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Sabato 10 Dicembre 2016

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TEATRO

Il 'vecchio marinaio' sul Grande Fiume

Giovedì 25 via alla rassegna con il capolavoro di Coleridge rappresentato da Latini

Il 'vecchio marinaio' sul Grande Fiume

Roberto Latini

MOTTA BALUFFI — «Di terra in terra io migro come un’ombra; strano potere è nelle mie parole; subito, appena ch’io ne veda il volto, so l’uomo che mi deve dare ascolto: a lui fo il mio racconto», inizia così La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge nella messinscena di Roberto Latini che giovedi 25 (ore 21,30, ingresso gratuito) in località Ronchetto aprirà il festival Il Grande fiume. La ballata del vecchio marinaio è racconto di una condanna, è racconto di un reiterare la tragedia di una sorta di naufragio, un naufragio che per essere espiato deve essere ri-raccontato ogni sera, o a quanti il marinaio incontra nel suo girovagare e peregrinare di terra in terra, un po’ come i comici vaganti, un po’ come gli attori, un po’ come Roberto Latini che del migrare, dell’essere in movimento sempre, del mettersi sempre in discussione davanti al pubblico e a se stesso ha fatto un’inquieta e proficua estetica di attore/autore. Con questo spirito Roberto Latini dà voce e corpo allo «spiritualismo visionario, il senso di vastità, di colpa, di espiazione e di morte della celebre ballata di Coleridge è trasferito in una drammaturgia di musica e voce. 

24 Luglio 2013

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