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CREMONA. LA STORIA

«Duecento cremonesi alla battaglia di Lepanto»

Il neolaureato Guido Damini ha realizzato un maxi-quadro ricco di dettagli certosini. I volti appartengono a persone locali che hanno scelto di inviare una propria foto all’autore

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

06 Ottobre 2021 - 15:30

CREMONA - Duecento cremonesi con le armi in pugno nel furore della battaglia di Lepanto. Non propriamente una verità storica (benché sia noto che anche le genti eridanee offrirono il proprio contributo alla lotta) ma l’inventiva ricostruzione artistica di un giovane di Cremona: Guido Damini, 25 anni, da poco laureato in Scienze storiche, ha realizzato un maxi-quadro ricco di dettagli certosini che raffigura il momento culminante del feroce scontro che oppose la flotta cristiana della Lega Santa a quella musulmana dell’Impero ottomano.

I volti dei personaggi che popolano l’affollatissima opera appartengono a cremonesi per nulla cinquecenteschi ma assolutamente contemporanei, che hanno scelto di inviare una propria foto all’autore per diventare protagonisti dell’epico combattimento navale.

Domani, 7 ottobre, nel 450esimo anniversario della battaglia, l’appassionato di storia militare che dà del «tu» a matite e chine espone la sua illustrazione formato XL negli spazi della Galleria PQV Fine Art a Palazzo Fodri: dalle 18 è possibile incontrare Damini, affiancato dallo storico dell’arte Pietro Quattriglia Venneri, e acquistare una stampa dell’originalissima rivisitazione del celeberrimo episodio bellico. 

Mi sono ritrovato chiuso in camera mia con il computer guasto. Non potevo far altro che disegnare. Così, mentre impugnavo la matita, è arrivata l’illuminazione: ho deciso di ricreare la battaglia di Lepanto invitando tutti i miei amici ad inviarmi un selfie battagliero

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Emanuele Casarini di www.studiothebridge.com . Il seme dell’idea artistica - come accaduto a molti altri creativi - è germinato durante la stasi obbligata del lockdown: «Mi sono ritrovato chiuso in camera mia con il computer guasto - racconta Damini -. Non potevo far altro che disegnare. Così, mentre impugnavo la matita, è arrivata l’illuminazione: ho deciso di ricreare la battaglia di Lepanto invitando tutti i miei amici ad inviarmi un selfie battagliero. Le schiere dell’esercito si sono allargate rapidamente dopo un semplice appello via Instagram».

Tutto è partito da un disegno in formato A4: «Ho ritratto la scena in cui don Giovanni d’Austria afferra la testa dell’ammiraglio turco - spiega l’autore -. Poi mi sono fatto prendere la mano: di foglio in foglio, ho realizzato un quadro 120 per 120».

Un vero e proprio polittico. «Non c’era nessuno studio preparatorio - sottolinea Damini - perciò ho sviluppato il progetto in maniera istintiva. L’unico stratagemma adottato è la raffigurazione delle due file di galere che si scontrano offrendo un senso di prospettiva».

Il disegnatore ha dovuto ovviare ad un problema strettamente storico: data l’assenza di donne in battaglia, dove collocare i volti delle amiche che avevano chiesto di comparire nell’opera?

«La vittoria della Lega Santa fu attribuita all'intercessione della Vergine Maria - dice Damini - perciò ho ritratto la Madonna attorniata da cherubini dalle fattezze femminili».

L’autore ha accompagnato il gesto creativo con una minuziosa attività di ricostruzione storica durata circa tre mesi: sono riproduzioni di autentici reperti della battaglia sia le armature indossate dai soldati che le opere d’arte disseminate attraverso il quadro, dal crocifisso ribattezzato «Il Cristo di Lepanto» (sorretto da due sacerdoti ovviamente cremonesi) fino agli stendardi effettivamente custoditi in musei e chiese di mezza Europa.

Ma Damini si è divertito anche ad inserire, qua e là, qualche elemento estraneo al progetto: «Nell’opera in esposizione a Palazzo Fodri - afferma - sono ritratti anche personaggi leggendari della divulgazione artistica e storica tra cui Vittorio Sgarbi e Alessandro Barbero, eroi della cultura popolare che hanno l’encomiabile talento di non annoiare il pubblico. Esiste anche una seconda versione della battaglia in cui compaiono le celebrità cremonesi, una in particolare: Gianluca Vialli che, insieme a Roberto Mancini, è stato il paladino degli Europei di calcio. Capace di battere i turchi addirittura per tre a zero». 

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