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Sabato 30 Luglio 2016

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BASKET SERIE A

Vanoli, gioia e progetti "Sognando l'Europa"

Intervista al presidente Aldo Vanoli: "Arrivare ai playoff il nostro nuovo traguardo. Mercato? Pronti a fare uno sforzo"

Vanoli, gioia e progetti "Sognando l'Europa"

Il presidente Aldo Vanoli

CREMONA — Una squadra fatta a immagine e somiglianza del suo presidente, zero fumo e tanta sostanza. La Vanoli e Aldo Vanoli un connubio che a Cremona ha saputo rilanciare il basket e portarlo nell’olimpo delle big italiane. Il primo dirigente biancoblù parla a ruota libera, dalla squadra alla possibilità di creare nuove infrastrutture in città e non solo per la pallacanestro.

Seconda partecipazione alla Coppa Italia e subito semifinale. Primo posto in campionato. Come sta vivendo questo momento? «Con grande orgoglio. Al Forum ho provato davvero tante bellissime emozioni, così come quando osservo la classifica. Dopo la gara contro Sassari, vinta in quel modo con quel carattere è scesa anche una lacrimuccia, ma non sono stato il solo a lasciarmi andare. In tanti avevano gli occhi lucidi, sia in campo che fuori. Per questo voglio fare i complimenti a questi ragazzi e a tutto lo staff che lavora sodo ogni giorno e si sta togliendo tante belle soddisfazioni».
Tutti, o quasi, dedicano questi successi al presidente. Ma il presidente a chi vuole ‘regalarli’? «Alla mia famiglia. Sono entrato a far parte di questo sport un po’ per caso ma non sarei ancora qui se non avessi il supporto di mia moglie, dei miei figli e di tutti i miei nipotini. Un pensiero va a anche a Secondo Triboldi che mi ha fatto entrare in questa splendida spirale che è diventata parte della mia vita».
I cremonesi hanno ormai la Vanoli nel cuore. Ha visto in quanti erano al Forum? «Cosa possa fare se non ringraziarli. Spero che questi successi possano renderli sempre più partecipi della nostra famiglia. A Milano erano tanti i cremonesi, ma anche tanti i milanesi a tifare per noi nella sfida contro Sassari».
Dal presidente di Lega, Marino, a molti presidenti di serie A la Vanoli è diventata un progetto da seguire. «Noi abbiamo solo cercato di lavorare e farlo senza sprecare soldi. Non è facile ma abbiamo voluto credere negli italiani e alla fine tutto sta andando per il meglio. Certo, fa piacere quando parlano di noi in toni positivi».
Tre anni fa c’è stato il rischio di chiudere, ora siete primi. «Ci siamo guardati in faccia e abbiamo fatto il possibile per mantenere una squadra in serie A in città. Con gli anni poi l’ingresso di Davide Borsatti (che ormai è innamorato pazzo di questa squadra) prima e Alberto Pontevichi poi ci ha dato una mano».
Lei è partito da totale neofita. Ora sa cos’è un pick and roll? Vanoli ride di gusto: «Diciamo che dopo un po’ di anni qualcosa ci capisco. Quando ho iniziato il basket per me era come parlare arabo. Vedevo tanti movimenti e sentivo tanti fischi ma senza una logica. Di certo ho capito subito la filosofia di questo sport che è un po’ quella che ha accompagnato la mia vita. Fino a che c’è un secondo sul tabellone tutto può succedere e quindi non bisogna mai mollare».
Ora quali sono i sogni? «Io sono un tipo pragmatico e penso già alla prossima stagione e a quanto sarà difficile poter garantire un certo standard. Spero che la gente capisca che la nostra società farà sempre il massimo per fare grandi cose, ma sarà complicato restare sempre al vertice. Certo sognare fa bene e nessuno ce lo può negare. Quindi nel breve arrivare per la prima volta ai playoff sarebbe bellissimo. Nel lungo termine la voglia di tentare una coppa europea è tanta, ma serviranno forze fresche e qualcuno che possa entrare nella nostra famiglia per trovare qualche soldino in più».
A Cremona si parla tanto della necessità di un nuovo palazzetto. Lei potrebbe farci un pensierino? «Credo che serva essere realisti. Costruire una nuova struttura più capiente sarebbe bello, ma anche costoso così come la gestione negli anni seguenti. Non basterebbero più un paio di volontari. Penso che il PalaRadi sia una struttura sufficiente per Cremona, soprattutto è bello vederlo sempre pieno. Avere tremila posti in più ma quasi sempre vuoti non mi sembra il massimo. Nel PalaRadi stiamo facendo piccoli ma sostanziali investimenti. Al di là della tribuna dietro al canestro, abbiamo rinnovato tutta l’illuminazione, sistemato l’ingresso e durante l’estate rinnoveremo gli spogliatoi. Per Cremona credo che quello che servano siano altre strutture».
In che senso? «La mia idea sarebbe quella di creare un piccolo centro sportivo per poter far giocare e allenare sia i più piccoli che la prima squadra».
La sua zona dietro al Juliette per esempio? «Potrebbe essere il posto giusto. Si potrebbero creare tre campi polivalenti coperti, con un occhio alla ecosostenibilità. Parlo di pannelli solari, di impianti fotovoltaici. Al di là delle nostre squadre si potrebbero avere strutture da sfruttare sia per la pallavolo che per il calcetto durante tutta la stagione. Un modo per decongestionare le pochissime palestre che ci sono in città».
Tornando alla squadra. E’ pronto a fare l’ultimo sforzo sul mercato? «Assolutamente sì. Chiaramente serve trovare il giocatore giusto, sia dal punto di vista tecnico che economico. Non abbiamo fretta».

23 Febbraio 2016

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