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STAGIONE DI PROSA

Haber: 'Il mio Freud un po' orso e sulle difensive'

Giovedì 16 e venerdì 17 Il visitatore in scena al Ponchielli

Haber: 'Il mio Freud un po' orso e sulle difensive'

Alessio Boni e Alessandro Haber

CREMONA - Il visitatore di Eric-Emmanuel Schmitt, in scena al Ponchielli giovedì 16 e venerdì 17 (ore 20.30) nell’allestimento firmato dalla regia di Valerio Binasco e con Alessandro Haber nei panni di Sigmund Freud e Alessio Boni in quelli dello strano visitatore; completano il cast Francesco Bonomo (l’ufficiale nazista) e Nicoletta Robello Bracciaforti, la figlia di Freud. 

Com’è il suo Sigmund Freud? «E’ un vecchio non troppo simpatico - afferma Alessandro Haber - un po’ orso, sulle difensive. E’ un uomo al limite della scontrosità».

L'intervista completa di Nicola Arrigoni sul giornale di giovedì 16 gennaio

La trama. L' Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggstrasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud – interpretato da Alessandro Haber –, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale della Gestapo – nei suoi panni Francesco Bonomo. Ma l'angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore – interpretato da Alessio Boni – che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell'inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell'importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo in frac non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l'esistenza. O è un pazzo che si crede Dio? La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di se stesso come se fosse un mago o un prestigiatore. Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché permette tutto ciò?

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

18 Gennaio 2014

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