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Domenica 11 Dicembre 2016

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STAGIONE DI PROSA 2015/2016

Quando il musical è un mito

Al teatro Ponchielli in scena l'applaudito 'Jesus Christ Superstar' con l'attore protagonista Ted Neeley

JESUS CHRIST SUPERSTAR

L'attore Ted Neeley

CREMONA — Ted Neeley sale da una botola e l’emozione di chi ha amato il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice (1972) e il film di Norman Jewison (1973) è fortissima... Così almeno si crede e s’immagina. Perché martedì 12 gennaio al comparire dello storico protagonista di Jesus Christ Superstar ci si sarebbe aspettato un applauso caloroso e invece niente. Il pubblico del Ponchielli — gremito come non mai — segue con attenzione e si scalda pian piano, concentrato in quella che fin dall’aprirsi del sipario appare come un’esperienza teatrale sui generis, qualcosa che va al di là del semplice musical; sarà forse il soggetto? Perché tutto questo? I ricordi del film — per la quasi totalità del presenti, almeno si crede — riemergono dalla memoria, la versione di Massimo Romeo Piparo — come accadde nel febbraio 2002 al Sociale di Soresina — recupera, cita, si coccola il film e i suoi lasciti memoriali; a Soresina allora c’era il Giuda originale, Carl Anderson. Così non possono mancare le impalcature in tubi innocenti, c’è una sorta di anfiteatro, ci sono le proiezioni che evocano quei resti romani che nel film facevano da ambientazione alla vicenda. Ci sono i video che citano parte dei testi per aiutare il pubblico, se non a seguire, a riflettere su quanto accade, ma soprattutto c’è la musica che sollecita la memoria, che conferma come Jesus Christ Superstar sia a suo modo un capolavoro sempreverde. Ted Neeley si sposta come una sorta di ‘icona sacra’ e benedicente in mezzo ad un cast di ballerini e cantanti in continuo movimento, sembra quasi un extraterrestre vicino a un cast di ragazzi o poco più che ovviamente non c’erano allora, nel lontano 1972 e che si ritrovano a vivere non solo un musical, ma la mitologia di uno spettacolo che ha fatto epoca e storia. Così assistere a Jesus Christ Supertar regala un mix di nostalgia e tenerezza, chiede di abbandonare qualsiasi tipo di valutazione e lasciarsi andare. A ogni canzone il gioco è istintivo: richiamare le scene del film che Piparo suggerisce e fa mimare e agire da un cast in sintonia in cui l’esecuzione della musica dal vivo e i cantanti protagonisti sanno conquistare. Se Ted Neeley alimenta il mito, è il trait d’union fra l’originale e la vita quarantennale del musical: Feysal Bonciani (Giudea), Paride Acacia (Hannas), Simona Distefano (Maddalena), Emiliano Geppetti (Pilato), Claudio Compagno (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Salvador Alex Torrisi (Erode) e Mattia Braghiero (Pietro) sono il qui ed ora di Jesus Christ Superstar, anno 2016 e lo sono con ammirevole e commovente coerenza, fedeltà assoluta all’originale. E non potrebbe essere altrimenti — insegna Massimo Romeo Piparo — il pubblico di Jesus Christ Superstar chiede che il tempo sia annullato e che il rito — come è giusto che sia — si ripeta sempre uguale, come immutabili sono le musiche, indimenticabili i brani. A dire del passare del tempo è Ted Neely che da quarant’anni veste i panni del Cristo e si conquista il caloroso applauso del pubblico, fra sciabordate di luce con voglia di resurrezione. E allora sul celebre motivo Jesus Christ Superstar scoppia l’applauso di un Ponchielli illuminato di nostalgica sacralità. Mercoledì 13 gennaio si replica (sempre alle 21) e sarà di nuovo Jesus Christ Superstar...

13 Gennaio 2016

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