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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

24 Marzo 2015 - 10:00

IL CASO
Raccolta differenziata Galimberti acceleri
Signor direttore.
il comunicato di Francesca Pontiggia, Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio Comunale di Cremona e consigliere Pd, è stato letto da tutti come un cambio di linea dello stesso partito democratico che prende le distanze da quella che sembrava essere una promessa elettorale di Galimberti e sostenuta con forza dall’attuale assessore Alessia Manfredini.
Nel merito la Pontiggia pone tre questioni non secondarie. La prima è quella relativa ai tempi tecnici della messa a regime della raccolta differenziata che la portano a dire che «difficilmente sarà possibile spegnere l’inceneritore in due anni». La seconda è quella relativa ai pesantissimi costi di dismissione che graverebbero sulla struttura proprietaria e che graverebbero di molto sui bilanci aziendali e quindi sui cittadini. La terza è quella del contesto che è cambiato. Prima si ragionava in un’ottica regionale, ora l’inceneritore di Cremona, come altri, è all’interno di una rete nazionale che porterebbe ‘addirittura’ a configurare ‘interruzione di pubblico servizio’la chiusura dello stesso. Inoltre a questi ragionamenti si aggiungono dati tecnici, forniti dal Politecnico, che direbbero che l’impianto di Cremona non è così inquinante come sembrava fino a ieri. Ora sappiamo che i dati sull’inquinamento ambientale a volte sono ‘ballerini’ e che certamente, questo è quello che si capisce, sono possibili reali ammodernamenti che potrebbero abbattere ulteriormente i valori inquinanti. Certo, io non sono mai stato per la chiusura dell’in ceneritore, anche se ho votato Galimberti, queste valutazioni di prudenza mi sembrano sensate. So una cosa. Che fra pochi mesi la giunta Galimberti compie un anno di vita e un punto fondamentale sul tema dei rifiuti, quello della raccolta differenziata, più volte annunciato è ancora al palo. Al di là quindi di tutte le altre valutazioni, a volte ideologiche, mi sembra assolutamente indispensabile far partire la raccolta differenziata il più presto possibile e portarla a valori vicini al 70%. Nel frattempo si potranno valutare tutte le altre opzioni compresa la non chiusura dell’impianto di Cremona e un suo ammodernamento. Un Paese civile non può bloccarsi davanti alla parola d’ordine leghista ‘non bruciamo i rifiuti degli altri’. Suvvia in tutte le salse sentiamo parlare di ‘rete’, perché quella dei rifiuti non si può costruire?
Gian Carlo Storti
(Cremona)

Un conto sono le promesse elettorali, un altro le decisioni e l’operatività. Credo che anche il sindaco si stia rendendo conto della distanza esistente tra le due realtà. E’facile dire ‘chiudiamo l’inceneritore’. Ben diverso è conciliare i risultati di un’azienda che è anche nostra, l’Aem-Lgh, con le esigenze ambientali della collettività.

LA POLEMICA
Corruzione: i politici sempre meno potenti 'passano', i dirigenti restano
Egregio direttore,
i fatti di questi giorni mi spingono a trarre alcune considerazioni che purtroppo per l’ennesima volta sono amare. Tangentopoli non ci ha insegnato nulla, anzi ha contribuito a creare corpi estranei a quelli che dovrebbero essere per Costituzione quelli decisionali, ovvero la politica. La politica ha abdicato al proprio ruolo, demandandolo a responsabili di settore, dirigenti, manager, persone queste mai elette da nessuno ma che sono a volte in grado di condizionare le scelte amministrative e di indirizzarne i percorsi. I fatti di questi giorni dimostrano che spesso sono portatori di corruzione e di malaffare e che illoro perdurare nella coperturadi posti di responsabilità a lungo andare li rende intoccabili.
Dopo tangentopoli si è assistito ad un cambiamento di ruoli,anche l’amministratore di piccoli Comuni non poteva più essere partecipe a scelte che riguardava la sua comunità, ad esempio un amministratore, quindi ritenuto un politico, non poteva far parte della commissione edilizia, mentre un tecnico comunale ne poteva fare parte, anzi forse dirigerla e poi praticare di riflesso la libera professione, piccolo esempio ma che rende il senso della situazione che a lungo andare si è creata sia nelle piccole realtà che a livello governativo. La politica ha perso il suo ruolo dirigente, si è assopita di fronte al vuoto che si è trovata attorno, in pratica ha smarrito la spinta propulsiva che era stata per anni la bussola percontribuire a costruireun Paese migliore.
In quella situazione presero sempre più potere personaggi buoni per tutte le stagioni, gli scandali che emergono in continuazione sembrano rappresentare un punto di non ritorno, i politici con sempre meno potere passano, mentre i dirigenti restano. La corruzione e i condizionamenti sono all’ordine del giorno, la denigrazione è quasi un obbligo verso quelle forze politiche, quei sindacalisti, quei cittadini che contrastano scelte e opere da parte dei governi, guai se uno si sogna di contrastare il manovratore di turno, è considerato un retrogrado che non vede le cose in senso positivo a loro dire.
Di Pietro ne è una conferma, un ministro che dava fastidio, uno a cui non è stato perdonato nulla, ma anche l’unico ministro deiLavoriPubbliciche èriuscitoamettere da parte il Dirigente Incalza, uno che era riuscito a stare al suo posto attraversando ben sette governi diversi. Incalza era già stato coinvolto in tangentopoli e oggi è stato arrestato sullo scandalo delle grandi opere assieme ad altri tre alti burocrati, in pratica uno che è stato in grado di chiudere il cerchio.
In Val di Susa quello che sta emergendo in questi giorni era scritto ed è scritto a grandi lettere sulle sue montagne. Il nostro Paese per uscire da questa situazione che sembra non avere mai fine ha bisogno di una rivoluzione culturale, di uno scatto d’orgoglio, altro che togliere ai lavoratori, ai cittadini quei diritti che gli permettevano di essere gli anticorpi sani della società.
Sante Gerelli
(Circolo Sinistra Ecologia e Libertà di Gussola)

