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DOMENICA DELLE PALME: LA CERIMONIA

Napolioni: "Entriamo in questa Settimana Santa coscienti della drammaticità della vita umana"

Cattedrale di Cremona affollata. La messa ­è stata preceduta dalla processione che ricorda l'entrata di Cristo in Gerusalemme

Gianpiero Goffi

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redazione@laprovinciacr.it

10 Aprile 2022 - 17:36

CREMONA - Ramoscelli di ulivo che “quest'anno pesano veramente di più”. Così, chiedendo ai fedeli di sollevarli, il vescovo Antonio Napolioni ha esordito, questa mattina in una Cattedrale affollata, nell'omelia della Domenica delle Palme e di Passione. La messa – concelebrata con il vescovo emerito Dante Lafranconi, il parroco don Antonio Bandirali e i canonici del Capitolo, ­è stata preceduta dalla processione che ricorda l'entrata di Cristo in Gerusalemme, più lunga e partecipata rispetto al passato, perché, per iniziativa dell'Unità pastorale Sant'Omobono (Cattedrale, Sant'Imerio, San Pietro), è partita quest'anno dalla chiesa di Santa Maria Maddalena ed ha percorso via Realdo Colombo e via Aporti e, attraversata via Platina, è salita lungo via Sicardo alla piazza maggiore, fino all'ingresso in Duomo. Quasi un anticipo di un'altra e più solenne processione, quella tradizionale della Sacra Spina, che dopo due anni di sospensione a causa dell'emergenza sanitaria, tornerà ad attraversare le strade del centro cittadino la sera del Venerdì santo: già oggi, concludendo la celebrazione, monsignor Napolioni vi ha invitato esplicitamente i cremonesi, così come alle altre funzioni che scandiscono gli ultimi tre giorni della Settimana Santa.

Il Vangelo era il racconto della Passione secondo Luca, ma il vescovo ha incentrato la sua riflessione soprattutto sul simbolo dell'ulivo. I ramoscelli – ha detto – quest'anno pesano per tre motivi: il male, il legno della Croce, la nostra responsabilità. “Non abbiamo fatto in tempo ad uscire dalla pandemia, ed ecco la guerra, le prospettive fosche sulla convivenza fra i popoli, la crisi economica che seminerà ancora più ingiustizia e miseria, le prove che non mancano nella vita delle famiglie e delle persone”, e a questo proposito ha fatto riferimento ad una fotografia dall'Ucraina vista poco prima. E' quella di un bambino di 6 anni che nella guerra, alla periferia di Kiev, ha perso la mamma, morta non per le bombe ma per la fame in casa “magari proprio per privarsi del poco che aveva per darlo al figlio e al resto della famiglia”; è sepolta dietro casa ed ora il piccolo “ogni giorno, adesso che ha qualcosa, le porta da mangiare sulla tomba” quasi a consolarla degli stenti che l'hanno uccisa. “E' enorme il male, pesa il male – ha commentato il presule – entriamo in questa Settimana santa coscienti della drammaticità della vita umana, non con la mortadella sugli occhi o con i tappi nelle orecchie”.

Con il legno degli ulivi – ha proseguito - Gesù “fa la sua croce” che diventa nella Pasqua un “trono di gloria”. In lingua ebraica il termine “gloria” dice “peso”, nel senso di “pienezza di vita” e “potenza di Dio”. Allora questi sono “piccoli rami potenti perché non li porta in becco una colomba qualsiasi ma lo Spirito Santo” che non agisce nella storia degli uomini con un “colpo di spugna” ma operando nel cuore dei credenti, dei giusti, degli umili. Da qui la responsabilità degli uomini e, in particolare, dei cristiani: “Non possiamo chiedere la pace e non pagarne un po' il prezzo con il rimboccarci le maniche, il tirare la cinghia, l'essere migliori, il non avere paura di fare un passo in più”, questo tempo chiede “uomini e donne nuovi perché Gesù ci dona il suo Spirito e noi lo attendiamo con umiltà, obbedienza e fiducia in Lui”.

I riti della Settimana santa proseguiranno in Cattedrale giovedì alle 9.30 con la messa crismale concelebrata dai vescovi e da tutti i sacerdoti della diocesi. Verranno in particolare ricordati gli anniversari di ordinazione presbiterale: il 70° di don Mario Olivi e don Silvano Rossi; il 65° di don Ennio Asinari, don Sergio Lodigiani e monsignor Giuseppe Soldi; il 60° di don Luigi Carrai e monsignor Floriano Danini; il 50° di don Agostino Anglois, don Luciano Carrer, don Mario Martinengo, don Francesco Migliorati, don Cesare Nisoli, don Luigi Pisani, monsignor Angelo Staffieri e monsignor Ruggero Zucchelli, il 25° di don Vittore Bariselli, don Andrea Bastoni, don Pierluigi Capelli, don Gabriele Filippini, don Stefano Lazzari, don Antonio Mascaretti, don Adriano Veluti e don Stefano Zoppi. Nel pomeriggio del Giovedì santo, alle 18, il vescovo celebrerà la messa 'In Coena Domini”.

FOTO: FOTOLIVE/PAOLO CISI

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