Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

FOTOGRAFIA

I ritratti feriti in mostra a Reggio Emilia

L’allestimento curato dalla Soms e dalla Lega della Cultura

Fabio Guerreschi

Email:

fguerreschi@laprovinciacr.it

20 Giugno 2021 - 20:37

REGGIO EMILIA - C’è anche la Società operaia di mutuo soccorso di Torre de’ Picenardi e la Lega della Cultura di Piadena Drizzona alla mostra diffusa allestita a Reggio Emilia «Fotografia Europea». L’allestimento — inaugurato l’11 giugno e visitabile fino al 30 luglio — del gruppo cremonese è «Il sogno ritorna – vent’anni dopo» di Giuseppe Morandi che con i soci della Soms hanno avuto l’opportunità di esporre le proprie immagini all’interno del circuito off di uno degli appuntamenti più importanti del palcoscenico fotografico italiano.

In collaborazione con Via Roma Zero e Spazio Fotografico S. Zenone, l’associazione torrigiana ha allestito la mostra affiggendo le fotografie sul muro che circonda il parco Santa Maria nel centro storico di Reggio Emilia. All’inaugurazione è intervenuto a sorpresa anche Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli contadini fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943.

La rassegna «Fotografia Europea» ha tagliato il traguardo della sedicesima edizione e il tema di quest’anno è una frase di Gianni Rodari: «Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!».

Da qui sono partiti naturalmente gli ideatori della mostra, Giacomo e Marcello Volpi, Paolo Barbaro e Morandi. Nel 2002 Morandi – una vita di fotografie, caso unico di autore che ha racconta l’evoluzione della civiltà contadina dal proprio interno — concepisce una serie di immagini intitolate «Il sogno ritorna». La serie nasce come appendice di una indagine compiuta nel 1999 che si intitolava ironicamente «La mia Africa».

Si trattava del ritratto dei nuovi contadini, ripresi con lo stesso rigore, affetto e progetto culturale con cui Morandi fotografava i paisan nel secolo scorso. I nuovi paisan erano – e sono – i bergamini indiani, gli operai africani, donne e uomini da tutto il mondo che ridisegnano il paesaggio umano padano.

Nell’agosto del 2020 la Soms realizza un progetto di mostra diffusa su tutto il territorio comunale di Torre de’ Picenardi. Le fotografie di «La mia Africa» stampate come affissioni pubblicitarie vengono disseminate per il paese e per la campagna. Non appena esposte, ignoti le strappano e le bruciano. I soci della Soms fotografano i manifesti strappati, li sostituiscono e tutto questo si traduce in una performance sulla paura del nuovo — anche se il nuovo e solo una bambina Sikh — e sul sogno di una umanità differente, che ha attraversato il «secolo breve» e continua nel nostro.

L’iniziativa proposta dalla Soms e dalla Lega della Cultura a «Fotografia Europea» intende raccontare questo: il sogno di giovani ragazzi alle volte migranti, alle volte cittadini stabili di una piccola comunità di campagna, che nell’epoca della virtualità sentono il bisogno di recuperare il senso dello stare insieme. Un progetto culturale quindi che pesca a piene mani dalla storia globale e locale, come molla per promuovere i valori della cultura. L’esposizione delle fotografie è su carta, una modalità effimera di raccontare il vissuto.

In bianco e nero le foto di inizio millennio «La mia Africa» di Morandi, a colori la storia recente, lo scorso agosto, l’azione dei soci della Soms, Morandi che dialoga con loro, le foto strappate e bruciate, ancora evidentemente scomode.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400