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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

Zanetti, bandiera nerazzurra

L'ex capitano dell'Inter ha presentato a palazzo Cittanova il libro autobiografico 'Giocare da uomo'

Zanetti, bandiera nerazzurra

Gigi Simoni, Javier Zanetti e Paolo Loda

CREMONA - Ha fatto tappa nella sala di palazzo Cittanova (ricolma di tifosi e appassionati), martedì 17 novembre, l'ex capitano e 'bandiera' dell'Inter Javier Zanetti. L'occasione era la presentazione del suo libro autobiografico 'Giocare da uomo' (edizioni Mondadori), incontro organizzato dal settimanale Mondo Padano con la presenza di Gigi Simoni, presidente della Cremonese ed ex allenatore dell'Inter. A moderare la serata Filippo Gilardi e Paolo Loda.

Jeans blu, una giacca scura sopra un maglione blu ed una camicia bianca. Zanetti si è presentato al pubblico con una decina di minuti di anticipo rispetto al programma ma alla fine ha accontentato a lungo i suoi tifosi concedendo autografi e concedendosi a centinaia di fotografie. Introdotto da Filippo Gilardi e intervistato da Paolo Loda, giornalisti del settimanale cremonese, Zanetti è salito sul palco insieme a Gigi Simoni (che lui chiama ‘maestro’), presidente della Cremonese ma allenatore di quell’Inter che vinse la Coppa Uefa nel 1998 a Parigi nella finale con la Lazio e si classificò seconda in campionato alle spalle della Juventus. «Ricordo — ha detto Zanetti — l’emozione dopo quel gol a Parigi. Mio padre era in tribuna e tutti andarono ad abbracciarlo. Per me una doppia soddisfazione, visto che sono riuscito a far provare a papà la stessa mia emozione». Zanetti, nato il 10 agosto 1973 nel giorno di San Lorenzo, ha ricordato i suoi primi calci al pallone, nelle strade del sobborgo Dock Sud di Buenos Aires. «Fu una grande delusione quando i dirigenti dell’Indipendiente, squadra in cui ho cominciato a giocare e per la quale continuo tifare, mi dissero che ero troppo gracile e quindi mi scartarono. Decisi di smettere e andai ad aiutare mio padre che faceva il muratore. Fu proprio lui a dirmi di non mollare, di credere nei miei sogni. E così feci, iniziando dalla serie B per arrivare alla carriera che tutti conoscete». Una carriera strepitosa, come ha ricordato Gigi Simoni. «Aveva 22 anni ma la testa da uomo. Un giocatore bravo e intelligente nella squadra migliore che ho allenato in carriera. Perchè se il fenomeno era Ronaldo il nostro Javier non era da meno. Pensate, segnò il gol nella partita alla fine della quale fui esonerato». Zanetti ha voluto citare la grande Inter di Aristide Guarneri (che era in sala) ed ha parlato di Maradona. «Un grande campione, che funzionava alla grande con Valdano al suo fianco». Loda punge Zanetti su quello scudetto perso all’ultima giornata. «Un giocatore (Adriano n.d.r.) non era al meglio, era appena morto suo padre, non c’era con la testa». Zanetti e Papa Francesco. «Quando l’ho incontrato mi ha detto a memoria tutta la formazione del San Lorenzo dei suoi tempi. Un personaggio semplice di cui il mondo aveva bisogno».
Un argentino umile e modesto. Proprio come Javier.

18 Novembre 2015

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