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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

12 Aprile 2015 - 09:01

IL CASO
Controlli blandi per il gioco d'azzardo
l’offerta è su tutto il territorio nazionale, con controlli blandi se non inesistenti. L’Italia è il Paese europeo dove il gioco d’azzardo è più diffuso e meno monitorato. Altri stati hanno optato per una gestione controllata, come la Svizzera che obbliga le case da gioco a segnalare ai servizi sociali i frequentatori a rischio. in Italia è vietato per la legge sulla privacy. Eppure sono 800.000 gli italiani a rischio dipendenza, a fronte di un giro d’affari che si aggira intorno agli 84 miliardi l’anno. I casinò, peraltro, restano i luoghi più sicuri con regole d’accesso precise, vietato ai minorenni, con obbligo di registrazione per tutti gli altri. E, nel momento in cui un familiare si accorge della difficoltà di un giocatore, con una lettera inviata al casinò può vietargli l’ingresso.
Sono norme di tutela che spesso i gestori rafforzano con l’adesione a codici etici o altre misure, come ha fatto il casinò di La Vallée, a Saint Vincent, che ha sottoscritto un accordo di collaborazione con le strutture del sert-servizi per le dipendenze, per porre un argine all’azzard o patologico. Tra le iniziative un ciclo di formazione per «le prime linee» del casinò, che sono a contatto con i giocatori. Molto più difficile è il controllo dei ludopatici in altri ambiti, come i bar con le slot machine. Il bar è di per se un porto di mare, ci sono i minorenni ma anche molti vecchietti che al 15 di ogni mese hanno già finito la pensione perché se la sono giocata tutta.
Ermanno Bernardi
(Casalmaggiore)

Il gioco d’azzardo è una piaga sociale che desta sempre maggiori preoccupazioni e, secondo i dati, Cremona vive una situazione particolarmente difficile. La Regione Lombardia sul tema della ludopatia è impegnata da tempo per ‘governare’il fenomeno. Più in generale credo che servirebbe una legge che valga per tutto il territorio nazionale che limiti la presenza di slot machine nei luoghi pubblici, che colpisca il gioco illegale e soprattutto che tuteli i minori e le fasce più deboli della popolazione.

LA POLEMICA
Rissa al Dordoni, la violenza ha un solo colore e la ricostruzione dei fatti sconfessa il sindaco
Egregio direttore,
la svolta nelle indagini sui fatti di gennaio non credo sia piaciuta a questa Amministrazione e all’intellighentia di sinistra che le fa da degna cornice. Ricapitoliamo. Esponenti di CasaPound, disarmati, sono stati attesi da un gruppo di militanti del Dordoni nel parcheggio di via Mantova.
Un agguato bello e buono, un’aggressione a freddo, premeditata e accuratamente preparata. Per evitare di essere massacrati a sprangate — nel miglior stile della teppaglia comunista, come infiniti episodi dei truci anni Settanta sono a testimoniare — si difendono e reagiscono, forse scompostamente e alcuni anche eccedendo, ma la ricostruzione degli inquirenti lascia pochi dubbi su chi abbia iniziato.
Nessuno dovrebbe compiacersi — non certo io comunque — che vi sia stato chi sia finito in ospedale, purtroppo in gravi condizioni, ma se è vero quel che si legge, costui — incriminato per rissa e confinato agli arresti domiciliari — dal letto d’ospedale avrebbe meditato rappresaglie istigando all’odio. Ciò premesso, la ricostruzione dei fatti smentisce in toto la funambolesca e pilatesca ricostruzione del sindaco Galimberti, che ha invocato la teoria opposti estremismi e conferma, al contrario, che la violenza ha avuto un solo colore. Tanto quel giorno in quel parcheggio, quanto una settimana dopo in città.
E a questo signore chiedo perchè abbia plaudito alla chiusura della sede degli aggrediti e — a dispetto delle roboanti promesse all’indomani delle devastazioni subite dalla città — nulla finora abbia fatto per chiudere i covi degli aggressori.
Roberto Landi
(Cremona)

Signor direttore,
la ricostruzione fatta dagliinquirenti di ciò che è accaduto il 18 gennaio in via Mantova e che ha permesso l’arresto di 16 persone delle opposte fazioni, pare evidenzi come gli assaliti fossero invece assalitori; cioè esattamente ilcontrario di quantofinora ci è stato propinato.
Detto questo mi permetto una considerazione: dal momento che la manifestazione del 24 gennaio si dice che fosse già prevista da molto tempo, qualemiglior pretesto che organizzare una bella provocazione poi sfociata in mega rissa per fare si che il corteo della settimana seguente acquisisse un po’ di vivacità (fin troppa per mio conto) e così da attirare la maggior partecipazione possibile? Altro che manifestazione democratica, antifascista,ecc, ecc, Solo voglia di far danni e null’altro.
Gianluca Bardella
(Cremona)

