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FESTIVAL DEI DIRITTI

Abilismo e inspiration porn: incontro con Mattia Muratore, ambasciatore dello sport paralimpico

Moderato dalla giornalista Gloria Giavaldi ed introdotto dai presidenti Cristina Piacentini, Maurizio Cigolini e dall'assessore al Welfare Anastasie Musumary

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

30 Marzo 2026 - 08:34

CREMA - Una sala Alessandrini gremita ha accolto sabato sera Mattia Muratore, avvocato, ambasciatore dello sport paralimpico e autore del libro “Sono nato così, ma non ditelo in giro”, in occasione dell'incontro dal titolo Abilismo, affrontiamolo a suon d'ironia, organizzato dal comitato Crema zero barriere e dall'Associazione assistenza disabili fisici e psichici Ginevra Terni De Gregorj.

L'evento era inserito nel festival dei diritti. Moderato dalla giornalista Gloria Giavaldi ed introdotto dai presidenti Cristina Piacentini, Maurizio Cigolini e dall'assessore al Welfare Anastasie Musumary, l'incontro ha consentito di comprendere il significato di abilismo ed inspiration porn.

Due nuove patologie sociali – ha detto Muratore – che non favoriscono una corretta narrazione delle tematiche sociali e in particolare della disabilità. Oggi le persone con disabilità vengono descritte o come poverine o come eroi ed eroine, con un linguaggio pietistico o con l'intento di spettacolarizzare vicende quotidiane. In realtà, bisognerebbe semplicemente imparare a spogliarsi di ciò che non serve e a descrivere semplicemente la realtà.”

“Non serve un'attenzione particolare, solo il rispetto dovuto a ciascuno.”

Tra i mezzi che aiutano a sviluppare uno sguardo realista, secondo Muratore vi è lo sport: “Durante la pratica sportiva, gli atleti sono atleti. Punto. Non serve porre l'accento sul limite, serve osservare le performance. Quel che, invece, ancora oggi accade è che se nella narrazione dello sport olimpico si pone l'accento sugli esiti, per lo sport paralimpico si raccontano storie, come modelli di vita da emulare. Ma le persone disabili non vogliono essere un esempio, vogliono solo vivere la propria vita con uguali diritti riconosciuti e garantiti”.

Mattia è anche ambasciatore dello sport paralimpico e tutto questo lo racconta soprattutto ai giovani. Nel corso del dialogo è stato affrontato anche il tema dell'inclusione lavorativa e del diritto al futuro per le persone con disabilità.

È importante sviluppare nei riguardi di tutte le persone un approccio rispettoso. Sarò felice quando non sentirò più usare il termine inclusione: solo a quel punto vorrà dire che l'inclusione avrà trovato una propria realizzazione. Spero che il mondo che Enea, mio figlio di un mese e mezzo, potrà vedere e vivere sarà così: libero da pregiudizi e capace di vedere e valorizzare le abilità di tutti, nel rispetto delle differenti caratteristiche di ciascuno. Perché la disabilità è questo: una caratteristica.”

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