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CRONACA

Bombardamento del 1944, commemorate le vittime

La cerimonia sul sagrato della chiesa di S. Ambrogio. Galimberti: "Importante ricordare tutti i 132 caduti di quel 10 luglio tra i quali anche bambini"

La Provincia Redazione

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10 Luglio 2021 - 12:25

CREMONA - Rinnovato questa mattina il ricordo di tutte le persone morte a causa del bombardamento che colpì duramente Cremona 77 anni fa. La cerimonia, organizzata dal Comune e dal Dopolavoro Ferroviario (DLF) di Cremona, presenti le autorità civili e militari ed i rappresentanti delle Associazioni partigiane, d’arma e combattentistiche, si è tenuta sul sagrato della chiesa parrocchiale di S. Ambrogio in via San Francesco d’Assisi, dove sono state esposte una grande foto del bombardamento e una del Monumento dedicato ai Ferrovieri caduti.

La commemorazione è stata introdotta dal Presidente del Dopolavoro Ferroviario di Cremona - Mantova Virgilio Ferrari. A seguire, Rabih Kairouz, cittadino libanese residente a Cremona ha portato la sua testimonianza sugli episodi accaduti a Beirut, dove vive la sorella, e in particolare sulla grande esplosione avvenuta al porto lo scorso anno.

Ha preso infine la parola il Sindaco Gianluca Galimberti, che nel suo intervento ha ricordato il duello tra la vita e la morte, come la cerimonia di questa mattina sia un momento di resurrezione, di ritorno alla vita. Il Sindaco ha sottolineato che è importante ricordare tutti i 132 caduti di quel 10 luglio tra i quali anche dei bambini ed ascoltare le loro voci.

Citando l’articolo 11 della Costituzione, ha ricordato che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, ha sottolineato che non ci sono bombe intelligenti, non c’è una guerra giusta. Infine ha concluso il suo intervento ricordando l’articolo 2 della Costituzione dove viene detto che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Infine il vicario della parrocchia di S. Ambrogio, don Andrea Barbieri, ha benedetto una corona d’alloro che successivamente è stata portata sotto la lapide, collocata su un edificio di quella che un tempo era conosciuta come Porta Milano, ora piazza Risorgimento, e che reca la seguente epigrafe: Come questa pietra immutabile il ricordo ed il compianto per i cremonesi vittime innocenti di bombardamento aereo vivranno eterni ammonendo pace tra i popoli.

In rappresentanza del Comune, sono intervenuti anche il Presidente del Consiglio comunale Paolo Carletti, gli Assessori Rodolfo Bona e Barbara Manfredini.

La cerimonia si è chiusa nell’adiacente chiesa di S. Ambrogio dove è stata celebrata la messa in suffragio di tutti coloro che perirono sotto le bombe.

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