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GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Appello all'Oglio Po: "Adotta un malato o un anziano, antidoto alla solitudine"

L’iniziativa del cappellano lanciata dopo la messa celebrata dal vescovo Napolioni all'Ospedale di Casalmaggiore

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

16 Febbraio 2022 - 18:44

CASALMAGGIORE - Dalla cappellania dell’ospedale Oglio Po oggi è stato annunciato il progetto “Adotta un malato o un anziano”. L’occasione è stata data dalla celebrazione della messa nella cappella del presidio ospedaliero, presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, per il 30esimo anniversario dell’istituzione della Giornata mondiale del malato.

L'APPELLO DI DON ASSANDRI.

Angela Bigi, al termine della celebrazione, iniziata alle 16 alla presenza di degenti, personale sanitario e crocerossine, e presieduta dal presule affiancato da diversi sacerdoti della zona a partire dal cappellano don Alfredo Assandri, ha spiegato che «i volontari della cappellania si renderanno disponibili ad “adottare” malati e anziani con almeno una telefonata alla settimana».

Chi vorrà potrà rendersi disponibile come volontario a fare lo stesso. «In questo momento difficile le categorie più colpite sono i malati e gli anziani. Ecco perché abbiamo pensato di impegnarci a compiere un piccolo gesto. Come dice il Sinodo fino ad ora camminiamo insieme con gli occhi rivolti ai più fragili».

Il presule ha mostrato di apprezzare l’iniziativa: «Una telefonata vale come un tenero abbraccio – ha commentato -. Mi piace collegare a questa bellissima proposta l'altra che in questi giorni stiamo lanciando con la Caritas diocesana per la Quaresima del Tempo di Pasqua, cioè ugualmente bussare alle porte di chi è solo e scoprire chi può avere piacere di ricevere il pasto della domenica portato da qualche amico della comunità. Sono tutti tentativi per uscire dal guscio della solitudine, della chiusura, della paura che ci attanaglia ancora. Quindi ben vengano tutti questi gesti, questi passi, gli uni incontro gli altri. Quindi telefonate, telefonate, telefonate».

 


Al vescovo ha dato il suo cordiale benvenuto il direttore sanitario dell'Azienda Socio Sanitaria di Cremona, Rosario Canino, in precedenza direttore medico dell’Oglio Po: «Eccellenza, ci siamo già visti in questo ospedale anni fa. Non sono qui per dirle grazie, ma per esprimere da parte della direzione strategica il nostro sentimento di gratitudine, che è un po' diverso dal grazie, parola abusata troppo spesso. Gratitudine sta a significare che è stato dato qualcosa. Quindi è con questo augurio che io le do il benvenuto e la saluto per essere nuovamente qui. Vorrei esprimere lo stesso sentimento di gratitudine a tutti gli operatori, ai colleghi medici, agli infermieri, a tutti i sanitari e ai volontari per tutto quello che hanno fatto in questi anni». 

LA MESSA DEL VESCOVO.

Il vescovo, aprendo la messa si è detto «felicissimo di essere all'ospedale Oglio Po, per pregare insieme a tutti voi». Nella sua omelia Napolioni ha sottolineato l’importanza dell’aiuto nei confronti di chi ha bisogno: «Saremo giudicati sull'amore concreto, su come avremo visitato i malati, i carcerati, su come avremo accolto le fragilità nostre e dei nostri fratelli. Le membra di Gesù sono molteplici. Le mani di Gesù che toccano un malato, sono innanzitutto, certo, quelle dei medici, degli infermieri, dei volontari, dei famigliari, degli amici. Non dobbiamo mai separare rigidamente le cose degli uomini dalle cose di Dio, né confonderle arbitrariamente. C’è un ordine, un’armonia, in cui c’è il momento della preghiera e il momento della scienza, c’è il bisogno di chi si prende cura del nostro corpo e di ci aiuta a cogliere anche il senso ultimo della fragilità della vita, affidandoci a Dio senza paura».


Prima della conclusione della messa, il vescovo ha acceso un cero alla statua della Madonna e successivamente ha fatto visita ad alcuni ricoverati accompagnato dal personale del presidio ospedaliero.

FOTOGALLERY: FOTOLIVE/RAFFAELE RASTELLI

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