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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

22 Aprile 2015 - 10:25

IL CASO

Il 25 aprile tutti in piazza Si fa festa, non guerra
Egregio direttore, tra pochi giorni ricorre il 70° anniversario della liberazione del nostro Paese dal nazifascismo; quindi sarà il 71° 25 aprile di un’Italia un po’ migliore di prima.
Molti gruppi politici e culturali hanno promesso una grande manifestazione, forte e compatta. Spero, dopo i drammatici fatti dello scorso gennaio, possa essere veramente pacifica. Mi è parso, qualche mese fa, che dalla nostra piccola provincia potesse nascere un nuovo grande movimento, pieno di fermenti intellettuali e di promesse per il futuro; purtroppo è risultato fallito.
Da simpatizzante di estrema sinistra parteciperò ad ogni evento con una gran voglia di cantare le canzoni storiche di quei drammatici giorni, di ricordare il tributo di vittime che la nostra città fu costretta a sacrificare, di partecipare a cineforum e conferenze, e ricordo e raccomando agli amici che manifestare culturalmente e pacificamente per un ideale è assai meglio, più emozionante e decisamente più pericoloso che rompere vetrine e pitturare muri.
Questo sarebbe solo un atto di delinquenza comune senza alcun fine sociale.
Igor Paulinich
(Cremona)

Dal punto di vista politico sono lontano anni luce dalle sue posizioni. Sottoscrivo però le sue considerazioni sull’approccio alle iniziative del 25 Aprile. Cremona, città di grande tradizione democratica, è ancora ferita dagli scontri che l’hanno devastata.

IL RACCONTO
Settant'anni fa avevo 15 anni e mi ritrovai armato fino ai denti
Signor direttore, c’ero anch’io. Erano 15 mesi che già lavoravo come apprendista meccanico. Per le strade si incontravano sbandati. persone che vagavano, che fuggivano. Presi dalla paura di un passato poco pulito, cercavano asilo, timorosi e affamati. Era già qualche giorno che io non andavo a lavorare per paura di questi incontri. Intanto i tedeschi si ritiravano, autocolonne andavano verso il nord. Affamati, si fermavano nelle cascine ‘requis en d o ’ tutto quello che trovavano. Alimenti, animali, e portandosi via come ostaggi i vecchi contadini, per superare i posti di blocco. Raffiche di mitra si sentivano da lontano. La mia famiglia aveva sotterrato il poco cibo che aveva. Più nessuno lavorava ci si nascondeva era il caos. Il 23 aprile 1945 attraverso i campi arrivo alla torre littorio, dove trovo delle persone intenzionate a entrarvi. Lì era la sede dei militi della Republica di Salò, dove questi travestiti in borghese erano fuggiti Noi pensavamo ci fosse del cibo e decidemmo di entrare (con molta paura).
Entrato vidi per terra un mucchio di camice nere, di giberne, teli tenda, scarpe, fucili e pallottole, bombe a mano. Infilai la testa in un telo tenda, indossai un elmetto presi un fucile ‘91’, un cartone di pallottole, infilo due bombe a mano nella cintura. Mentre uscivo mi incontrai sulle scale con persone anziane che venivano dalle cucine con viveri, con damigiane di olio, forme di formaggio, prosciutti e anche dei fucili da caccia, che i fascisti avevano sequestrato. Ero molto perplesso e dispiaciuto di non essermi imbattuto in quel ben di Dio. Mentre mi incammino sulla Persicana tornando verso casa, pensavo come mi sarebbe piaciuto portare del cibo a casa. La sera era già scesa dopo un paio di chilometri di cammino. L’ombra di un individuo nell’oscurità tra gli alberi mi impaurisce, pensando agli sbandati. Infilo un caricatore di pallottole nel fucile, facendo sentire il rumore del dell’otturatore. Fermo senza parlare. Molta paura. Attendo. L’uomo che mi è di fronte a 20 metri si impaurisce e mi grida «non sparare sono io», e cerca di avvicinarsi. Io gli dico di fermarsi e parlare da li. Si fa conoscere si avvicina era armato di una ‘P 38’ e mi spiega che si trova lì per un fascista che abitava poco lontano. Mi incammino verso casa e, pensando che avrebbero spaventato i miei genitori, nascondo le anni sotto un ponte per riprenderle il giorno dopo. Ero armato fino ai denti, avevo 15 anni e mezzo. Ecco il mio ricordo per il settantesimo anniversario 1945-2015 della Liberazione.
Mario Belviolandi
(Soresina)

