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Giovedì 08 Dicembre 2016

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BASKET SERIE A

Vanoli e l'addio a Vitali. Luca: "Spiace, ma ci sta"

L'ex capitano: "Cremona esperienza magica, non ho rimpianti, abbiamo fatto due anni da record insieme"

Vitali, il re non ha abdicato. "Mi opero e torno subito"

L'ex capitano della Vanoli Luca Vitali

FOLGARIA — «Cremona mi resterà nel cuore e in un futuro non si sa mai...». Luca Vitali è in ritiro con la Nazionale per preparare il torneo Preolimpico, sembra tranquillo ma sotto sotto anche i capitani hanno un cuore. La scelta della Vanoli di non confermarlo non lo ha lasciato indifferente. «Ma non ho mai voluto restare in paradiso a dispetto dei santi. Con Cremona ho un rapporto talmente intenso che nulla mi avrebbe mai portato a diventare un peso. E’ stata una scelta fatta dalla società, che accetto». Tre anni a Cremona. «Nell’arco di quattro anni ho passato tre campionati al PalaRadi. Ho sempre detto che la Vanoli mi ha ridato il sorriso e la voglia di giocare a basket in un momento in cui ero sfiduciato. Nutrirò sempre grande riconoscenza per questo ai colori biancoblù. Abbiamo passato tre anni stupendi, una salita continua, ci siamo divertiti, abbiamo fatto tanti record e ci siamo emozionati tutti insieme. Perchè io mi sono sempre considerato parte del progetto, a 360 gradi». Vitali è stato tanto inseguito, ora che aveva il contratto non è stato confermato. «Dopo la prima stagione magica a Cremona sono andato a Venezia. Ma sentivo un grande debito di riconoscenza per quanto fatto dalla società per me in un momento difficile. La Vanoli arrivava da una stagione complicata e sono stato felice di poter restituire un po’ di quanto avevo preso. Sono tornato per dare una mano e iniziare un ciclo. In questi due anni abbiamo fatto la storia di questa società e del basket cremonese. Ora le cose sono cambiate, ma augurerò sempre alla Vanoli di fare campionati di così alto livello». Cosa le mancherà di Cremona? «Tutto. La tranquillità, ma anche il centro storico, la Festa del torrone. Non sono uno che ama molto uscire, ma a Cremona si sta bene». Ha qualche rimpianto? «No. Ho sempre dato tutto per questa maglia con un senso di responsabilità enorme. Ho giocato un anno e mezzo con una frattura al piede. Non ho mai voluto fermarmi, se non in condizioni disperate. Ho sempre pensato che prima dei miei interessi ci fossero quelli della squadra e ci ho sempre messo la faccia. Rimpianti non ne ho. Poi non si sa mai. Magari tra qualche tempo potrei tornare a giocare con la maglia della Vanoli. Nella vita non bisogna mai escludere nulla». Cosa le ha lasciato l’ambiente biancoblù? «Il rapporto con le persone. Ho stretto tante amicizie. Il pubblico mi ha voluto bene e sempre sostenuto. Ho sentito l’affetto della gente dentro e fuori. E poi Aldo Vanoli che per me è stato più di un presidente. Abbiamo un rapporto speciale». Lo ha sentito? «Certo. E’ stato lui il primo a chiamarmi». Cosa le ha fatto più male? «Onestamente sentire il presidente così abbattuto nel momento di darmi la notizia dell’addio. L’ho sentito sofferente. Per il resto posso dire poco. Evidentemente la società ha pensato che non ci fosse più bisogno di me. E’ una scelta». Qualcuno dice che lei abbia pensato più alla Nazionale che alla Vanoli. «Sbagliano e di grosso. Se ho giocato per così tanto tempo con un osso rotto è perchè tenevo alla mia squadra. Se avessi pensato alla Nazionale mi sarei fatto operare a gennaio e sarei arrivato in perfetta condizione a fine stagione, pronto per il Preolimpico. Invece ho voluto tentare ogni sistema, ogni terapia per poter essere utile alla Vanoli. Anche su una gamba sola. Quale sarebbe stato il vantaggio di farmi operare così a ridosso del raduno azzurro? Sono arrivato al limite della sopportazione del dolore e quindi ho scelto di togliere quel maledetto sesamoide. Ora sto bene, ho risolto ogni problema». Il fatto che non fosse a Venezia nei playoff ha indispettito la società? «La società sapeva benissimo che stavo seguendo un programma di recupero intensissimo. L’obiettivo era quello di fare terapie otto ore al giorno per poter essere presente per l’eventuale gara 5 contro la Reyer. Ho forzato i tempi il più possibile, avrei dato qualsiasi cosa per poter rientrare e dare una mano nella sfida decisiva contro Venezia. Purtroppo non ci siamo arrivati». Può avere influito nell’addio una questione economica? «Per nulla. Ci siamo sempre seduti e in cinque minuti abbiamo sempre trovato l’accordo sui soldi. Non sono quelli che mi interessano, non avrei scelto Cremona se fosse per quello». Dove giocherà Vitali il prossimo anno? «Non lo so. Adesso sono concentrato sul lavoro da fare con la Nazionale. Vogliamo vincere il torneo Preolimpico e giocare l’Olimpiade di Rio. Sarebbe un modo per coronare un sogno». Come sta ora Vitali? «Bene. Mi sto allenando tutti i giorni con gli azzurri. Faccio sia la parte atletica che quella di basket. Come previsto l’operazione ha risolto ogni problema». Il futuro? «Mi piacerebbe provare un’avventura all’estero. Un campionato intero. Vedremo. Ripeto, magari ci potremmo anche rivedere a Cremona. Chi può dirlo?».

13 Giugno 2016

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