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Giovedì 15 Novembre 2018

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Da martedì 19 dicembre a domenica 25 marzo

Cremona. La Stagione di prosa 2017 / 2018 del Teatro Ponchielli

Pinocchio di Latella, Geppetto e Geppetto di Granata e Stabat Mater con Maria Paiato i fiori all’occhiello. Ma non mancano i Legnanesi e Abbati. La prima il 19 dicembre con Paolini

genere prosa

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Ci sono spettacoli che valgono un intero cartellone. Nel caso della stagione di prosa 2017/2018 del Ponchielli il riferimento va a Pinocchio di Antonio Latella (24 e 25 gennaio), un capolavoro, un viaggio nella lingua, nel sottile confine fra verità e menzogna, una riflessione sulla paternità. Latella costruisce un vero capolavoro di immagini, di poesia, non immediato ma che fornisce un assoluto piacere intellettuale. Da vedere assolutamente. Imperdibile è anche Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata (1° febbraio), un lavoro sulla genitorialità e l’omosessualità, esempio di una scrittura sulla realtà che sa essere non cronaca ma pensiero prismatico.

Dopo la prova di Piera Degli Esposti di due decenni fa, Maria Paiato – la più grande attrice italiana sulla piazza per viscerali doti recitative – sarà la madonna degli ultimi, la ragazza madre prostituta del bellissimo testo di Antonio Tarantino, Stabat mater. L’esempio di come il sacro viva ai margini, di come nella marginalità si compia la separatezza stordente del sacro.

Ci sono spettacoli che fanno cartellone: è il caso di Marco Paolini che torna al Ponchielli in apertura di stagione (19 – 20 dicembre) con Le avventure del numero primo, un excursus letterario sulla forza profetica e fantascientifica della letteratura. E’ il caso di W Momix Forever del 25 marzo, una sorta di trait d’union fra stagione di prosa e la danza, nel segno di quell’arte spuria e meticcia che è il teatro. Ci sono spettacoli che dicono della necessità del grande teatro della tradizione di riproporsi, di riallestire pièce che distillano un sapere attoriale e drammaturgico. Umberto Orsini ha così deciso – a distanza di vent’anni – ripropone Copenaghen di Michael Fryan che lo vede protagonista con Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice (13 febbraio). E’ la storia del confronto fra due scienziati: Niels Bohr e Werner Heisenberg e la gara all’atomica. Lo spettacolo si lega idealmente all’opera dedicata a Majorana in cartellone nella lirica e produzione del Ponchielli. In questa volontà di ‘riproporre’ storici allestimenti, con storici interpreti rientra anche Edipo di Glauco Mauri e Roberto Sturno, anche questo un riallestimento, un modo per riproporre un modalità teatrale legata al rappresentare.

Ci sono spettacoli che dietro un titolo classico svelano una vocazione alla contemporaneità. E’ questo il caso di Misura per misura di William Shakespeare, per la regia di Jurij Ferrini, regista e attore di cui si ricorda il recente Cyrano de Bergerac, un artista che legge i testi con fedele sfrontatezza (20 e 21 febbraio). E’ questo il caso della Bottega del caffè di Goldoni rivista dalla compagnia Manifatture Teatrali Milanesi, un omaggio al Goldoni noir strizzando l’occhio a Fassbinder. L’ex teatro dell’Elfo docet (14 e 15 marzo). Ci sono spettacoli che fanno festa ed è quello che accadrà a Santo Stefano con Gigi Innamorarsi a Parigi con l’ineffabile e inossidabile Corrado Abbati, è quello che sicuramente avverrà il 31 dicembre e 1° gennaio con Signori si nasce… e noi? dei Legnanesi e per l’Epifania il musical Grease della Compagnia della Rancia, allestimento che festeggia il suo ventennale con alle spalle più di 1.500 repliche e oltre 1.700.000 spettatori.

Giudizio sul cartellone 2017/2018 del Ponchielli. Accade al massimo teatro cittadino quello che si vede in tutte le sale limitrofe: la necessità di fornire titoli rassicuranti siano questi i classici – un modo per attirare le scolaresche – oppure nomi di interpreti di richiamo: da Paolini a Glauco Mauri, da Orsini a Popolizio. Tutto ciò non rinunciando a un teatro autoriale e d’arte che con coraggio il Ponchielli sostiene, consapevole (forse) del suo ruolo di teatro pubblico. E allora va dato merito di scelte importanti come Pinocchio di Antonio Latella, Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata e Stabat Mater con Maria Paiato, tre spettacoli che rappresentano il pedigree di una stagione che sa porsi abilmente fra tradizione e novità.

Nicola Arrigoni