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Sabato 22 Settembre 2018

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CREMONA

Prosa: Storia di sofferenza e consolazione

Al teatro Ponchielli lo spettacolo 'Qualcuno volò' per la regia di Gassman

Prosa: Storia di sofferenza e consolazione

CREMONA - A tendere l’orecchio e a stare attenti ai movimenti in platea si sentivano e si percepivano. Partecipavano, applaudivano, ridevano più di molti spettatori, quasi a far intendere che loro ne sapevano più degli altri, pronti a premiare ogni atto di indipendenza dalla cattivissima suor Lucia (Elisabetta Valgoi), incarnazione dell’istituzione totale, avrebbe detto Franco Basaglia.
Accompagnati dal loro educatore alcuni ospiti di Sospiro hanno respirato, gioito delle libertà conquistate dai malati mentali del manicomio napoletano di Qualcuno volò sul nido del cuculo, in scena martedì 28 febbraio al Ponchielli. A stare attenti, la ‘rivoluzione’ portata avanti da Dario Danise (Daniele Ruso) nella versione partenopea del romanzo di Ken Kesey e della pièce di Dale Wasserman, riscritta da Maurizio de Giovanni ieri sera era in platea con il pubblico. Noi attenti normodotati, pronti a commuoverci per la storia di quei reclusi - portata sul grande schermo da Milos Forman e interpretata nel ruolo del detenuto finto matto da Jack Nicholson – avevamo a pochi metri quella realtà, sul collo il suo respiro e la voglia di essere nel mondo, come gli altri, né più, né meno.
Qualcuno volò sul nido del cuculo, nella versione scenica di Alessandro Gassman, è l’esempio di un teatro di rappresentazione che narra una storia, lo fa con coerenza e usando tutti gli escamotage che può permettere lo spettacolo dal vivo. La vicenda dagli States fine anni Settanta è trasferita nel 1982 nell’ospedale psichiatrico di Aversa. Perché una data così precisa? Perché la consapevolezza di sé parte proprio dalla finale dei mondiali Italia-Germania, immaginata dai degenti del manicomio e proiettata nello sguardo esultate e trafelato di Paolo Rossi. Il segno della consapevolezza è tutto nel ‘risvegliarsi’ del gigantesco Ramon (Gilberto Gilozzi), gigante buono piegato dagli elettrochoc. Dalla finalissima dei mondiali – lo spirito italiota non si smentisce - parte il riscatto basagliano in salsa partenopea. Lo spazio scenico, ideato da Gianluca Amodio, descrive ogni dettaglio con piglio televisivo-realistico, in sintonia con la regia che richiede agli attori di fare i matti e non essere matti. E siccome Alessandro Gassman vive di cinema, trasforma come sua abitudine il palcoscenico in un set cinematografico, fa ampio uso di una colonna sonora che sottolinea i momenti di maggior pathos, usa le luci come zoom di un film che si compie nel qui e ora della scena. L’effetto di tutto questo? Beh un racconto che va via liscio, liscio, malgrado le quasi tre ore di durata. Qualcuno volò sul nido del cuculo si avvale di un affiatato cast di attori, generosi e ben delineati nei loro ruoli per gesti e tonalità: Mauro Marino, Giacomo Roselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito, Giulia Merelli. E se pure – ovviamente, viene da aggiungere – Qualcuno volò sul nido del cuculo di Gassman è un pallido riflesso della grandezza del film di Milos Forman, seguirlo non costa fatica, si capisce tutto, si condivide la sofferenza di quei matti e l’entusiasmo dei loro atti d’emancipazione. L’applauso è di quelli consenzienti per un pubblico che se va bene si muove a commozione, ma l’attenzione rimane alla fine agli ospiti di Sospiro e alla loro umanità stracolma di verità.
Oggi, mercoledì 1 marzo, alle 18 nel foyer la compagnia di Qualcuno volò sul nido del cuculo dialogherà con Nicola Arrigoni per poi replicare lo spettacolo alle 20,30.

01 Marzo 2017