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Giovedì 15 Novembre 2018

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TEATRO PONCHIELLI

Oltrei banchi: migranti fra quiz e racconto

Venerdì 13 gennaio lo spettacolo del Teatro dell'Archivolto ha aperto la rassegna

Oltrei banchi: migranti fra quiz e racconto

L'attore Giorgio Scaramuzzino con Leonardo

CREMONA - Il teatro vive nel e del presente ed è bello che la rassegna Oltreibanchi del Ponchielli abbia individuato in alcuni spettacoli per le scuole la possibilità di riflettere sull’immigrazione. Questo è stato il tema dello spettacolo di venerdì 13 gennaio di Senza sponda. Storie di uomini e migranti di e con Giorgio Scaramuzzino. Lo spettacolo, tratto dall’omonimo saggio di Marco Aime, frequenta il format del teatro di narrazione e, almeno all’inizio, lo fa con una sorpresa che ben predispone.

Giorgio Scaramuzzino si inventa una sorta di ‘quizzone televisivo’ chiamando alcuni ragazzini dalla platea. Con una serie di domande: i crimini sono aumentati con l’aumento degli immigrati? I rifugiati ci rubano il lavoro? Domande a cui i ragazzi sul palco e quelli in platea rispondono con qualche luogo comune. L’effetto è raggiunto: certe presunte verità sono smentite dai dati, dalla realtà. Ad ogni ragazzino che ha partecipato al ‘quizzone’ viene dato un dono di consolazione: una bottiglia d’acqua che serve da galleggiante per chi si ritrova a naufragare nel mezzo del Mediterraneo, piuttosto che un tubetto di dentifricio, efficace per annullare gli effetti dei gas lacrimogeni. Il gioco racconta della realtà più di qualsiasi racconto e — paradossalmente — più delle storie che l’attore recita. Storie di migranti: un bimbo eritreo, una famiglia siriana in fuga dalla guerra, un italiano che all’inizio del ‘900 migrò in America in cerca di fortuna.

I ragazzi in sala ascoltano i racconti in silenzio, ma la partecipazione si accende con il coinvolgimento diretto e senza dubbio è la parte che più rimane impressa di Senza sponde. Il verso alla banalità dei quiz televisivi dice di più della paura dei migranti e delle loro storie di quanto non facciano le narrazioni che costituiscono il corpus dello spettacolo, forse questo per quel antico e un po’ usurato modo di recitar raccontando che caratterizza il teatro ragazzi.

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14 Gennaio 2017