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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

21 Aprile 2015 - 10:45

IL CASO
Questa fotografia è un omaggio ai sikh


Signor direttore, vorrei mandarvi questo scatto della festa dei Sikh di sabato che ho scattato. Uno scatto che vuol essere un omaggio ai sikh e perché no, ai Beatles.
Alessandro Lodoli
(Cremona)

Sottoscrivo questa sua lettera. Anche io ho apprezzato, oltre alla coreografia suggestiva, anche la compostezza e la civiltà espresse durante il raduno dei sikh per celebrare il ‘Vaisakhi’

LA REPLICA
Il giornale sul termovalorizzatore in pochi mesi ha cambiato posizione
Che strano, direttore. Proprio strano il suo editoriale della domenica a cui replichiamo, chiedendo la pubblicazione integrale di questo intervento, perché ci sentiamo chiamati in causa. Sabato c’è stata l’assemblea annuale di ‘Fare nuova la città’ (il nome della nostra associazione le è così caro dato che lo utilizza spesso per i suoi titoli domenicali: ci fa piacere). Se avesse mandato un suo giornalista forse avrebbe potuto ascoltare quello che la nostra associazione, insieme a giunta, assessori e consiglieri, sta facendo per fare nuova la città, appunto. C’è entusiasmo, c’è competenza, c’è metodo. C’è uno stile nuovo, direttore, di mitezza e di libertà che, ce lo siamo detti anche ieri, forza politica e amministrazione stanno pagando anche sui media locali, compreso ovviamene quello che lei dirige.
Ci spiace che lei non veda o non voglia vedere ciò che sta accadendo in città sulle partecipate, sulla cultura, sui rifiuti, sulle scuole, sul controllo dei processi dell’amministrazione, sulla lotta all’evasione, sull’organizzazione, sulla programmazione urbanistica, sulla trasparenza, sui piani di zona, sul welfare, con la capacità di costruire progetti ed intercettare finanziamenti, solo per citare alcuni temi. Ma il suo giornale ha scelto più di un anno fa da che parte stare e come raccontare ciò che il candidato prima e il sindaco poi Gianluca Galimberti, la sua squadra e la sua coalizione hanno fatto e stanno facendo. Ma veniamo ai temi da lei posti: inceneritore e fiera. Era settembre 2013, dalle stesse colonne in cui lei oggi scrive questo editoriale, affermava, sotto il titolo ‘La politica si svegli: inceneritore da rottam ar e ’ le seguenti frasi: «Oggi Cremona può rimediare agli errori del passato: ha la facoltà di smantellare e spegnere il suo vecchio impianto», e ancora «la quota minima che è ancora necessario bruciare può essere eliminata in altri combustori lombardi. Ristrutturare l’inceneritore è imperdonabile almeno quanto è stato costruirlo». Che strano, direttore: ad un anno e qualche mese di distanza un bel ribaltamento di prospettiva che avrà sicuramente modo di spiegare ai suoi lettori.
Tutt’altro che ‘ideologica’, ma coerente e coraggiosa, è invece la condotta di un’amministrazione che sull’inceneritore ha sempre tenuto la barra dritta con serenità e con fermezza. Non abbiamo mai detto che avremmo spento l’inceneritore in un giorno, è ovvio a tutti che non è possibile. Abbiamo detto (e se legge il programma di coalizione lo ritrova) che avremmo entro tre anni studiato l’alternativa dentro un piano industriale. È quello l’amministrazione sta facendo con un tavolo sul decommissioning in Regione, uno in Lgh alla presenza di tutti i soci e uno studio di fattibilità commissionato a Politecnico in cui si chiede di indicare i possibili scenari connessi con la dismissione o il mantenimento dell’inceneritore e, nel contempo, gli elementi tecnico-economici per valutare quanto costa spegnerlo o mantenetelo. Ci sembra un dato fondamentale questo per fare scelte che siano per il bene comune. Tutto ciò dentro un panorama che è profondamente cambiato negli ultimi mesi con lo Sblocca Italia che apre alla libera circolazione dei rifiuti e alla luce del quale c’è una domanda che poniamo a lei e ai cittadini: Cremona vuole che il suo impianto bruci rifiuti provenienti da altri territori? Anche questo è un tema su cui interrogarsi.
Sulla Fiera, il giudizio (legittimo) ovviamente è di parte e non ci stupisce, come potrebbe essere diverso vista la storia e la linea editoriale del suo giornale? Ci permetta, però, di dissentire sul ruolo dell’Amministrazione. Il Comune di Cremona, come hanno dichiarato subito dopo l’assemblea sindaco e vicesindaco, ha ascoltato tutte le categorie che hanno voluto confrontarsi con le istituzioni, raccogliendo spesso esigenze di cambiamento di metodo,ancora primachedinome. Ha stimolato il loro protagonismo, prendendo atto alla fine di cambiamenti di rapporti e condizioni. L’amministrazione l’ha già detto: vuole continuare ad essere punto di riferimento delle categorie ed è in Fiera con tutta la passione, tutto l’entusiasmo e tutta la competenza possibili per costruire insieme prospettive anche nuove e migliorare il legame, necessario, con la città. Direttore, non si può non andare tutti in questa direzione. Come forza politica che sostiene e stimola l’amministrazione, come la giunta, lavoriamo per il bene della città, consapevoli di avere limiti e della possibilità di commettere errori, ma con una carica di novità e di entusiasmo di cui andiamo fieri e che stiamo condividendo con tutti i cittadini con cui lavoriamo e che incontriamo: molti sono stufi di polemiche e astio e siamo tutti desiderosi di lavorare concretamente per il nostro futuro. Fare nuova la città
(Cremona)

