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CAFFE' LETTERARIO DI CREMA

Segreti e sotterfugi del vivere in provincia

Lo scrittore cremonese Marco Ghizzoni nuova firma della commedia all'italiana

Segreti e sotterfugi del vivere in provincia

Marco Ghizzoni e Valentina Cipriani

CREMA — «La commedia all’italiana non è mai stata fuori moda e grazie anche ad Andrea Vitali è più viva che mai». Con questo omaggio al suo autore di riferimento («Ma è Aldo Busi la più grande penna italiana, tra i pochissimi capaci di produrre vera letteratura»), il frizzante — a parole scritte e nelle sue presentazioni — scrittore cremonese Marco Ghizzoni, agente di commercio per mestiere nonché autore e musicista per piacere, ha esordito al Caffè Letterario di Crema nell’affollata serata di presentazione del suo romanzo Il cappello del maresciallo. Pubblicato da Guanda, il libro proprio in questi giorni ha raggiunto la vetta delle 15mila copie vendute facendo di lui uno degli autori esordienti più seguiti dell’anno. Intervistato dalla giovane studentessa universitaria cremasca Valentina Cipriani, al suo esordio in questi panni ma disinvolta ed efficace nelle domande, Ghizzoni, ha proposto la sua visione del mestiere di scrittore: «Tanto tempo dedicato alla lettura, molto di più di quello riservato alla scrittura, con quest’ultima che mi occupa almeno un paio d’ore o tre al giorno». Con il suo romanzo ha dimostrato che si possono raccontare le piccole storie della provincia in modo originale senza scimmiottare il ‘maestro’ Vitali, riuscendo a ironizzare sui suoi tic, sui suoi segreti e sui suoi sotterfugi senza correre il rischio di risultare banale. Racconta di «storie origliate al bar gestito da mia mamma e dalla mia bellissima zia a Bosco Ex Parmigiano, diventato nel romanzo Boscobasso, sedimentate e cresciute dentro di me. Storie di nebbia e di tempi lenti che in città non avrebbero avuto senso, storie dove il malinteso senso del potere è quello del becchino che si crede il padrone del cimitero, della segretaria comunale vessata da sindaco e superiori che se la rifa con i cittadini». Storie in cui la più bella del paese («Il personaggio è ispirato a mia zia») dà a ognuno la sensazione di essere sedotta da lui ma non ha legami reali con nessuno. Storie in cui il personaggio più in vista del paese, un liutaio ovviamente, viene trovato morto con i pantaloni calati in una zona frequentata da prostitute ma viene tumulato lo stesso nella tomba più importante del cimitero. Storie in cui il cadavere dell’ex sindaco scompare misteriosamente. Storie di una pianura da prendere in giro con garbata ironia. 

02 Ottobre 2014

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