indignata Roberta Biasotti. Saltuario frequentatore del centro sociale Dordoni, persona ragionevole e democratica. La signora si ritiene niente affatto estremista, allora perché frequenta questa gente capace solo di sfasciare città e imbrattare muri delle case appena pitturate in nome dell’antifascismo? Io sono uno di quelli che ritiene che fascismo e comunismo siano realtà che non esistono più. I centri sociali come altre realtà vanno chiusi immediatamente per il bene futuro dei nostri ragazzi. Nel salutare la signora Biasotti mi permetto di suggerire di cambiare aria se si ritiene ragionevole.
C. A.
(Cremona)

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