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Domenica 04 Dicembre 2016

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BASKET SERIE A

Washington, parola di leader

Presentato al PalaRadi il giocatore americano della Vanoli che è molto carico: "Sono qui per cercare di creare ancora più entusiasmo"

Washington, parola di leader

L'ala americana Deron Washington della Vanoli

CREMONA — «Ho trovato un bellissimo ambiente, un’ottima organizzazione societaria e uno staff tecnico di prim’ordine. La prima uscita contro Trento ha lasciato ottime sensazioni, abbiamo tante frecce al nostro arco; e con il rientro di Luca Vitali e Marco Cusin saremo al completo e sarà ancora più bello». Deron Washington, il 30enne giocatore americano di New Orleans (201 centimetri di altezza), ingaggiato dalla Vanoli come ala piccola titolare, dimostra di essere un leader anche al di fuori del campo, aiutato dalla maggiore esperienza rispetto alla maggior parte dei suoi nuovi compagni. Un bravo giocatore, un leader, ma soprattutto una grande persona; è il vicepresidente Alberto Pontevichi a spiegare che la scelta di Washington «è stata fatta tenendo conto delle sue caratteristiche tecniche e dell’esperienza già maturata in Italia e in Israele», oltre che alla grande capacità di coinvolgere il pubblico: «Deron ci farà appassionare ancora di più al basket». Pontevichi svela anche un episodio: «Ieri sera eravamo tutti a cena insieme e Deron era con la famiglia; il figlio più piccolino stava in braccio a tutti, l’altro più grandicello si è subito integrato con gli altri bambini. Ritengo sia il segnale del clima positivo che si respira all’interno del team, della #vanolifamily; una bellissima armonia che ci rende ancora più fiduciosi per la stagione». Il general manager Andrea Conti ha rimarcato il fatto che dopo Elston Turner, Deron è l’uomo con più esperienza in squadra e tutti ricordalo la sua esperienza a Pistoia conclusa alla gara 5 di playoff contro Milano e con più di una scintilla con Alessandro Gentile. «Soprattutto — ha sottolineato Conti — ritengo che a livello tecnico Deron sia un ‘collante’ grazie alla dimensione difensiva e tecnica visto che con James (Southerland, ndr) si può alternare nel ruolo di ‘4’. Deron sarà un leader molto positivo in campo, tutti ci hanno parlato benissimo di lui e dato ottime referenze». Figlio di un giocatore professionista di football americano e di una giocatrice di basket, Washington ha sempre vissuto a contatto con lo sport, ma il ruolo della mamma è stato fondamentale per indirizzarlo verso la palla a spicchi. Quest’anno, prima di accettare la proposta della Vanoli, ha potuto ‘respirare’ l’aria della Nba grazie ai 77 giorni vissuti con i Detroit Pistons: «E’ stata un’esperienza positiva — ha spiegato Deron — che mi ha permesso di allenarmi con grandi giocatori. Non c’è stata la possibilità di un contratto, ma è stata un’esperienza importante per me». Oltre che a Pistoia due anni fa, Deron Washington ha giocato per due anni anche in Israele: «Ma preferisco la lega italiana; in Israele possono scendere in campo due americani alla volta, ci sono molte regole, è un campionato troppo controllato. In Italia c’è una migliore organizzazione e il campionato è decisamente più competitivo». Ci teneva, eccome, Deron Washington a tornare in Italia e Cremona è stata una scelta ben precisa: «Il mio obiettivo per questa stagione è aiutare la squadra a fare il meglio possibile per raggiungere il traguardo dei play-off e andare il più lontano possibile anche in funzione di una eventuale qualificazione alla Coppa. Sono qui per fare tutto quello che serve ed è necessario per ottenere buoni risultati e per creare ancora più entusiasmo da parte del nostro pubblico». E se non sono parole da leader queste...

02 Settembre 2015

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