Riforme, nel Pd si è rotta la ‘compattezza democratica’
Egregio direttore,
mi scusino i nostalgici della falce e martello, ma io non solito nascondermi dietro l’angolo e senza offendere e nel pieno rispetto delle idee altrui, ho sentito il desiderio di dire la mia. Certamente per loro sono tempi sempre più duri, sono finiti i tempi delle grandi battaglie, quando si conoscevano solo le bandiere rosse e il tricolore non doveva esistere, piano, piano, tempo al tempo, le cose si sono cambiate da sole. Oggi addirittura si arriva a sostituire dieci componenti della commissione, perché non consentono alla maggioranza di proseguire sulla strada intrapresa. Sembra si sia arrivati al punto di svolta, quel dialogo continuo che doveva essere alla base di tutto il Pd e che poi alla fine ‘democraticamente’riusciva a mantenere la compattezza, si è rotto. Certamente che se una cosa del genere l’avesse fatta Berlusconi, chissà cosa sarebbe successo. Da berlusconiano mi sono limitato ad esprimere un pensiero penso in modo abbastanza fuori dalle parti.
Personalmente devo dire che non ho ancora completamente perso la fiducia in Renzi, per la sua determinazione ad andare avanti, certamente non è positivo il fatto che non sia stato eletto dagli italiani, mi dispiace inoltre che abbia rotto il patto del Nazzareno, adesso potrebbe creare problemi all’Italia, in quanto una crisi di governo, non sarebbe certamente una cosa positiva. Però con tutte le difficoltà che trova a portare avanti una certa linea e, nonostante tutte le promesse non mantenute, credo che al momento, andare alle elezioni sarebbe solo una perdita di tempo e di soldi.
Giampietro Masseroni
(Pescarolo)

Dramma dell’immigrazione Non sciacallaggio, ma unità
Signor direttore,
quanto avvenuto sabato notte scuote le coscienze di tutti noi. Da culla, il Mediterraneo sta diventando la tomba della nostra civiltà. Non c’è più tempo. Serve un intervento deciso della comunità Europea e mondiale. Quanto sta avvenendo ha la priorità. A nome di tutte le democratiche e i democratici della provincia di Cremona chiediamo al governo di sollecitare in maniera decisa l’intervento dell’Europa e della comunità mondiale. L’Italia non può affrontare da sola questa emergenza umanitaria che rischia di passare alla storia come la più grande tragedia del XXI° secolo. A nulla servono i commenti del giorno dopo, e soprattutto a nulla serve lo sciacallaggio politico per una manciata di voti. Uno sciacallaggio che dimostra soprattutto l’incapacità e l’inadeguatezza di una certa parte politica nello svolgere un servizio utile per il Paese. Di fronte a questi drammi serve coesione ed unità. Di fronte a questi drammi non possiamo rimanere inermi.
Matteo Piloni
(segretario provinciale PD, Cremona)

Guerra civile iniziata nel ’22? Non me ne ero accorto...
Caro direttore,
«La guerra civile è iniziata con la marcia su Roma nel 1922». Minchia! Ed io che non me n’ero accorto! Affermazione demenziale che tale Pelizzoni Massimo (fattosi minimo) da Gussola ha avuto la protervia di scrivere. A parole si dissocia dalla sinistra, in pratica gli fa da cassa di risonanza. Arroganza ed ignoranza (che misconosce) campano a braccetto in cerca di consensi (...).
Luciano Pedrini
(Cremona)

