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Mercoledì 22 Maggio 2019

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Sensualità, spiritualità e intelletto dei rave party

La provincia ribolle di quei balli illegali

La provincia ribolle di quei balli illegali

genere letture

Vanni Santoni
‘Muro di casse’
Laterza,
144 pagine, € 14

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«Perché sognare un quarto d’ora di celebrità se potevi prenderti dieci o venti ore al centro dell’universo?». E’ il quesito retorico che si pone uno dei personaggi di ‘Muro di casse’, nuovo romanzo di Vanni Santoni. Al centro del volume c’è la storia della cultura dei rave, o meglio dei free party, esposta fra finzione e saggio. Il racconto è affidato a tre personaggi: Iacopo, Cleo e Viridiana incarnano tre aspetti dell’esperienza dei rave, quello sensuale, quello intellettuale e quello spirituale, dando al testo un ritmo tematico anziché cronologico. Il romanzo gioca fra fiction e non-fiction racchiudendo l’excursus centrale (‘Cleo - L’intelletto’) di più ampio respiro saggistico fra due racconti biografici: il risultato è un mosaico che pur coprendo l’intero arco temporale dei free party, dalla nascita a Castlemorton nel 1992 a oggi, non scade mai nella cronaca e i cui tasselli sono fatti di episodi significativi inseriti in un intreccio non lineare. «Non ci sono romanzi sulla cultura free tekno», spiega l’autore. ‘Muro di casse’ risulta originale per la struttura in cui persino le appendici sono poste in continuo dialogo con la finzione letteraria e metaletteraria, tanto che la voce narrante finisce per assomigliare più a una voce inquirente in dialogo con i compagni di avventure. Ciò che ne emerge è il memoriale di una cultura alternativa, una cultura fondata sì sull’uso di sostanze stupefacenti secondo teorizzazioni psichedeliche ereditate degli anni ’60 di Timothy Leary, ma anche e soprattutto sul ballo e sulla musica. Il libro comunica attraverso la memoria di esperienze vissute in prima persona: dai teknival nella provincia italiana alle feste sparse in tutta Europa, il movimento unisce il continente in tutte le sue zone abbandonate rivendicate illegalmente per una notte, dall’estremo occidente del Freekuency del 2010 in Portogallo fino allo Space Piknik del 2014 in Repubblica Ceca, ultimo baluardo della rave culture. Quella descritta del romanzo è una generazione in viaggio in «una topografia umana ignota», una generazione che per la prima volta si è sentita non spettatrice ma partecipante, che unendo lo spirito hippie al ‘Do It Yourself’ del punk ha stabilito forti legami di solidarietà, e che oggi nella testimonianza fittizia di ‘Muro di casse’ rivendica orgogliosamente il merito di aver «creato bellezza»: «Ogni periferia, ogni cittadina di provincia senza più guizzi poteva tornare a splendere e ribollire per una notte».