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Lunedì 05 Dicembre 2016

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ALL'AUDITORIUM ARVEDI

Uto Ughi inaugura
'Le Corde dell'Anima'

Uto Ughi inaugura
'Le Corde dell'Anima'
di Roberto Codazzi 

CREMONA — Lui che ha sempre polemizzato con l’acustica del Ponchielli, questa volta non dovrebbe aver nulla da eccepire. Uto Ughi è al suo personale battesimo con l’auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, la sala dall’acustica perfetta concepita dall’ingegnere giapponese Yasuhisa Toyota. Questa sera alle 21 il celebre violinista si esibirà in duo con il pianista Alessandro Specchi per iniziativa di PubliAEventi, che organizza il prestigioso recital quale preludio di lusso al festival Le Corde dell’Anima, dove lo stesso Ughi sarà impegnato — domani alle 19.30 in piazza del Comune — in un originale contrappunto musicale alla presentazione del libro di Daria Bignardi L’acustica perfetta. I biglietti per assistere al concerto sono in vendita al botteghino del teatro Ponchielli (35 euro + 5 euro per diritti di prevendita). Da bambino Ughi era già una straordinaria promessa del violinismo italiano, tant’è che il padre con grande lungimiranza e non senza sacrificio gli regalò uno Stradivari, e non uno qualunque, quello del 1701 appartenuto a Rodolphe Kreutzer, il grande virtuoso a cui Beethoven dedicò la sua Sonata per violino più famosa, quella in la maggiore op. 47 conosciuta appunto come Sonata ‘a Kreutzer’. Inevitabilmente questo pezzo avrebbe segnato la carriera del violinista nato a Busto Arsizio, diventando un suo cavallo di battaglia. In seguito un altro violino, se possibile migliore — e comunque di maggiore potenza sonora — il Guarneri del Gesù del 1744 appartenuto ad Arthur Grumiaux, sarebbe diventato il prediletto da Ughi, tuttavia la ‘Kreutzer’ è rimasta nel suo repertorio e anche questa sera costituirà il piatto forte del concerto. «Ho sempre avuto una venerazione per quest’opera che è diventata col tempo uno dei miei cavalli di battaglia in tutti i miei concerti — spiega Ughi — forse anche perché ho la fortuna di possedere un violino Stradivari detto Kreutzer che è appartenuto al violinista la cui la Sonata è dedicata. La prima volta che l’ho eseguita provai una grande emozione. Tremavo tutto dalla tensione, dall’impatto che questa opera aveva prodotto in me. Ho un rimpianto: non aver accettato l’invito che mi fece il regista Luigi Comencini che voleva girare con me un film sul romanzo La Sonata a Kreutzer di Tolstoj. Forse fu per timidezza o insicurezza sulle mie doti di attore. Mi dispiace molto non averlo fatto, sarebbe stata un’esperienza interessante. L’influenza di grandi personalità è sempre stimolante anche se fuori dalla musica». Il resto del programma prevede Preludio e Allegro di Fritz Kreisler, un trittico di Henryk Wieniawski (Polonaise op. 4, Legenda op. 17, Scherzo-Tarantella op. 16), Méditation op. 42 di Ciaikovskij. In conclusione un brano di sfrenato virtuosismo, la Fantasia sulla Carmen di Bizet di Pablo de Sarasate. 

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31 Maggio 2013

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