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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

09 Aprile 2015 - 10:01

IL CASO
Caccia, tutto sbagliato e tutto da rifare
Signor direttore, ho letto su ‘La Provincia’ del 28 marzo l’articolo di cronaca in cui il signor Giuseppe Tortini paventa ciò che di nuovo può emergere da una gestione diretta, in campo venatorio, della nostra regione. Tutto ciò che si potrebbe perdere viene paragonato, dallo scrivente ad un «giocattolo». Proviamo ad analizzare il meccanismo di questo giocattolo: la provincia di Cremona è divisa in sette piccoli feudi chiamati Atc oppure Ambiti. Sei di queste zone hanno perseguito la «politica delle lepri» ma, per poterlo fare, hanno dovuto prendere decisioni impopolari e illegali, supportate dalle amministrazioni provinciali coinvolte. Si è anticipata regolarmente la chiusura della caccia a tutto campo ma ciò è illegale. Si è aumentata regolarmente la quota degli Atc invece si doveva calare d’Italia! Si è imposto ai migratoristi di indossare un gilet arancione, ma ciò è illegale. In alcuni Atc i migratoristi vengono «invitati», sfacciatamente, a pagare la quota intera. L’ultima amministrazione provinciale ha chiesto ai cacciatori i soldi per sovvenzionare una struttura del WWF che, in Italia, è il nemico storico della caccia. Signor direttore, il giocattolo di cui sopra costa ai cacciatori una ‘barca’ di soldi e ciò si può vedere dai bilanci dei sette Atc quindi è urgente il calarne il numero. Quali sono stati i risultati? All’inizio sono stati ottimi ma poi, strada facendo, sono diventati fallimentari per cui qualche ambito dovrà acquistare le lepri all’estero e si profila all’orizzonte un nuovo aumento di quota. Le vessazioni sopracitate hanno colpito in particolare quei cacciatori (circa il 50%) a cui della lepre non gliene frega assolutamente niente! Il sottoscritto spera ardentemente che il «giocattolo» abbia a rompersi in mille pezzi polverizzando i «cadreghini» e lelobby consolidate nei variAtc perchè occorre gente nuova, con idee nuove, che abbia a cancellare automatismi obsoleti ed appiattimenti dovuti a tante cattive gestioni.
Adriano Sàvoca 
(Cremona)

Lei ha perfettamente ragione ed è necessario che si volti pagina, anche se il passaggio delle deleghe alla Regione provoca ulteriori preoccupazioni. I 3.800 cacciatori della nostra provincia meritano rispetto, servono interlocutori credibili e soprattutto chiarezza sul futuro, ovviamente senza le antiche lobby.

