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Lunedì 10 Dicembre 2018

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Cabrino Fondulo fu l'artefice del massacro

Settanta fantasmi si aggirano nel castello di Maccastorna

Al servizio di Carlo Cavalcabò lo attirò in un tranello e lo fece uccidere a tradimento

Settanta fantasmi si aggirano nel castello di Maccastorna

genere folklore e dialetto

Aggiungi al calendario http://www.laprovinciacr.it/scheda/51024/Settanta-fantasmi-si-aggirano-nel-castello.html 10/12/2018 00:38:59 10/12/2018 00:38:59 40 Settanta fantasmi si aggirano nel castello di Maccastorna maccastorna false DD/MM/YYYY
O h, fióoi metìive decòordi: certi storici fanno risalire il fattaccio a una notte tra il 15 o 17 luglio, o il 24, o il 25, o il 26 luglio o forse il 31 luglio... o... forse addirittura il 15 agosto. Fatto sta che, giù di lì, hanno perso la vita in malo modo ben 70 persone e che da allora, ben 70 fantasmi, ogni anno si aggirano dentro e fuori dal Castello di Maccastorna, minuscolo paese del basso lodigiano in riva all’Adda. Tutto è cominciato, come al solito, per una questione di potere. Siamo nel 1406. Il nostro ‘buon’ Cabrino Fondulo (al suo nome è legato il detto l'è 'n gabìin.... per dire che è una persona ambiziosa e senza scrupoli, disposta agli illeciti) era al servizio della famiglia cremonese Cavalcabò, nella persona di Carlo Cavalcabò, e da questa si era fatto dare il castello ed il feudo di Maccastorna (chissà come?). E lé 'l gh'ìiva fàt 'l sóo gnàal, apportando importanti migliorie: le mura di cinta, il fossato con il suo ponte levatoio e persino le prigioni (ma qual era il suo programma con tutte queste migliorie?). Persino la parte abitativa venne resa più piacevole e ingentilita grazie a decorazioni e affreschi. Si dice che dalla camera di Cabrino partisse un passaggio segreto che andava a terminare nella chiesa del paese, che po' l'è apèna lé fóora.

Ma tutto questo non gli bastava, per essere un vero signore doveva ampliare i suoi possedimenti e soprattutto non avere nemici intorno, e quel Carlo Cavalcabò, che già nutriva sospetti sulle mire di Cabrino e che cercava alleanza con i Visconti, poteva essergli di disturbo. Quale occasione migliore che offrirgli ospitalità e riposo dal viaggio di ritorno da Milano dove Carlo con i cugini Giacomo e Ludovico e l'amico Andreasio, si era recato in visita diplomatica per prendere accordi con il duca: «...ma venite pure al mio castello, c'è posto per tutti e persino per la vostra scorta, sarete stanchi....», suggerisce il perfido Cabrino. Arriva la sera, il padrone di casa offre a tutti un'ottima cena in pace e allegria, certo si saranno scolati tanto buon vino....e poi, tutti a dormire per un meritato buon riposo, l'ultimo! Durante la notte Cabrino Fondulo aiutato dai suoi giannizzeri sgozza gli ospiti nei loro letti ne butta i corpi nel pozzo delle taglie, cuzé, tàant per fàa pulisìa. Da allora si narra che nella notte dell'anniversario della strage dei Cavalcabò, nelle sale del castello si sentano cigolii strani, rumori, urla disperate, porte che si chiudono, imposte che sbattono, fischi, colpi e tonfi. Le ombre dei morti aleggiano ovunque, accompagnate da tutto il repertorio che i fantasmi di quelle 70 persone tradite e massacrate possono offrire. Sarà vero o non sarà vero fatto sta che, pare, l'attuale proprietario del castello preferisca andare in vacanza altrove proprio in quei giorni.