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Veneta, lo spettacolo della Piacenza-Cremona

Tutte presenti le canottieri cittadine

Fulvio Stumpo

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04 Ottobre 2021 - 21:07

CREMONA -  Da Piacenza a Cremona a remi, vogando alla veneta, più di 35 chilometri di Po, natura, senso di appartenenza e sport: la classica crociera fluviale è stata un successo. Più di 50 i partecipanti, tutte le canottieri presenti con le loro barche ammiraglie, la Baldesio con l’Adda (poppiere Fulvio Ghisolfi), la Flora con la Berta (Pierangelo Fabris), la Bissolati con la Leonida (Ivano Ceruti), il Bodinco con la Caronte (Armando Catullo), il Dopolavoro ferroviario (Palmiro Ardovini) e l’Ongina (Enrico Periti) con le Quattro. In acqua anche un equipaggio della Bixio, che seguito le barche cremonesi con una «otto con».
La manifestazione è stata organizzata dalla Baldesio (con grande impegno di Giuseppe Bozzetti) in collaborazione con le altre canottieri.

Ben trentacinque chilometri a remi con oltre 50 partecipanti

L’iniziativa era iniziata con il trasporto delle barche a Piacenza, ormeggiate alla canottieri Nino Bixio, ed è continuata poi alle sette del mattino con la partenza in bus e pulmini da Cremona, alla volta del capoluogo piacentino. La flottiglia ha preso il fiume attorno alle 8,30, e si è capito da subito che sarebbe stata una giornata impegnativa, con la corrente, che doveva essere a favore, ridotta a quasi zero, il vento contrario e ogni tanto una fastidiosa pioggerella. Ma la voglia di stare insieme sul fiume ha avuto la meglio. Gli equipaggi si sono messi ai remi e hanno iniziato a vogare di buona lena. Subito dopo Piacenza le barche sono passate sotto il ponte dell’alta velocità (proprio mentre un treno sfrecciava a 300 chilometri all’ora) per poi attraversare il territorio lodigiano e ritornare a quello piacentino, fino a Monticelli. La flotta è arrivata alla spicciolata, alcuni equipaggi avevano a bordo neofiti (che sono stati bravissimi) delle voghe lunghe, ma tutte insieme sono entrate nella conca di Isola Serafini per colmare il dislivello tra il Po piacentino e quello cremonese, quasi 10 metri, dopo quattro ore ai remi. Durante l’operazione di svuotamento della vasche gli equipaggi hanno commentato la regata e hanno potuto riposarsi.
A pochi chilometri un’altra sosta, alla canottieri Ongina, dove è stato servito un ottimo pranzo, e poi l’ultimo balzo per arrivare a Cremona. Gli equipaggi hanno fatto sosta al Cristo di Spinadesco, poi la grande curva 45 e finalmente l’attracco alle canottieri: mentre si sta già pensando alla regata di Sant’Omobono.

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