Condannato per una salsiccia A volte la giustizia è cieca
Gentile direttore,
vorrei dire la mia opinione sulla vicenda del signore anziano condannato per aver ‘rubato’una salsiccia dal valore inestimabile in un supermercato. Leggendo l’intervento con una sua risposta pubblicata ieri sul suo quotidiano, mi preme precisare che forse il lettore si rivolgeva al direttore del supermercato e non a lei personalmente. Mia interpretazione. A parte questo vorrei immedesimarmi nel giudice che ad anni di distanza ha fatto di una vicenda assurda un caso giudiziario di primo piano con una condanna ‘esemplare’per un signore che forse non era in grado di capire cosa stesse facendo. La seconda cosa che vorrei mettere in risalto è quella di chi amministra la giustizia pensando solo agli articoli del codice applicandoli alla lettera e mai interpretandoli, e pochi sicuramente lo fanno. Un briciolo ma dico poco poco di interpretazione avrebbe portato a ben altri risultati. Non faccio confronti con altre interpretazioni ben più gravi dove la giustizia viene fuori sonoramente sconfitta a discapito di chi invece la vorrebbe trionfatrice. Per quanto riguarda la citazione del direttore penso che la mia interpretazione sia esatta e dico solo che un gesto distensivo lo si poteva aspettare invece…
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Ha ragione.

Delirio di onnipotenza Renzi non ha più limiti
Egregio direttore,
delirio di onnipotenza. Per un premier tanto allupato da far fuori il ministro delle Infrastrutture, tacitare Ncd (Notoria cricca disertori) ma con qualche scheletruccio nell’armadio, sette indagati, c’è un solo epiteto: deRenziale!
Massimo Rizzi
(Cremona)

È primavera da pochi giorni Timida, si svela piano piano
Signor direttore,
sebbene sia arrivata da qualche giorno, timida e riservata come tutte le giovinette, non ama per il momento mostrarsi con tutto il suo seguito di fiori, di nidi, di voli, di stelle di mandorle bianche: è la primavera. Voglio ricordarla con questa «Sera di marzo».
E’ sera: batte con rintocchi gravi le ore scandite dal silenzio vestito di tenebra, il vecchio orologio della torre, testimonio del tempo e degli eventi. Zaffate di aria umida che viene dal fiume, corrono per le vie e per i borghi, mozzando il respiro ai rari passanti che a passo affrettato rincasano. Gocciolano le grondaie con ticchettio ritmato, freme come un brivido, la superficie delle pozzanghere che costellano qua e là la strada deserta. Fa freddo. Ma quando arriveranno le rondini?
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Eliseo fatale per il FN E Marine ci lascia Le Pen
Egregio direttore,
... San pEder nero-Inter uno a zero: mancia competente a chi trova un neroazzurro sorridente! Giuliano Pisapia lascia. Dai milanesi euforici commenti: vai... Pisa vituperio delle genti! Per il Front National, un Eliseo fatal. Tra i due litiganti, Hollande e Sarcò è Marine che ci lascia Le Pen!
M. R.
(Cremona)

