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Giovedì 20 Settembre 2018

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Domani a palazzo Cattaneo poesia in ricordo di Mirco Maffini

Domani a palazzo Cattaneo poesia in ricordo di Mirco Maffini

dal 29/06/2013

al 29/06/2013

Cremona - Palazzo Cattaneo
Aggiungi al calendario http://www.laprovinciacr.it/scheda/42111/Domani-a-palazzo-Cattaneo-poesia-in.html 20/09/2018 09:45:54 20/09/2018 09:45:54 40 Domani a palazzo Cattaneo poesia in ricordo di Mirco Maffini Cremona - Palazzo Cattaneo Via Oscasali - Cremona false DD/MM/YYYY
CREMONA — A meno di un paio di mesi dalla scomparsa, sabato 29 giugno al Cattaneo sarà ricordato Mirco Maffini, insegnante ed esponente politico, e soprattutto poeta. Non sarà e non vuole essere una commemorazione, ma anzi una festa legata a un convegno sulla cultura vernacolare. La giornata è racchiusa nel titolo I fiùr i signa ’l temp, dal libro che compendia la produzione di Maffini. Sarà Vittorio Cozzoli, esperto di cultura vernacolare e lui stesso poeta, ad aprire la giornata. Di Maffini verrà ricordata la grande passione (oltre alla politica che lo aveva portato a essere tra i fondatori del partito radicale cremonese e del primo consultorio per le donne), ovvero la poesia. Autore di diverse e importanti pubblicazioni, Maffini scriveva nella lingua di Soarza, il paese in cui era nato e del cui dialetto si è nutrito. «Quatar cà piantadi in sa tre stradi,/una cesa, un’ustaria, un simiteri.../la vita a l’è ‘n fonda tüta chì.../l’è mia tant, ma l’è tüt.../a l’è ‘l paes, l’è Sfarsa», così come lo ha descritto in alcuni suoi versi. L’intervento di Cozzoli sarà seguita dalla proiezione di un audiovisivo, in cui sarà lo stesso Maffini a guidarci nei meandri della sua poesia, fra alberi di ciliegio, tramonti fluviali, tripudi di luce, interludi meditativi, brividi carnali e pensieri di tenebra. A seguire ci sarà Carmine Lazzarini, sindaco di Castelverde, che parlerà diIdentità locali e dialetti. 
Partendo dal presupposto che «ogni cultura rappresenta l’equilibrio di un popolo o di un individuo con la propria storia e con il proprio ambiente naturale e relazionale», come si legge nel manifesto del localismo italiano: www.localismus.it, Lazzarini analizzerà le conseguenze che la ‘fluidità’ dei contesti relazionali vigenti nella società contemporanea genera nel vissuto identitario delle persone.
Il discorso resterà focalizzato sul linguaggio vernacolare, inteso come modalità espressiva di una cultura fortemente ancorata al luogo e all’ambiente da cui è scaturita. Per dare un esempio di questa teoria, sarà presentato un filmato prodotto dal’Archivio delle Immagini e delle Storie di Castelverde. Dopo un rinfresco offerto da SimonaMaffini, figlia del poeta, il convegno si concluderà con un concerto eseguito dall’ensemble Il concertino. Avvalendosi dell’accompagnamento di Camilla Finardi (mandolino e voce), di Lorenzo Colace (chitarra e voce), di Sergio Lodi (mandolino e mandola), la voce di Simona Maffini interpreterà canti popolari e canzoni d’amore della tradizione contadina. Nella giornata del convegno sarà inoltre possibile visitare la mostra fotografica Volti fra archi e paesaggi: una breve silloge di ritratti umani e scorci naturalistici eseguiti dal fotografo Vittorio Dotti nella campagna castelverdese. «Il senso di questa esposizione di ‘volti d’altri tempi’, simmetrie rurali e inquadrature ‘bucoliche’ — spiega lo stesso Dotti — è quello di far riflettere, senza utopie nostalgiche ma anche senza cecità verso gli orrori del presente, sulla ‘versione moderna della povertà’ (la definizione è del filosofo Ivan Illich): ‘...sul piano soggettivo, essa è quello stato di opulenza frustrante che s’ingenera nelle persone menomate da una schiacciante soggezione alle ricchezze della produttività industriale. Essa priva le sue vittime del potere di agire autonomamente, di vivere in maniera creativa’. La speranza — se ancora è lecito sperare — è che il fallimento del sistema di valori imposto dall’ideologia economicistica generi un ritorno al concetto greco di crisi. Anziché un’affannosa escalation di espedienti iperliberistici (...) crisi ‘può invece indicare — è ancora il grande Illich a insegnarlo — l’attimo della scelta...».
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