LA PROPOSTA
Protti merita un busto nel viale degli Artisti al cimitero
Signor direttore, ho avuto modo in molte occasioni di percorrere nel nostro Cimitero il cosiddetto ‘Viale degli Artisti’ ed ho notato una curiosa macroscopica lacuna: nessun busto di Aldo Protti. Cantante lirico, baritono, Protti si è esibito ed ha rappresentato Cremona e l’Italia nei teatri di tutto il mondo, (Metropolitan compreso); ha cantato con i più importanti direttori d’orchestra (Herbert Von Karajan compreso); Rigoletto insuperabile, ha interpretato gran parte del repertorio lirico italiano, insieme ai più rinomati cantanti lirici (Renata Tebaldi, Mario Del Monaco, Giulietta Simionato, Giuseppe Di Stefano, Maria Callas, Magda Olivero, Luciano Pavarotti, Alfredo Kraus, Renata Scotto, Anita Cerquetti ecc. , per citarne solo alcuni). Nel 1969 è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. Ebbene, a questo personaggio, uno dei figli più illustri di Cremona, non è stato dedicato un busto ricordo nel Cimitero di Cremona. Mentre un suo collega, il tenore Guido Volpi, certamente bravo e meritevole, seppur non di pari fama, fa bella mostra di sé nel suddetto Viale degli Artisti. Ma Protti non merita un busto.
E’ Vero che gli è dedicata una targa nel Teatro Ponchielli; è vero che gli è dedicata una via, una viucola, (mi perdonino i residenti) col pretesto che era la via della sua residenza; e perfino l’intestazione della via è stata oggetto di contestazione, in quanto, si è detto, “Protti era presente come fascista in val di Susa, dove avvennero scontri tra fascisti e partigiani”. Non è imputata né tanto meno dimostrata alcuna partecipazione attiva e violenta da parte di Protti nelle azioni di guerra civile che purtroppo affliggevano l’Italia in quel tempo. Ma Protti c’era e c’era come fascista; e dopo la guerra ha militato per il MSI; e tanto basta.
Ben diverso il destino di un altro personaggio, arruolato volontario nell’esercito della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, tal Dario Fo, che si atteggiava a fascista spavaldo, come ben rimarcato a pag. 68-69 del libro ‘Italiani voltagabbana’ di Bruno Vespa.
Ma la vicenda di Dario Fo si differenzia da quella di Aldo Protti: Dario Fo si è rifatto una verginità diventando comunista; negli anni ’70 èstato tra gli attivistidel ‘Soccorso Rosso Militante’ (a sostegno dei compagni accusati di far parte delle Brigate Rosse). Ed ecco che, magicamente, con lo stesso passato di Aldo Protti, Dario Fo ha potuto guadagnarsinientemenoche ilPremioNobel! E nel futuro, che gli auguro lontano, chissà quante titolazioni di vie, piazze,viali e quanti busti!
Giorgio Telò
(Cremona)

Pancotto è bravo, chi lo nega? Certe sviolinate sono inutili
Egregio direttore,
stupisce che ci siano persone che sanno scrivere ma non sanno leggere e/o interpretare correttamente gli scritti altrui. Sembra un paradosso ma è cosi! Martedì 31 marzo mi sono permesso di fare non ‘critiche assurde’ma una ‘considerazione’reale sul fatto che coach Pancotto, con eccesso di sicurezza, ribadisco, insistesse negli ultimi minuti di partita su un Campani abulico, quando in panchina c’era Daniel che pare sicuramente più reattivo, veloce e affidabile. Tutto qua! Che Pancotto sia bravo e capace —che non significa essere esenti da momenti di eccessiva sicurezza e/o presunzione nella ricerca di raggiungere obbiettivi con scelte complicate —l’ho premesso io nella mia lettera. Ma, ahimè, qualcuno non l’ha capito! Come quel lettore che ha replicato alla mia, solo a distanza di una settimana, dopo il risultato positivo di Pesaro però..., addebitandomi affermazioni non rispondenti al contenuto del mio scritto. Consiglio al lettore in oggetto di rileggersi bene la mia lettera e soprattutto di cercare, stavolta, di comprenderne correttamente il contenuto. Solo dopo attenta, serena e ponderata lettura si renderà conto che, tutto sommato, la mia esprimeva una verità sacrosanta. La sua lettera invece contiene, oltre a critiche fuori luogo nei miei confronti, sviolinate a favore del caoch —che non ne ha bisogno —e un po’di aria fritta fine a se stessa. Ecco il commento che mi ha chiesto il lettore. Altro non saprei aggiungere.
L. O.
(Pontevico)

Per il caso Meredith 5 processi Altro che culla del diritto...
Egregio direttore,
altro che culla del diritto... Se ci sono voluti 8 anni e 5 processi perchè la Cassazione riuscisse a far luce sulla morte di Meredith Kercher assolvendo i due imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, più culla di così!
P. F. Mari
(Cremona)

