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Martedì 20 Novembre 2018

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Maratonina, sul podio gli atleti del Kenya

Un fiume colorato di atleti si è riversato fra le vie della città

Cremona di corsa con la Maratonina

Ai nastri di partenza

CREMONA - 69.50: è questo il numero che, idealmente, racchiude tutti quelli legati alla sedicesima edizione della HMC - Mezza Maratona Città di Cremona, evento con Silver Label FIDAL. Di cotanta prestazione è stata infatti capace Winfridah Moraa Moseti, atleta keniana portacolori dell’Atletica 2005, capace di una prestazione straordinaria con un ottimo margine sulla seconda classificata. Ma andiamo con ordine. E’ la nebbia, presenza abbastanza scontata da queste parti, ad accogliere organizzatori e runner alla sistemazione degli ultimi dettagli del percorso e al ritiro dei pettorali; una nebbia che, nel breve, lascia comunque spazio ad un sole che scalda e da’ la forza agli atleti al via, molti dei quali, come spesso capita in quel di Cremona, capaci di siglare le proprie migliori prestazioni proprio qui alla HMC

 Sul fronte 21k, la gara maschile parla idioma keniano. Fin dai primi passi e per una quindicina buona di km, sono infatti in quattro a dettare il ritmo; e che ritmo! James Murithi Mburugo e Paul Kariuki Mwangi, riescono nella seconda parte di gara a staccare gli altri due compagni del quartetto più veloce, Joash Kipruto Koech e Gideon Cheruizot Kurgat, entrambi dell’Atletica Potenza Picena, rispettivamente terzo in 63.51 e quarto in 65.26 al traguardo.

Tra i due fuggitivi, invece, è bagarre: un continuo testa a testa fino all’ultimo chilometro tra i due alfieri del team run2gether; strappi e allunghi che vedono alternarsi i due compagni di allenamento fino a pochi metri dal traguardo quando Mburugo riesce ad avere la meglio. Sua la medaglia d’oro HMC 2017 con un crono finale di 62.51 contro il 63.05 di Mwangi.

Tra gli italiani, ottimo il rientro di Michele Palamini del GAV Vertova: insieme ad un gruppo di atleti  bergamaschi, l’ex azzurro di maratona si è classificato primo tra gli italiani e sesto assoluto. “Sono molto contento della mia prova. Non esagero dicendo che non sapevo se in grado di finirla, ma correndo con i miei compagni, anche le fatiche peggiori sono meno pesanti. Adesso corro con un’altra mentalità, cercando di divertirmi il più possibile. Non ho ancora i crono di un tempo nelle gambe, ma il 67 basso di oggi è un buon rientro dopo tre anni. Anche perché, lavorando, i tempi da dedicare agli allenamenti sono meno rispetto a qualche anno fa.”

 Ma è soprattutto al femminile che gli organizzatori della HMC ci hanno visto lungo: la prestazione della Moseti (il 69.50 di apertura), è sensazionale. La sua è stata una gara a due con la giovane Pauline Naragoi Esikon della squadra run2gether fin verso il settimo km; da lì in poi, lo strappo e la corsa in solitaria fino al traguardo. Un altro ritmo, un’altra tempre e un’altra andatura che le hanno permesso di chiudere la prova con oltre un minuto di vantaggio sulla seconda classificata – 71.13 e pb per quest’ultima.

Ancora più notevole il distacco sulle altre due atlete: la terza a spuntare in cima alla salita finale è stata Ivzne Jeruto Lagat di #Iloverun Athletic Team, che ha preceduto Marcy Wangari Wanjohi, compagna di squadra della vincitrice – 74.10 e 74.24 i loro rispettivi tempi.

Prima azzurra – e con personal best, la veterana Claudia Gelsomino: l’atleta dell’Atletica Palzola si è infatti migliorata di un secondo e “ancora una volta Cremona e la HMC si sono rivelate nelle mie corde: qui avevo fatto il mio personale, e qui mi sono migliorata quest’anno con il mio fresco 78.59. Stavo bene, le sensazioni erano buone e temevo una crisi a metà gara che, fortunatamente, non è arrivata. Anche questo nuovo percorso mi piace molto, molto più sensazionale ed emotivo, ma a mio giudizio meno veloce rispetto al precedente. Sono molto contenta e non potevo desiderare di meglio in vista della maratona di Valencia!”.

Oltre ai top runner, molti gli appassionati di corsa che hanno gioito di questa splendida giornata di sport.


«Per la prima volta nella nostra storia, l’edizione di quest’anno ha offerto a tutti i presenti un livello di sicurezza mai raggiunto prima», ha detto Michel Solzi presidente dei Cremona Runners organizzatori della manifestazione sportiva cittadina.

I top runner, iniziando dalle quote rosa, erano: Claudia Gelsomino (1969) dell’Atletica Palzola testa di serie azzurra della Hmc (suo il titolo italiano sulla doppia distanza del 2014); Ivyne Jeruto Lagat (Kenya 1993) #Iloverun Athletic Team: con il pettorale F4. Pettorale F3 per Mary Wangari Wanjohi (Kenya) del Team Run2gether – pb di 71.35. Va alla sua compagna di squadra Pauline Naragoi Esikon (1990) il pettorale F2. Era invece sulla maglia di Winfridah Moraa Moseti (Kenya 1996), alfiere dell’Atletica 2005, il pettorale F1.

Piccola parentesi per Mauro Cattaneo, da anni il cremonese più veloce, al via con il numero 9.

Tra gli uomini erano cinque i favoriti alla vittoria. Pettorale numero 5 per Gideon Cheruiyot Kurgat (Kenya, 1989) dell’Atletica Potenza Picena. A seguire, numero 4 per James Murithi Mburugo (Kenya, 1989), esordiente sulla distanza in forza al Team Run2gether. Numero 3 a Henry Kimani Mukurta (Kenya, 1990) che vanta un pb sui 21km di 62.39.
E, per finire, i due superfavoriti: pettorale numero due per Paul Kariuki Mwangi (Kenya, 1993), anche lui del Team Run2gether, con un pb di 61.25 e fresco di un quinto posto alla passata edizione della Hmc; numero 1 invece a Joash Kipruto Koech dell’Atletica Potenza Picena che proprio a Cremona lo scorso anno ha siglato il proprio pb di 62.10 con il quale si è assicurato la medaglia d’argento.

Da segnalare, due belle storie di rinascita che si svolgono proprio qui alla Hmc.
La prima vede protagonista Michele Palamini (Gav Vertova), azzurro di maratona agli Europei di Zurigo nel 2014, rientrato alle gare da un paio di settimane. Nessuna velleità di risultato per lui, ma la gioia e il piacere di rientrare nel sistema corsa ad alto livello, con il prezioso compito di portare al personale Nicola Nembrini, suo compagno di squadra.

La seconda, parla invece la lingua di Ernest Nti Johnson, profugo ghanese di 19 anni scappato dal proprio paese dopo una vera e propria avventura rocambolesca: orfano dei genitori, scampato agli aguzzini, sopravvissuto a morte quasi certa, e salvo dopo la traversata del Mediterraneo sui barconi, è ospite ora del centro accoglienza profughi e rifugiati di Varese e, sotto la guida di Silvano Danzi, sta mettendosi in luce nella corsa.

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15 Ottobre 2017