Abusivi nella case Aler Italiani onesti, ribelliamoci
Signor direttore,
questo fenomeno sta arrivando anche da noi. Un inquilino in una casa Aler, in via C. Massaia, lascia l’appartamento ed entrano 4\5 persone senza lavoro, tutti nord africani, al limite della giustizia, spaccio e quant’altro. Vorrei una risposta dalle istituzioni, dalla sicurezza, dalla politica solo parole al vento. Italiani onesti ribellatevi, rispettando le regole denunciate questi abusi.
Mario Scotti
(mario051048@live.com)

Prima della Celtic League c’è la sistemazione delle scuole
Signor direttore,
replichiamo alle accuse che la Lega lancia al nostro candidato Nicola Federici. Noi non raccontiamo falsità ai cittadini, le cose le affrontiamo mettendoci la faccia e dicendo come stanno realmente. Dell’arrivo dell’assessore Rossi a Viadana non abbiamo visto pubblicità ma, diversamente, abbiamo visto quella per il convegno sull’Expo, alla quale anche il nostro candidato ha partecipato. Come abbiamo già ribadito più di una volta, siamo i primi a dire che non siamo stati in grado di fare l’investimento previsto per la Celtic League. 750.000 euro erano troppi e il Comune non era in grado di trovare tali risorse all’interno del proprio bilancio. La copertura era data da alienazioni ma, vista la contingenza economica che si è creata in questi anni, quanto è stato messo all’asta non è stato venduto.
Fin dai primi mesi dell’amministrazione Penazzi, con l’allora assessore allo Sport, Nicola Federici, abbiamo incominciato un dialogo con la regione, sia con l’assessore Maccari, al tempo di Formigoni, sia con gli assessori Rossi e Fava, con i quali abbiamo raggiunto l’intesa per ridisegnare l’accordo di programma che prevedeva un costo per il comune di 250.000 euro e una riduzione d’investimento della Regione di 1 milione di euro, inserendo la costruzione della seconda rotonda all’ingresso della zona industriale Fienilrosso e un impianto fotovoltaico per il parcheggio del campo, che potesse portare la struttura ad essere autofinanziata. Tutto questo al posto di altri investimenti che non sarebbero più serviti vista l’esclusione dalla Celtic League. Finalmente un progetto sostenibile da parte del Comune, condiviso e concordato con la giunta regionale. Poi varie vicissitudini: la Celtic League è ‘stata scippata’a Viadana, la società del rugby Viadana ha cambiato ragione sociale, poi i problemi del Lavadera fino ad arrivare ad oggi. Sarà pur nostra la colpa di non avere trovato le risorse, ma ci scuseranno i cittadini se abbiamo dato priorità ad altri investimenti, come il potenziamo e la sistemazione degli edifici scolastici di Cogozzo e Cicognara o ancora altre priorità. Una cosa è chiara e la domanda è semplice da fare alla Lega. Chi ha fatto la scelta politica di togliere i finanziamenti a Viadana per indirizzarli verso Calvisano? (...)
Direttivo Partito Democratico
(Viadana)