Valutiamo l’Amministrazione comunale di Cremona sui fatti, non sui pregiudizi che invece accecano gli estensori della lettera. Se così non fosse, essi apprezzerebbero l’apertura di credito che sindaco e giunta hanno avuto e hanno, al contrario di quanto è stato riservato ai loro predecessori ai quali nulla è stato perdonato. Ma veniamo ai due argomenti oggetto delle vostre contestazioni. Vent’anni fa questo giornale si schierò contro l’installazione dell’inceneritore per i dubbi sul progetto relativi soprattutto alla presunta nocività dell’impianto, mai del tutto fugati finché Regione e Politecnico di Milano non ci hanno detto che il nostro termovalorizzatore è tra i migliori della Lombardia, sotto ogni aspetto. Ora come allora chiediamo chiarezza e trasparenza all’amministrazione pubblica. Per quanto riguarda le nomine a CremonaFiere, il giudizio positivo sull’operato del consiglio non è nostro, ma scaturisce dai dati di bilancio, che non sono di parte.

Cremona ha da sempre bisogno del sottopasso in via Milano
Buongiorno direttore,
chiedo spazio per una considerazione: voi politici, tutti, di belle speranze parlate tanto del fare, Cremona ha bisogno da una vita del sottopasso di via Milano. Voi vi ostinate a prorogare all’infinito, questo bisogno della città o parte della città. File di macchine fino al seminario, macchine ferme con il motore acceso, moto lo stesso, senza parlare dell’alta velocità con cui sfrecciano per la via. Inquinamento alla grande che si respira nella zona. Questo è il non sottopasso di via Milano. Cari politici svegliatevi ma mi sa che dormite troppo bene nel vostro benessere politico.
Mario Cerioli
(Cremona)

A Borgo Loreto disagi alla fermata della radiale
Gentile direttore,
sono un residente del quartiere Borgo Loreto e vorrei, d’intesa con altri, richiamare la sua attenzione in merito ad un disagio, se vogliamo, di semplice soluzione. All’angolo fra via Legione Ceccopieri e via Gregorio Oldoini c’è una fermata della radiale; tale disagio consiste nella mancanza di una struttura (pensilina o altro) che ripari dalle intemperie, con particolare riguardo alla cattiva stagione, chi è in attesa del mezzo pubblico, magari anziani, donne eccetera. Vorrei aggiungere che spesso i ragazzini giocano alle intramontabili sassaiole, spargendo quei sassi un po’ovunque con qualche rischio; quella minuscola aiuola, inoltre, è ricettacolo-deposito utilizzato da chi accompagna il cane a soddisfare le sue esigenze fisiologiche. Come se non bastasse un raccoglitore di rifiuti fa bella mostra di sé spargendo, spesso, odori non esaltanti. Le saremmo grati qualora lei desse ospitalità a questa nostra, fiduciosi nel fatto che l’autorità comunale saprà cogliere questa istanza.
Egidio Rancati
(Cremona)

L’antifascismo dell’Anpi ha ‘nutrito’ gli antagonisti
Signor direttore,
ho letto la lettere pubblicata sabato mattina a firma del signor Azzoni - del direttivo provinciale dei ‘comunisti partigiani’ dell’Anpi e ho avuto l’impressione che fosse indirizzata ai promotori della manifestazione organizzata in serata ai Giardini e al carcere, che fosse una presa di distanza dal Dordoni e dal Kavarna. Il compagno Azzoni, infatti, dopo una disquisizione filosofica e di alta interpretazione politica anche sulla destra, che divide in una destra buona e una cattiva, ogni allusione alla Lega di Salvini è casuale, si esibisce poi ,in un gioco di prestigio presentandoci due antifascismi, quello suo, dei ‘comunisti partigiani’in doppiopetto e l’altro duro, ruspante, che, scrive, osa contrastare anche con la forza i neofascisti ma questi metodi, che l’Azzoni definisce sbagliati, scriteriati, inaccettabili, suscitano isolamento e ostilità tra i cittadini. E bravo compagno Azzoni che in quattro righi ha ripetuto l’azione del Pci, quando dopo un poco di morti e feriti, riconobbe quelli delle Brigate rosse come compagni che deviavano dalla retta via.
Azzoni considera l’antifascismo ruspante, duro, pronto a contrastare con la forza i neofascisti, come «atti indisciplinati, poco responsabili di chi vuole apparire più partigiano degli altri». Peccato che la stella di cartone da ‘sceriffi antifascisti’a quelli del Dordoni e del Kavarna è stata appuntata su petto proprio dai cattivi maestri dei ‘partigiani comunisti’. Ecco, caro compagno Azzoni questo è il brodo di coltura nel quale avete allevato i vostri polli ruspanti.
vigliottagiuseppe@gmail.com
(Cremona)

