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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CASALBUTTANO

Pisu, cabaret macchiettistico

Al Bellini versione farsesca di 'Nudi e crudi' di Bennet

Pisu, cabaret macchiettistico

Una scena dello spettacolo

di Nicola Arrigoni

CASALBUTTANO – Cabaret non vuol dire mandare tutto in vacca, cabaret non vuol dire fare il verso, caricaturare. Non tutto può essere ridotto al cabaret, o meglio a quella comicità da sit-com e trasmissione tv che ha in Zelig, Colorado e simili il suo punto di riferimento. Beninteso spettacoli di intrattenimento di tutto rispetto, termometri dello spappolamento cerebrale del nostro presente, ma non teatro, non l’unica chiave possibile di messinscena. E’ vero che con una presenza come quella di Max Pisu – che dal cabaret viene e ha avuto i suoi esordi al Premio Tognazzi degli anni d’oro – una sorta di deriva cabarettistica poteva essere intuibile, ma a Nudi e crudi di Alan Bennet visto al Bellini non ha certo reso un buon servizio. Si dirà inoltre che Max Pisu nei panni di Mr Ransom cercava una sua misura, Alessandra Faiella, nei panni di Mrs Ransom cavalca con efficacia la deriva della comicità allampanata, a Claudio Moneta spetta – nel disegno registico di Marco Rampoldi – la macchietta dei caratteri, dei tanti personaggi che i due coniugi incontrano quando, tornati dall’opera dal Così fan tutte di Mozart, si ritrovano il proprio elegante appartamento completamente svaligiato di ogni bene, e non ‘rapinato’ come insiste a dire Mrs Ransom, corretta dal marito, pignolo e maniacale. Da una situazione che assume subito i toni del paradosso e dell’assurdo parte il racconto di Alan Bennet, adattato per la scena da Edoardo Erba. Non ci vuole molto a capire che quella casa svaligata è metafora, è un pre-testo per dire altro, altro che pian piano emerge e che ha per oggetto la relazione fra i due coniugi perfetti e inappuntabili come la loro casa misteriosamente scomparsa e che altrettanto ‘magicamente’ ricomparirà in un deposito, ricostruita nei suoi minimi particolari e trasferita per un equivoco con la perizia di chi ricostruisce piazza dopo piazza le scene di uno spettacolo. Ma il tempo che passa dall’amara sorpresa alla risoluzione del mistero è sufficiente per mettere in evidenza la non relazione fra i due coniugi Ransom, per far emergere l’insoddisfazione di lei nei confronti delle manie sterili del marito, basta per far precipitare le cose fra registrazioni di amplessi, Mozart e un colpo secco che libera la donna dal marito pedante… Ed è questa amarezza di fondo, ed è questa cattiveria sotterranea che sono mancate a Nidi e Crudi, è la ferocia umoristica di Bennet che non è emersa. si è preferita la macchietta, la comicità farsesca alla pungente ironia di un testo il cui malessere interno è più da intuire che altro. ben inteso il pubblico si diverte, la risata arriva perché tutto ci riporta alle sit-com televisive e non certo alla forza del teatro che può essere si leggero ma non banalmente farsecso come è accaduto per Nudi e crudi diretto da Marco Rampoldi.
NUDI E CRUDI dal racconto The clothes they stood up in di Alan Bennett, traduzione e adattamento di Edoardo Erba con Alessandra Faiella, Max Pisu e Claudio Moneta, regia di Marco Rampoldi, produzione Teatro della Cooperativa

14 Novembre 2013

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