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Domenica 04 Dicembre 2016

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THE FLOATING PIERS. IL REPORTAGE

L'opera di Christo fra arte e salamelle

Sarà percorribile fino al prossimo 3 luglio: navette superaffollate, ore di attesa per passeggiare sulla passerella

L'opera di Christo, fra arte e salamelle

La passerella arancione ideata dall'artista Christo

SULZANO — L’arte che trasforma i luoghi o una grande sagra di paese? The Floating Piers di Christo è innanzitutto un evento mediatico, è un fenomeno all’insegna: ‘vado, per curiosità e un po’ perché bisogna esserci’. Ma innanzitutto The Floating Piers è un’esperienza, un lungo cammino sulle acque — modello Cristo evangelico — un miracolo laico fatto di comunicazione, di stupore e della volontà — dell’artista — di modificare la visione del paesaggio, di fare della realtà un’opera d’arte, anzi fare in modo che chi vi partecipa a suo modo sia parte integrante dell’azione artistica. Che alla fine Christo ci abbia trasformati tutti in migranti verso un’isola che non c’è, verso una meta che è gioco e non ha soluzione di continuità? Eh sì perché il gioco è faticoso, è un percorso ad ostacoli e forse per questo alla fine i volti di chi è sulla passerella arancio rilucono di soddisfazione e felicità, emozioni immortalate in selfie e poi subito postate per dire: «io c’ero».

Si può arrivare in treno da Brescia — meglio di prima mattina, perché poi le cose si fanno complicate — o in macchina: parcheggi a 20 euro a Iseo, oppure con navette da centri commerciali e outlet di Franciacorta: tutte le strade – almeno fino al 3 luglio – portano a Christo. E che i centri commerciali e outlet si offrano come punti di raccordo per raggiungere la meta, la dice lunga sull’operazione e sull’intreccio fra arte, marketing, consumo e comunicazione. Ma siccome siamo in Italia le navette ad un certo momento sono strapiene e inservibili e il consiglio del parcheggiatore è andare a piedi, se non si vuole attendere due ore a lato della statale. L’avventura inizia così con otto chilometri da Iseo a Sulzano fatti a piedi o lungo la statale oppure lungo la strada mal segnalata che porta in costa e permette di vedere dall’alto la passerella di tre chilometri di pontili, 200.000 cubi di polietilene ad alta densità, 75.000 metri quadrati di tessuto arancione, il colore preferito da Christo che disegna le passerelle che collegano Sulzano a Montisola e poi portano all’isola di San Paolo in una camminata fluttuante da fare a piedi scalzi – ma non è tassativo – e che sta riversando sul lago di Iseo migliaia di persone. Il telo arancione copre non solo il camminamento che al tramonto riluce di un riflesso dorato di grande suggestione, ma anche alcune vie interne di Sulzano e di Montisola e il perimetro dell’isola San Paolo. Difficile nella baraonda, nella varietà umana che affolla la passerella soffermarsi sul senso di quel disegno da calpestare e vivere, di questo percorso cristologico che permette a noi mortali di camminare sulle acque; le riflessioni arrivano dopo aver fatto esperienza. La sensazione è quella di stare sul bagnasciuga di una spiaggia, il materiale in polietilene della passerella si adatta ai movimenti impercettibili dell’acqua, fornisce un senso di leggero galleggiamento piacevole, ma nulla di più. Piace la morbidezza della camminata, attutita anche in terraferma dal telo arancione: in migliaia che camminano ma permane una tranquillità lacustre che stupisce, malgrado i riti voyeuristici della self-comunication dell’era dei social. Ciò che è interessante è quello che accade intorno e sopra: è la gente e siamo noi con smartphone accessi, selfie a go go, la partecipazione mediata e voyeuristica di un gioco, di un’esperienza che chiede di fare i conti col ritmo della camminata, che chiede di mettersi alla prova per raggiungere la meta dell’isola che con c’è: l’isola di San Paolo o Montisola non sono mete, ma sono passaggi, monumenti naturali incastonati, impacchettati dalla passerella lucente di Christo, installazione con scadenza: 16 giorni di permanenza, 384 ore di vita… Ed è anche questa scadenza che dà il polso e la propulsione all’esserci per essere nel e del mondo e del presente. E allora famiglie con bimbi, gente in carrozzina, molti con le stampelle: che si attenda il miracolo?, viene da pensare. C’è anche chi si aggira vestito da Gesù Cristo e impartisce benedizioni… Insomma c’è di tutto, c’è lo sberleffo e la semplice curiosità, si diffonde la notizia che ci sarebbe pure Brad Pitt… intanto è stato avvistato Giacomo del trio Aldo Giovanni e Giacomo. Chi si accontenta… Sono questi alcuni flash di una maratona artistico/strapaesana che diverte e a qualcuno fa dire: ma cosa c’entra l’arte con tutto questo; agli esperti di arte contemporanea la risposta. E allora intorno all’evento di The Floating Piers il clima è strapaesano: bar aperti tutta notte, baracchini per mangiare pesce o panini con la salamella, prezzi alle stelle e la possibilità - a partire da 50 euro a persone - di un volo in elicottero per sorvolare l’installazione dell’artista francobulgaro. The Floating Piers è una festa, è un’invasione pacifica di curiosi, è un evento mediatico che fa discutere, fa dare numeri: lunedì si è detto che sono passati per il Sebino 80mila persone… rimane il dubbio di come si possano contare.

COME ARRIVARE. Fioriscono leggende metropolitane lungo i cinque chilometri di passerella arancione di Christo fra Sulzano, Montisola e l’isola di san Paolo. Accedere alla passerella è completamente gratuito. Si può raggiungere il lago Sebino in auto, ma è impossibile raggiungere Sulzano: obbligatorio parcheggiare nei pressi di Iseo. Il costo del parcheggio va da un minimo di 15 a un massimo di 20 euro. Per arrivare a Sulzano si possono usare le navette, il costo del biglietto è di 5,50 euro a persona; ma il rischio è attendere ore. Sulzano può essere raggiunto anche in tremo, ma il rischio è quello di un’avventura involontaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

23 Giugno 2016

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