Io ho incontrato sacerdoti che sanno ‘farsi prossimo’
Egregio direttore,
vorrei rispondere a quella lettera (Il caso) dicono «Farsi prossimo...» del 13 aprile. Desidero riferire della mia esperienza avuta qualche tempo fa, dove ho trovato molta disponibilità da sacerdoti della nostra bellissima cattedrale, sia per la confessione che per il dialogo. Prima di ogni celebrazione o anche dopo ci sono sacerdoti, basta chiedere di incontrarli. Se io ho bisogno di parlare o confessarmi, mi attivo perché questo avvenga. Facciamo anche noi un passo in più, non diamo sempre la colpa ad altri. Per quanto riguarda la benedizione delle case mi risulta che il parroco della cattedrale abbia visitato le famiglie, dando avviso alla fine di ogni messa.
A. F.
(Cremona)

Immigrati/1. Boldrini presiede la Camera... mortuaria
Egregio direttore,
interrogativi sull’ecatombe di domenica, la più grande tragedia dei nostri mari. Ma chi sarà quella signora che teorizza l’accoglienza di disperati che fuggono dai loro paesi sperando in un futuro migliore col rischio d’affogare? Un presidente della Camera o non, piuttosto di quella mortuaria considerato il suo nichilismo nei confronti dei trafficanti che ne organizzano la tratta?
Massimo Rizzi
(Cremona)

Immigrati/2. Perché arrivano solo in Italia e non in Spagna?
Gentilissimo direttore,
in questi giorni si fa un gran parlare di rifugiati e immigrazione con tutte le fazioni politiche che si scambiano accuse reciproche con argomentazioni e scuse che hanno del ridicolo e se poi ci mettiamo anche la Chiesa come una new entry il quadro è completo. A rinvigorire la diatriba una ennesima tragedia del mare che a detta di molti getta ancora di più lo scontro politico su di un livello personale, tutti contro Salvini e Salvini contro tutti. Sicuramente il blocco navale al largo delle coste Libiche non è una soluzione ideale perché non cambierebbe nulla se non quella di accorciare lo spazio di mare tra le due nazioni e quando ci troveremo i barconi sotto il blocco, carichi di persone con che coraggio li rimandiamo indietro? La grande massa politica con la sinistra in avanscoperta si aggrappa all’Europa e alla nuova organizzazione Triton che a differenza di Mare nostrum... è la stessa cosa con nomi diversi.
Il dolore di Renzi e del suo entourage è più che mai penoso e si limita a chiamare in ballo l’Europa, Europa che non risponde nel modo più assoluto se non facendo i complimenti al governo italiano per il lavoro di accoglienza che riserva a queste persone. Triton è una organizzazione europea, l’Italia è in Europa, la Francia è in Europa e così la Spagna, il Portogallo e la Grecia e io mi domando perché il 100% degli immigrati arrivano in Italia quando la Spagna dista solo 30 chilometri dalle coste africane? La politica italiana sta gestendo in modo scriteriato questo fenomeno a discapito di tutto il movimento immigratorio che una nazione può gestire in casi di normalità. E’ inutile difendere ciò che è indifendibile stiamo perdendo credibilità in tutti i campi quella credibilità che tutti gli italiani hanno riposto nelle istituzioni. Alfano e Renzi ma più che altro il nostro ministro Gentiloni e la Mogherini che sembrava destinata ad un incarico di prestigio non si sentono più se non con laconici commenti a lato di queste tragedie. Terminando dico solo che tragedie come queste fanno male a tutti ma le stiamo incentivando noi e a nulla vale dare delle giustificazioni, resta il fatto che noi abbiamo una tragedia che si sta consumando da diverso tempo e questa tragedia si chiama Italia.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Immigrati/3. Le colpe della casta che ci governa
Gentile signor direttore,
la presente per commentare quanto quotidianamente accade a quelle esasperate persone che cercano di sfuggire alla vera crudeltà perpetrata nei luoghi nei quali sono nati, imbarcandosi su vere carrette di mare a cifre spaventose, ma che li portano alla morte certa: in altre parole dalla padella, alla brace.
Il mio pensiero non è certamente favorevole verso la casta che che ci governa (...). Un aforisma conferma appieno quanto sopra e recita così: «La responsabilità è il prezzo della grandezza» (Winston Churchill). Quindi questo genere di grandezza non esiste affatto perché fatta di solo continue ed inutili chiacchiere posteriori a questi immani sacrifici. Se ne desume, quindi, che siamo da troppo tempo in mano a dei microscopici veri boiardi e che deve arrivare il momento di poter cambiare solo attraverso il loro perenne defenestramento.
Roberto Bonezzi
(Cremona)

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