L’eroismo della lotta partigiana ha riscattato un intero Paese
Egregio direttore,
da alcuni anni credevo di essere un vendoliano doc invece ho scoperto di essere un semplice ‘Gerelli nostrano’ come ha apostrofato me e i miei compagni il camerata Fedeli nella sua ultima che, con un panegirico rivendica lo stesso orgoglio di sinistra per i sopravvissuti e i morti fascisti complici degli aguzzini delle SS e dei campi di sterminio che restano nella storia delle inciviltà come simbolo della più infame degradazione umana. Folli nell’adesione a un’idea di guerre mondiali e civili, nelle loro illusioni e deliri di grandezza si credevano superuomini anche in un’Italia distrutta da una guerra perduta e nello strascico della guerra civile senza alcun lume di umanità nel fascino lugubre e orrido della ‘bella morte’del fascismo squadrista, quello alla Farinacci, tanto per intenderci.
Altri invece risollevando dal fango la bandiera italiana hanno saputo trasformare il dolore del tradimento e dell’infamia nell’eroismo della lotta partigiana che annienta moralmente con il proprio martirio l’orgogliosa stupida, crudele tracotanza di chi aveva aderito alla RSI per un malinteso senso del dovere e della Patria. Ai partigiani ancora viventi, ai loro morti e le loro famiglie va il perenne senso di riconoscenza e solidarietà. Per i fascisti sopravvissuti e i loro morti che con disumana crudeltà hanno torturato, impiccato e fucilato italiani —talora disapprovati per tanta ferocia dallo stesso alleato tedesco —anche se talvolta può subentrare un senso di pietà, meritano solo l’indignazione, l’umiliazione e la disistima pubblica per ciò che hanno fatto in vita.
Sergio.noci@tiscali.it 
(Soresina)

L’Europa vuole la revisione delle tasse di successione
Egregio direttore,
mi permetto di intrattenere lei e i suoi lettori, vestendo i panni di una novella Cassandra; raccolgo infatti l’indiscrezione che da settimane sta girando negli ambienti finanziari di un certo livello, che l’Europa stia per imporci l’ennesima e, secondo me letale, bomba atomica sociale/fiscale che toccherà l’80% delle famiglie italiane: la revisione delle tasse di successione.
Banca d'Italia ha stimato in 8.750 miliardi di euro il valore della ricchezza degli italiani, dei quali 5.000 solo di immobili; va da sè che il nostro prode e ciarliero capo del governo, pare che asseconderà supinamente e senza colpo ferire, il volere di Merkel & CO., cancellando l’unico ‘paradiso fiscale successorio’rimasto in Europa.
Quindi cari concittadini, preparatevi a subire la riduzione della franchigia da 1.000.000 di euro a codice fiscale a circa 200.000 euro, a passare da aliquote del 4 e 8% ad aliquote del 20 e 40%, il tutto con in vista la totale revisione del catasto e delle rendite catastali. Si arriverà tra qualche tempo a situazioni ora marginali, di figli/eredi totalmente impossibilitati a pagare le tasse successorie, e costretti quindi a rinunciare ad ereditare beni che sono costati a genitori/parenti sacrifici immensi. ‘Mala tempora currunt’.
Massimo Mazzoran
(Persichello)

