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Mauro Cabrini

Mauro Cabrini

mcabrini@laprovinciacr.it

La matematica è sempre stata il mio incubo. Al liceo scientifico, scelto chissà perché nel lontano 1989 e superato in affanno nel 1994, il 5 (e anche una discreta serie di 4) era la mia normalità  e il 6 il mio  successo. Straordinario. Deve essere per questo che, quasi trent'anni dopo, non ricordo nemmeno uno dei nomi delle insegnanti che ho avuto: rimossi, come un incidente di lungo percorso da dimenticare tutto intero. Deve essere sempre per questo che odio i numeri e i bilanci (anche della vita), almeno nel loro esigere chiusure precise e tempi prestabiliti. Ed è certamente per questo che amo le lettere, non i dati; le parole, non le cifre; l'analisi logica, mica la logica.  E le deroghe più che le regole. Mi ha salvato al liceo, la scrittura;  compensando le insufficienze ed evitandomi esami di riparazione in quattro dei cinque anni all'Aselli. Mi ha assicurato qualche bella storia d'amore, che le parole contano anche li se non sei Brad Pitt e ti devi arrangiare. E adesso mi garantisce presente e spero futuro, la scrittura. Come un appiglio sicuro dal 1997, il mio primo anno al quotidiano La Provincia. Ne sono passati altri 24, se non sbaglio i conti. Sono diventato giornalista professionista nel 2001, ho scritto di nera e di politica, di amministrativa e di sport. Di tutto, potrei dire.  Riconoscendo sempre, allora come adesso, di aver avuto e di avere ancora un'enorme fortuna: poter fare con passione il mio lavoro; aver potuto fare un lavoro che è sempre stata la mia passione. Il privilegio più grande.

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