Legge sull’omicidio stradale più urgente di quella sulla tortura
Egregio direttore,
dopo le sollecitazioni e conseguente condanna per l’Italia da parte della Corte europea riguardo alla mancanza di una specifica legge che condanni la tortura nel nostro Paese appunto, giustamente il nostro governo sta cercando di porvi rimedio (speriamo che il tutto approdi in parlamento con una buona legge). Ma la mia domanda è: perché con altrettanta celerità non si fa approdare in parlamento la legge sull’omicidio stradale, che da tempo vaga in Parlamento? Senza nulla togliere ai pestati della Diaz, i morti in Italia per colpa di criminali che guidano ubriachi, drogati o con il telefonino all’orecchio, i morti e feriti che aspettano giustizia sono centinaia.
Poi mi scusi se approfitto di questo spazio perché non facciamo approdare sempre in questo nostro Parlamento una legge che preveda il reato di alto tradimento allo Stato, contro tutti i politici eletti ad ogni livello, che corrotti o in qualsiasi caso volontariamente abbiano violato il loro giuramento di fedeltà lealtà alla costituzione italiana ed al popolo italiano?
Genesio Priori
(Cremona)

Scuolabus tagliato a Dovera Poco rispetto per le famiglie
Signor direttore,
le scrivo in merito all’articolo sul giornale del 10 aprile in quanto, quanto riportato, non è corretto. Punto primo: la decisione di sopprimere il servizio pulmino è stata presa giovedì 2 aprile ovvero il primo giorno delle vacanze di Pasqua. Io personalmente l’ho saputo quella mattina dalla mia vicina di casa che a sua volta l’ha saputo via sms da un’altra mamma. La stessa mattina ho chiamato il Comune per sapere la motivazione ma mi hanno detto che non lo sapevano ho inviato due mail al sindaco senza ottenere risposta. Il sabato mi sono presentata in Comune per parlargli direttamente. Mi ha ricevuto ma quando gli ho chiesto se era il caso di sopprimere un servizio del genere a due mesi dalla fine della scuola mi ha detto che c’erano problemi e sono stati costretti a prendere una decisione drastica.
Punto secondo: solo alcuni sono stati avvisati via sms nessun avviso è mai arrivato a casa dei bambini iscritti al servizio scuolabus. Hanno messo gli avvisi sui tabelloni luminosi (questo è il modo con il quale il comune pensa di poter avvisare i genitori).
Punto terzo: nessuna delle maestre è stata avvisata della soppressione del servizio infatti giovedì mattina aspettavano i bambini ma alcuni che abitano a Postino e che frequentano la scuola dell’infanzia di Roncadello non si sono presentati per l’impossibilità di recarsi senza mezzi di trasporto.
Punto quarto: io mi sono lamentata della soppressione del servizio perché lavorando non riesco ad andare a prendere i bambini a scuola e il pulmino era veramente utile. Altre mamme hanno scritto al sindaco per lamentarsi senza ottenere nessuna risposta.
Punto quinto: il pulmino era utilizzato da molti bambini se si pensa che doveva fare due viaggi per poter portare tutti a scuola. Ho fatto presente il mio problema è sono stata contattata dall’assessore all’istruzione, la signora Lara Cornetti per cercare di risolvere la situazione ma mentre mi sono offerta di pagare per usufruire del servizio scuolabus proprio perché ne ho la necessità, la signora mi ha risposto che non poteva farci niente ma potevo delegare i miei due figli più grandi (ho 4 figli e tutti minorenni) al ritiro di quelli più piccoli. Assurdo.
Nessun preavviso (l’ultimo giorno di scuola il pulmino funzionava), nessuna comunicazione e nemmeno nessuna considerazione per quei genitori che lavorano e ai quali il servizio faceva parte dell’organizzazione famigliare. Tolgono un servizio senza preavviso ma, proprio perché mancano solo due mesi al termine della scuola, avrebbero dovuto trovare una soluzione per andare incontro alle esigenze di tutti. E a settembre? Se la situazione sarà ancora questa io personalmente iscriverò i miei figli in un altro Comune. (...)
Claudia Andreotti
(Dovera)