Facciamo un po’ di chiarezza sui conti al Comune di Bozzolo
Signor direttore,
alla luce dei continui spot elettorali piddini di una amministrazione comunale irriconoscente, incapace e capziosa, si rende necessario fare chiarezza nell’interesse dei cittadini tutti. Il Comune di Bozzolo dall’insediamento dell’ultima amministrazione ad oggi ha beneficiato di un contributo Regionale pari circa a 200 mila euro. Nella fattispecie ci preme ricordare i 93mila euro messi a disposizione dalla Regione per la manutenzione delle scuole medie e della palestra. Al contrario, la ‘buona scuola’di Renzi non ha stanziato nemmeno un euro per i nostri ragazzi. La riconoscenza non è una virtù di tutti, si sa, ma non finisce qui: il Comune partecipa ad un bando che potrebbe far defluire nelle proprie casse circa 300mila euro, e tace volutamente che questo bando sia indetto dalla Regione stessa. Il governo, al contrario, ha tagliato i trasferimenti statali al Comune di Bozzolo per 80mila euro. Perché ieri Torchio e il suo segretario Pd non hanno chiesto a Renzi di restituirli? Perché Torchio non sollecita l’Anci di Fassino a pretendere i soldi che Renzi toglie al nostro Comune? Perché Torchio che scrivere letterine al Ministro Franceschini per le Mura gonzaghesche, quando viene il ministro a Mantova non lo invita a visionare la situazione di Bozzolo?
Cominciamo a credere che le grida di Torchio siano in realtà richieste di attenzione, visto il trattamento che il suo partito gli riserva. La verità è che la Lombardia eroga al Comune di Bozzolo circa 200mila euro in nove mesi mentre lo Stato taglia i trasferimenti statali per 80mila euro nel 2015. Non solo: grandi proclami giornalistici su vicende non di loro competenza (vedi riorganizzazione del servizio di laboratorio della azienda Poma) e poi non riferiscono su questioni che, al contrario, dipendono da loro. Risulta infatti che il Comune di Bozzolo stia continuando a pagare l’indennità ad un assessore che da più di un mese non svolge attività per il Comune, trovandosi all’estero per motivi non meglio specificati, ma di certo non per stringere accordi internazionali tra il Comune di Bozzolo e la comunità europea. Non solo, si apprende della assenza di questo assessore per via informale proprio perché Torchio e la sua giunta non ritengono che il consiglio comunale debba essere informato di questa circostanza: temono forse le rimostranze dei cittadini per il versamento di un indennizzo per una attività che non viene svolta? (...)
Noi di Bozzolo .

‘Accorciamo le distanze’grazie alla Banca Popolare di Crema
Signor direttore,
il presidente ed i soci dell’Associazione ex dipendenti dell’ospedale maggiore di Crema ringraziano l’Associazione popolare per il territorio Banca Popolare di Crema per aver recepito la richiesta di contributo per l’acquisto di un pulmino da adibire al trasporto per il progetto ‘Accorciamo le distanze’. Trattasi del trasporto volontario dei pazienti oncologici, dall’ospedale di Crema all’ospedale di Cremona per la radioterapia. Il generoso contributo ha permesso l’acquisto totale del mezzo, a favore della comunità sociale cremasca che unitamente agli ex dipendenti e all’azienda ospedale Maggiore di Crema, da dieci anni garantiscono tale servizio. In data 14 aprile è stato ufficialmente consegnato il Fiat Ducato alla presenza del presidente dell’Associazione popolare per il territorio, del direttore e di un funzionario della Banca Popolare di Crema; della presidente e del direttore della Csc; del direttore amministrativo dell’ospedale maggiore; del presidente l’associazione Rubino; del dirigente il dipartimento oncologico; del presidente l’associazione ex dipendenti; degli autisti volontari; del cappellano don Alberto Guerini che ha benedetto il mezzo e del sindaco, che nonostante i numerosi impegni, ci ha onorato della sua presenza.
Un ringraziamento particolare al presidente l’associazione Rubino, Maestro Gianni Risari, per aver supportato e perorato la nostra richiesta e permesso la realizzazione della stessa; per contribuire al mantenimento del mezzo. Si ringrazia: la sanitaria Chicco di viale Repubblica per il presidio donato per facilitare la salita sul pulmino; i signori Angelo Pagliari, Bar Le Gallery e la socia Santuzza Scorsetti, Casa dei Ravioli, per il servizio fornito per l’aperitivo. Un grazie particolare va ai nostri autisti Giuseppe Garioni, Pierangelo Cerioli, Francesco Doldi, Natale Scorsetti che tutto l’anno, dal lunedì al venerdì, garantiscono il servizio.
Associazione ex dipendenti dell’ospedale di Crema

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