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IL LUTTO

Ultimo saluto a Renato Stanghellini, cuore generoso e instancabile dei Pantelù

Una folla commossa ha ricordato la vita dedicata agli altri, tra musica, parole e momenti di condivisione. L’eredità morale di un uomo che ha saputo unire impegno civile, amicizia e passione rimarrà viva nella memoria di tutti

Giovanni Ricci

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redazione@laprovinciacr.it

26 Gennaio 2026 - 17:08

CREMA - Un ultimo saluto in piazza, in mezzo alla sua gente. Una folla commossa di almeno trecento persone ha voluto esternare l’addio, oggi nel primo pomeriggio, nel salotto buono cittadino, a Renato Stanghellini, 77 anni, fondatore del gruppo Pantelù e assiduo frequentatore dell’Arci. Il tutto con un funerale laico.

Il feretro, accompagnato dal suono delle cornamuse, è stato portato dal primo piano del Municipio in piazza Duomo, sotto il balcone comunale del sindaco, con il gonfalone alle spalle. Renato Stanghellini è stato ricordato come un esempio di infinita bontà, «un personaggio che ha speso tutta la sua vita per gli altri, donando tutto il suo cuore verso tanta generosità e solidarietà».

Durante la cerimonia civile, diversi interventi hanno sottolineato l’impatto della sua vita sulla comunità. Tra i più commossi, Rosalba Rocco, Maria Di Tullio e il nipote Fabio Stanghellini, che ha detto: «Grazie ancora di tutto».

Come ha confidato l’assessore Franco Bordo, cerimoniere per l’occasione, durante il periodo attorno a Capodanno lo stesso Stanghellini lo aveva chiamato per incontrarlo nella stanza del Kennedy dove era ricoverato, per esprimere le sue precise volontà in occasione dell’imminente congedo da questa terra, del quale era perfettamente consapevole. Bordo ha esaudito ogni sua richiesta.

Essendo figlio di un tenore, Renato ha voluto la presenza di musiche liriche, con il soprano Debora Tundo accompagnata dal maestro Lupo Pasini. Fra i tanti presenti gli ex sindaci di Crema Claudio Ceravolo e Stefania Bonaldi, quattro sindaci dei paesi del circondario – Ferruccio Romanenghi, Walter Raimondi, Damiano Cattaneo, Mauro Giroletti – e il consigliere regionale Matteo Piloni.

Il copione ha previsto la partecipazione degli zampognari, da lui espressamente richiesti per ricordare i suoi momenti natalizi condivisi con tutti, e il canto “O bella ciao” suonato alla fisarmonica da Vittorio Formaggia, che ha strappato un lungo applauso, uno dei molti per nulla lesinati.

Tutto è stato pianificato anche in vista della successione ai vertici del gruppo Pantelù, con Francesco Bianchessi come presidente e Rosaria Rocco come vice, quest’ultima tra coloro che hanno preso la parola. Con loro, l’amico Ivan Baselli ha dichiarato: «Sei stato immenso, ci chiamavi la Brigata Pantaleone. Metà di me è morta con Renato, era un fratello, non un amico, col quale abbiamo condiviso almeno 60 anni della nostra vita. Persona solare e trasparente. Il mio non è un saluto, ma un abbraccio. Ciao crapù».

Il sindaco Fabio Bergamaschi, commosso, ha ricordato Renato con un’orazione toccante: «Renato carissimo amico, fratello e compagno di Crema, è arrivato il momento più triste. Per te, che sei stato pieno di gioia di vivere, di simpatia, energia, generosità, che ancora a lungo avresti voluto donare a Crema, ai suoi cittadini, ai nostri gemelli francesi di Melun e a tutte le comunità che hai raggiunto nei lunghi decenni di impegno civile, ovunque si palesasse un bisogno per costruire ponti di relazione cordiale. Per noi, che di tutto questo abbiamo goduto, assaporando ogni attimo trascorso. Quegli attimi, che oggi scorrono nella memoria come pagine di un libro bellissimo, che ciascuno di noi, di tanto in tanto, certamente andrà a risfogliare per ritrovare te e insieme a te, quel pezzo di noi, certamente il migliore che riuscivi a suscitare. Tu stesso Renato sapevi che questo momento sarebbe arrivato, lo avevi accolto con lo stesso slancio e la medesima determinazione con cui hai affrontato ogni sfida della tua vita. Il fatto che tutti, a partire da te, fossimo preparati non toglie nulla all’enorme dolore per la tua perdita, non colma il senso di vuoto che oggi sentiamo così forte in questa piazza. La tua piazza in cui sei stato protagonista di innumerevoli iniziative di solidarietà, in lunghi anni di impegno politico, così come in memorabili momenti di spensieratezza carnevalesca. Ci lasci una grande eredità morale da preservare. Un patrimonio fatto di valori semplici e potenti. Insieme ai tuoi Pantelù, cui va il nostro sincero affetto, sei stato il cuore grande, genuino e generoso della città. Nessuno per te era sconosciuto. Ti pensiamo oggi, in un mondo di anime libere ed uguali. Un mondo possibile, che hai reso più vicino. Ciao Renato. Sei stato un dono prezioso e ti vogliamo tantissimo bene. La tua città».

Prima di lui, Franco Bordo ha aggiunto: «Renato ha vissuto con gli occhi aperti, è morto con gli occhi aperti. Ci ha insegnato molte cose, tra cui come morire con serenità e fiducia, verso chi ha preso il suo testimone. Renato è morto come accadeva tanti anni fa, ci si mostrava senza nascondersi, oggi invece siamo abituati alla morte solitaria, di nascosto».

Stanghellini ha voluto tre momenti per il suo addio: musica colta, per la passione trasmessa dal padre tenore; zampognari, per ricordare la sua attività sociale; e “O bella ciao”, per il periodo politico che aveva vissuto.

Infine, il vescovo ha inviato un messaggio letto durante la commemorazione: «Desidero esprimere la mia partecipazione al lutto per la morte del Fondatore e Presidente dell’Associazione Pantelù, Renato Stanghellini, unendomi a quanti ne piangono la morte, nel ricordo riconoscente di un uomo buono e generoso, che tanto si è speso per la sua città, con speciale attenzione alle persone più in difficoltà. Ti raccomando a Dio, caro Renato, perché tu possa godere, con la tua sposa Gilda, della pace e della gioia dei giusti».

(Fotoservizio FotoLive/massimo Marinoni)

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