Si beano della reggia di Torino ma come si pronuncia Venaria?
Signor direttore,
pare facile dire ‘Venaria Reale’ ma se non ci fossero il dialetto piemontese e Wikipedia (quest’ultima immagino abbia preso dal dialetto) che scrivono ‘Venarìa’— e qua dico loro grazie — non sapremmo come pronunciare tale vocabolo, che non trovo né sullo Zingarelli, né sul Georges-Calonghi, né sull’Ernout-Meillet. Vocabolo che a me piacerebbe invece immaginare ‘Venària’, aggettivo ancor profumante di latino, riferito al caduto/per ellissi, Foresta di ‘Foresta Venaria’, ad indicare la Foresta di caccia, dove, dopo i duchi, i re Savoia, da cui, appunto ‘Venaria Reale’, andavano a cacciare. Mi chiedo, e chiedo: perché i grammatici non impongono il giusto accento su Venaria? Bearsi delle bellezze della Reggia di Torino e non sapere come si pronuncia Venaria mi pare un bearsi da pigri saccenti, esponibili alla giusta derisione di un qualunque Pierino di turno
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Torchio e Cavazzini decaduti Minimizzare è un altro errore
Gentile direttore,
il suo giornale di sabato 21 marzo ci informa che anche il signor Giuseppe Torchio ha seguito le medesime sorti della sua compagna di partito (Pd) Ivana Cavazzini, entrambi sentenziati e soccombenti per non aver rispettato le elementari regole delle competizioni elettorali. Entrambi minimizzano l’incidente che li ha investiti e per giustificarsi invocano la traballante scusa della legittimazione elettorale ottenuta che ne ha comportato la vittoria e non citano le corsie privilegiate che gli hanno consegnato la vittoria. I giudici in ragione della nutrita giurisprudenza prodotta dalle supreme corti, hanno applicato la legge percorrendo questa via maestra da tempo tracciata.
Un secondo aspetto che ho rilevato, nella mia qualità di attento cittadino dell’Unione Piadena Drizzona, è stata la pubblicazione della sentenza sull’albo pretorio on line del comune Piadenese. Infatti, in barba alla trasparenza, abbiamo potuto leggere la sola ultima pagina che ne decreta la destituzione e non le rimanenti 11 pagine che hanno descritto la puntuale demolizione di tutte le tesi di difesa presentate dal legale rappresentante della parte resistente.
Moltissimi cittadini dell’Unione hanno fatto sentire il loro mugugno e per le vie efficientissime del cicaleccio paesano, i maggiorenti hanno risposto che la pubblicazione integrale avrebbe leso la privacy della decaduta sindaca. Sull’argomento pare utile ricordare che esiste da tempo la legge n. 241/90 continuamente integrata e aggiornata che stabilisce la massima trasparenza degli atti di natura pubblica ribadendo che: ‘…la trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche’. La legge n. 33 del 14 marzo 2013 è ancora più perentoria: ‘La trasparenza… concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento , responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche integrità e lealtà nel servizio alla nazione’. (...)
Dante Benelli
(Drizzona)

Auguri grandissima Mina Signora della musica
Gentile direttore,
ci siamo arriva ancora. Il 25 marzo, la data del compleanno della grande Mina, la nostra tigre di Cremona. Da queste pagine vorrei allora rinnovare per questa data importante e questa cifra simbolica (75 anni) tutti gli auguri alla nostra grande voce d’Italia, alla signora delle emozioni in musica, all’artista che porta il nome di Cremona in giro per il mondo. Auguri grande Mina e grazie per tutto ciò che con la tua voce ci regali e per trasportarci con le tue canzoni in mondi sereni infiniti pieni di musica, amore, vita, sogni e speranze, dove altrimenti con la nostra frenetica routine quotidiana non riusciremmo mai minimamente ad arrivare. Grazie allora Mina e auguri di tutto cuore dalla tua Cremona e da un tuo sempre giovane ammiratore. Buon compleanno dolce tigre.
Francesco Fanara
(Cremona)

Domani pubblicheremo quattro pagine per celebrare il compleanno di Mina. Potrà anche ammirare fotografie inedite.

Degrado segnalato da settimane ma nessuno è intervenuto
Egregio direttore,
in data 10 marzo mi sono recato all’Asl di Cremona per chiedere (pagato 81 euro) un intervento immediato riguardante una grave situazione di anti-igienicità nell’abitazione dove risiedo con i miei in affitto. A tutt’ora, nonostante avendo fornito foto e spiegato che tale situazione ha creato e sta creando gravi problemi di salute all’intero nucleo familiare, non si è visto e sentito ancora nessuno.
Diego Scotti
(Cremona)

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