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LA STORIA.

Onu, Gaia «Ambasciatrice del Futuro» a New York

La quindicenne di San Bassano è tornata dagli Usa dove ha incontrato i leader mondiali, portando con sé un bagaglio di emozioni ed esperienze

Andrea Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

06 Aprile 2022 - 16:31

SAN BASSANO - Dalla rigogliosa campagna cremonese ai palazzi di vetro delle Nazioni Unite. È la storia mozzafiato di Gaia Vignati che, a soli 15 anni, è diventata Ambasciatrice del Futuro per l’Onu. Tornata da New York, dove ha incontrato i leader mondiali, ha un bagaglio di emozioni ed esperienze da far invidia, questa volta letteralmente, a mezzo mondo. Forse pure di più.

«Questo viaggio mi ha fatto conoscere le problematiche che solitamente vediamo soltanto in tv da un altro punto di vista. Ci sono aspetti che non vediamo e che non conosciamo ma su cui lavorano quotidianamente esperti da tutto il pianeta. Dopo il periodo difficile della pandemia è stata anche l’occasione per confrontarmi coi miei coetanei e con diverse mentalità e visioni del mondo e della vita. Ho stretto amicizie che vorrei coltivare nel corso della vita».

Da San Bassano a New York per risolvere i problemi del mondo. La fantastica avventura di Gaia, che frequenta il secondo anno del liceo linguistico Racchetti a Crema, comincia in una giornata d’estate del 2021 quando decide d’iscriversi a un concorso della World Students Connection.

La contattano per un colloquio telematico. La promessa è quella di portare i più talentuosi studenti italiani nella Grande Mela ma la selezione è rigidissima. Su sessanta milioni di abitanti nello Stivale, potranno partire in meno di mille, poco più di 500 dalle scuole superiori. Gaia però ha talento da vendere e studia, infatti passa. L’inglese, non c’è dubbio, lo sa parlare eccome. Tutto ha un prezzo, comunque. Infatti, di lì in poi, ogni sabato e domenica li passa non a giocare con gli amici ma a frequentare corsi online con insegnanti internazionali. Deve imparare, in quattro e quattr’otto, a comportarsi ed esprimersi come una diplomatica dell’Onu. Non proprio il più semplice dei compiti.

La prova finale è presentare un progetto sulle isole di St. Vincent e Grenadine, nel Sud dei Caraibi, per migliorare la condizione delle donne a cui, nella piccola nazione, è negato ogni diritto e offerta ogni vessazione. Non si tira indietro, stupisce ancora i funzionari, e vola da Malpensa al JFK della Nuova York.

Intanto in Ucraina sale la tensione, la guerra è cominciata e il Palazzo di Vetro viene blindato. I ragazzi dovevano riunirsi lì, il sogno sembra finito. E invece l’Hilton Hotel di N.Y. City offre l’alternativa: c’è una sala conferenze, è sicura e i leader del mondo possono trovarsi qui. Ascolteranno i giovani da tutto il mondo.

«Ho fatto amicizia con un’altra ragazza italiana, Camilla, ma anche con messicani, americani e brasiliani. In particolare per gli Usa è stato sorprendete scoprire come concepiscano diversamente, in modo più competitivo, l’esperienza scolastica».

L’ultimo step è simulare una risoluzione internazionale sull’Indonesia. Missione compiuta. Poi il pianeta intero ascolta Gaia parlare della condizione delle donne nei Caraibi. L’Onu applaude. Si torna a casa, forse anche un po’ controvoglia. Da qui, però, si può partire per costruire davvero un futuro migliore per San Bassano, per Cremona, per l’Italia e per il mondo.

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