Rom/1. Situazione chiara a tutti A Salvini critiche demagogiche
Signor direttore,
nella Treccani troviamo il termine zingari con il sunto della loro provenienza, usi costumi, modo di vivere e si trova anche il termine ‘rom’ (uomo-marito) nome generico con cui vengono indicati gli appartenenti alla popolazione ‘nomade’ degli zingari. Ma la maggioranza degli italiani conosce molto bene perchè lo vivono spesso sulla loro pelle, metodi e usanze degli zingari.
Abbiamo poi una minoranza di italiani che si ergono a difensori ‘senza se e senza ma’ di questa gente ma che ‘non gradirebbero certamente che una famiglia di... ‘gitani’ di rom di sinti di girovaghi o di zingari, abitasse sullo stesso loro pianerottolo e che non accetterebbe mai che un proprio figlio frequentasse una scuola con qualche alunno figlio di... gitani. Queste persone sono attratte dall’Italia che ritengono il Paese di Bengodi, dove tutto si riceve, tutto si può fare senza mai pagare, neanche i reati, numerosi, giornalieri che affliggono migliaia e migliaia di italiani.
Un ‘popolo di nomadi’ che si vuole obbligare a diventare stanziali, che ha il suo modo di vivere, di comportarsi ma anche attorno a questa etnia si è creato tutto un apparato di ‘magna-magna’ che serve solo a succhiare soldi senza ottenere risultati in merito all’integrazione.
Contestare questa realtà che è sotto gli occhi di tutti è incredibile. Si arriva a un certo Casadio, presidente della Federazione rom e sinti che organizza una manifestazione a Bologna contro Salvini il 16 maggio per il ‘pericolo di un nuovo olocausto’. Siamo al colmo del delirio se, per aver denunciato una sacrosanta verità, si ricevono accuse così stupide avallate da una sinistra che invece di ‘sentire’ gli umori degli italiani sulla materia si butta a pesce alimentando la speculazione per meschini calcoli politici. (...)
vigliottagiuseppe43@gmail.com

Rom/2. Molte ragazzine sono ladre da mille euro al giorno
Egregio direttore,
hanno suscitato scalpore le colorite affermazioni di Matteo Salvini all’indirizzo degli zingari il quale ha affermato che i campi nomadi, dopo aver dato un preavviso di 6 mesi , dovrebbero essere rasi al suolo dalle ruspe, senza gli occupanti, naturalmente.
La frase incriminata, censurata erroneamente da Facebook e riammessa dopo 24 ore con tante scuse, è stata pronunciata a seguito della vergognosa e inquietante intervista a due giovani ragazze rom le quali hanno affermato che in un giorno di ‘lavoro’ riescono a rubare circa 1.000 euro a testa, incredibile! Durante l’intervista hanno perfino aggiunto che se qualche vecchietta dovesse morire durante l’operazione criminosa, non è un problema, chi se ne frega, tanto hanno già un piede nella fossa, allucinante!
Cari amici lettori avete capito bene, ogni ragazza rom ‘fattura’ mensilmente 30.000 euro esentasse. ’Silenzio assordante da parte della Boldrini e del cardinal Vegliò nei confronti degli insani e peccaminosi comportamenti messi in atto dalle giovani rom, il polverone mediatico come al solito, si è levato in una sola direzione.
Concludo consigliando alla Presidente della Camera di occuparsi anche delle porcherie emerse nell’indagine di Roma, Mafia capitale, che sulla pelle dei rom e degli immigrati hanno lucrato e fatto affari d’oro. A sua eminenza, cardinal Vegliò, di non giudicare il prossimo e di pregare per le anime di quei sacerdoti che hanno fatto della pedofilia una ragione di vita.
Andrea Zecchini
(Camisano)

‘Al cantòn dal Casalàsch’ Bello il ricordo di Comaschi
Gentile direttore,
ho letto con grande piacere la pagina ‘Al cantòn dal Casalàsc’ dedicata al grande Carlo Comaschi, grande per gli ideali che ha saputo esprimere e per il suo sacrificio nella lotta al fascismo. Le pagine in questione hanno suscitato in me emozioni e ricordi della mia Gussola, da ‘fam vegnar al magon’. Così il pensiero va a Francesco Ramella che si è adoperato per riportare le spoglie del suo caro a Gussola, al sindaco Gerelli che si è adoperato a rendere omaggio all'illustre cittadino. Io sono stato consigliere di opposizione proprio del sindaco Gerelli e ho di lui un ricordo bellissimo; su quell’uomo semplice quanto intelligente e onesto. Le frasi dialettali contenute nell’articolo mi riportano alla mia infanzia ma su una parola vorrei fare un appunto a Tenca, che stimo, riconoscendo il suo amore verso il dialetto gussolese. Nella frase ‘jera dvantà toti surd e mot’ con le dieresi sulla o di toti e di mot, io segnalerei che in gussolese la parola ‘toti’ si dice Toc con la C dolce come la Ch inglese di tuch, come in italiano nella parola ‘ceci’, cioè la C seguita da vocale. (...)
Mauro Agarossi
(Ticengo)

Tagli, i Comuni protestano e i cittadini fanno i sacrifici
Gentile direttore,
in questi giorni, in coincidenza con il Def, ma in verità quasi sempre negli ultimi due-tre anni, assistiamo alle accorate lamentele dei sindaci italiani: ‘Non possiamo accettare nuovi tagli che comportino per i Comuni ulteriori sacrifici’. Per curiosità ho voluto controllare i dati degli ultimi anni. Non so gli altri Comuni, ma le entrate (primi tre capitoli di bilancio) del mio Comune, cioè Isola Dovarese, sono le seguenti: 2012 euro 975.491, 2013 euro 1.076.765, 2014 euro 1.137.678. Alla faccia dei sacrifici dei Comuni: l’unico a fare sacrifici, come maggiori imposte e tasse, è il cittadino-contribuente!
Federico Pellizzoni
(Isola Dovarese)

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