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Visita alla cascina natale di don Primo Mazzolari

Incontro dedicato all’impegno per la pace in occasione dell'anniversario della nascita

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10 Gennaio 2022 - 12:20

Visita alla cascina natale di don Primo Mazzolari

don Primo Mazzolari

Giovedì 13 gennaio alle ore 16, nel giorno dell'anniversario della nascita di don Primo Mazzolari avvenuta nel 1890, si terrà la tradizionale visita alla cascina natale San Colombano, in frazione Boschetto.

L'incontro è, come di consueto, un'occasione di riflessione e di impegno per la pace.

Tavola della Pace di Cremona, organizzatore dell'evento, invita a meditare sulle parole di don Mazzolari.

Né barriere né guerre
Dall’omelia di Natale di don Primo 1931

“Arriviamo a questo Natale con due angosce nel cuore. Avremo la pace o la guerra? Come si risolverà la crisi economica che per alcuni è perdita di guadagno e di ricchezza, per molti: disoccupazione, strettezze di ogni genere, fame?

Perché si sta tanto male oggi? Quasi tutti sono d’accordo nel dire che la colpa è delle barriere. Quali barriere?

Tutte: dalle doganali alle nazionali, dalle individuali alle collettive, anche quelle che sembrano giustificate dai sacri egoismi.

Trovata la causa, trovato il rimedio: demoliamo le barriere!

Parrebbe una cosa facile, invece sia perché manchi la volontà o l’animo, nessuno ci prova o non conclude.

Vedo gente che col pretesto di demolire qualche barriera ha finito per innalzarne di nuove e più gravi. Le barriere sono costruzioni umane: Dio non le ha volute né comandate.

Noi non siamo capaci di distruggere le barriere. È l’opera delle nostre mani e ne siamo perdutamente innamorati.

Non ascoltate chi vuole dimostrarvi che le barriere sono necessarie e che senza una guerra non si rimette a posto nulla!".
Don Primo Mazzolari

 

Dopo 90 anni da queste parole siamo alle prese con muri che si alzano in mezza Europa contro i migranti. Dopo 90 anni sosteniamo la Turchia e la Libia perché detengano milioni di profughi e di richiedenti asilo. Dopo 90 anni ricorriamo alla guerra dei dazi per competere meglio con economie emergenti. Dopo 90 anni congeliamo i fondi esteri dell’Afghanistan mentre la popolazione affonda in una crisi umanitaria disperata. Dopo 90 anni solo la vendita di armi continua ad aumentare in tutto il mondo dotando di tecnologie militari sempre più avanzate molti regimi e molte dittature in nome della realpolitik e dell’incremento del nostro Pil.

Come ci ha insegnato Primo Mazzolari nei suoi scritti sul quindicinale “Adesso” e nel libro “ Tu non uccidere” la guerra è prima di tutto una costruzione sociale che parte da una educazione e una cultura basata su sentimenti di ostilità verso un “nemico” da individuare o da inventare, che comporta garantirsi privilegi nazionali e di status nel reperire risorse in una competizione disuguale e spietata, che si struttura in industrie e banche armate che fanno profitti sulla corsa al riarmo, che promuove dentro le istituzioni  una concezione della sicurezza basata più sulla forza che sul diritto, che imbroglia chiamando patriottismo il nazionalismo, che legittima alleanze e blocchi militari e l’indispensabilità ad appartenervi, che relega la nonviolenza e l’etica del rispetto della dignità di ogni persona nel cielo dell’utopia.  

Di contro la pace è una costruzione sociale, culturale, economica, istituzionale e politica altrettanto complessa ed è destinata al fallimento se è pensata come semplice innesto su società strutturate sulla  logica delle barriere, della rivalità, del proprio esclusivo vantaggio egoistico e della propria potenza tecnologica e militare.

 

Tavola della Pace di Cremona
Tel. 0372 26548  - E-mail: tavoladellapacecremona@gmail.com 

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