Renzi e la sceneggiata del Def E il Pd non apre bocca
Gentile direttore,
alcuni lettori diranno che il Pd e i loro militanti importanti sono i perseguitati di turno per i continui attacchi dalle fronde opposte ma di fronte a certi comportamenti non si potrebbe fare altrimenti e, mi riferisco al nostro governo di sinistra e naturalmente alla mano che lo guida. E’stato reso noto da poco il DEF valido per il prossimo triennio, uscito con la piena soddisfazioni di Matteo Renzi che in queste occasioni si presenta sempre sorridente sicuro di aver fatto un piacere all’Europa. Tre anni sono tantissimi per fare previsioni di questo tipo e significa solo una cosa, o essere sicuri di quello che si dice e poi si farà, con buona pace di noi tartassati oppure raccontarci delle storielle come hanno sempre fatto da tre pseudo-legislazioni a questa parte.
Giusto dire che anche i precedenti governi hanno fatto di queste marachelle ma ora si sta esagerando sia con le tasse che anche con le storielle come quella degli 80 euro che ci hanno dato e ora ci tolgono con gli interessi. Più che un DEF sembra un oroscopo. (...) Come ultima annotazioni non addentrandomi nel commentare questo documento, credo che anche i compagni di partito di Renzi abbiano capito come sta l’andazzo ma si limitano solamente a piccoli commenti e tenui minacce sicuri della loro poltrona e ora anche del loro piccolo ‘frigobar’che madame Boldrini ha regalato con i soldi di noi poveri cristi alla modica cifra di 43.000 euro.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Tra il 2010 e il 2014 la spesa pubblica non è diminuita
Signor direttore,
cautela, ma anche continuità. Come quella che porta Renzi a confermare per il medio termine, ovvero sino alla fine della legislatura, che la strategia dell’esecutivo non cambierà e continuerà ad essere fondata su riduzione delle tasse compensata da risparmi sulla spesa, ripresa degli investimenti (non si sa quando?). Di spending review si parlerà in concreto solo a settembre-ottobre, quando si potrà riflettere più a ragion veduta su dove ‘mettere i soldi’che si pensano di ottenere con la revisione della spesa. Perché, se è vero che le previsioni contenute nel Def sono improntate alla massima cautela —soprattutto per effetto di una serie di fattori esterni come il calo dei costi dell’energia, la svalutazione dell’euro, il piano Junker sugli investimenti —i numeri sono lì a dimostrare che tra il 2010, anno in cui sono state introdotte le prime misure di austerità, e il 2014 la spesa pubblica italiana non è affatto scesa ma anzi è cresciuta del 4,1% toccando quota 692,4 miliardi.
Sono aumentati consumi intermedi e spese correnti varie mentre a scendere sono stati soprattutto gli investimenti (-23,9%). Insomma abbiamo fatto quadrare i bilanci ma ci siamo fatti male da soli per non aver trovato il coraggio di affondare la lama dove c’erano ancora delle possibilità…!
Andrea Delindati
(Cremona)

Cooperativa LAE alla Baldesio Un binomio che funziona
Caro direttore,
da più di un anno la Cooperativa Lae ha potuto usufruire degli spazi, della cordialità ed ospitalità della Società Canottieri Baldesio, trascorrendo in serena e fattiva condivisione le proprie giornate.
Da settembre è stato avviato inoltre un progetto sportivo che ha visto una più intensa cooperazione tra i nostri due servizi e che offre la possibilità ad un gruppetto di ragazzi della Lae di recarsi per alcune ore, un giorno alla settimana, presso gli ambienti di tale storica e importante società sportiva. Il Presidente e il Consiglio Amministrativo della Cooperativa LAE, riconoscenti di tale collaborazione, ringraziano a loro volta il Presidente Francesco Sanfelici e il Consiglio direttivo della Società Canottieri Baldesio dell’opportunità offerta e della cordialità e ospitalità manifestata in tutti questi mesi.
Anche i ragazzi della Lae a modo loro esprimono con queste parole la loro gratitudine alla Baldesio: ‘Tutti i venerdì mattina noi ragazzi della LAE frequentiamo la palestra della Baldesio per fare ginnastica, usiamo gli attrezzi per mantenerci in forma e migliorare il nostro aspetto fisico’.
‘Ci divertiamo molto a giocare a bocce tra noi ragazzi, con gli educatori e i volontari che ci accompagnano e incontriamo sempre tante persone disponibili e cordiali con noi’. ‘Noi ragazzi siamo davvero contenti di poter vivere questa esperienza e vorremmo ringraziare tutte le persone della Baldesio che ci accolgono col sorriso’.
Achille Gerevini
(presidente della Cooperativa Lae)

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