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Sabato 10 Dicembre 2016

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BASKET SERIE A

Pancotto: "E' la mia Vanoli. E McGee farà anche il play"

Intervista all'allenatore dei cremonesi: "La squadra è quasi completa, centrati gli obiettivi e rispettato il budget"

Pancotto: "E' la mia Vanoli. E McGee farà anche il play"

Coach Pancotto durante un time out

CREMONA — Manca solo una pedina per completare la Vanoli 2015-2016. Il grosso del lavoro è stato fatto e coach Cesare Pancotto è decisamente soddisfatto. La sua creatura sta prendendo forma, ma guai a dare per scontate troppe cose. «Perché nessuno ci regalerà nulla e perché prima di esprimere dei giudizi devo allenare questo gruppo. Fino a questo momento abbiamo rispettato la tabella di marcia, ma non ci sono state spese folli, il budget è lo stesso dello scorso anno. L’inizio della stagione si avvicina e con la data anche l’adrenalina».

Partiamo dalla fine con l’arrivo di Tyrus McGee. «E’ il giocatore che volevamo fortemente. Parliamo di un ragazzo sveglio, veloce, capace di tirare da tre punti, di inventarsi sempre qualcosa e di marcare play e guardie avversarie. Un lottatore come quelli che piacciono a me».

Ok, ma è una guardia. Chi darà il cambio a Vitali da play? «Lo scorso anno credete che Jazz Ferguson fosse abituato a fare il regista? Ci abbiamo lavorato e alla fine abbiamo ottenuto dei buoni risultati. McGee è un giocatore che può giostrare anche da play, per lo meno deve lavorare per poterlo fare. Avrà del tempo per adattarsi visto che Vitali salterà buona parte della preparazione visto che sarà impegnato con la Nazionale all’Europeo. In più ci sarà l’innesto di un giovanotto in quel ruolo. In ogni caso anche Turner è in grado di portare palla, è una soluzione in più. Comunque sono convinto che McGee migliorerà tanto anche come playmaking».

Vitali e Cusin in Nazionale. Vivrà la manifestazione con ansia? «Ci sono tre sensazioni contrastanti dentro di me. La prima è quella da tifosi della Nazionale che spera che questo gruppo riesca ad andare molto lontano in questo Europeo. La seconda è da tifoso Vanoli che è orgoglioso di vedere due suoi giocatori con la maglia azzurra. La terza è da allenatore che vive con un po’ di apprensione vedendo il suo play e il suo pivot da quintetto sempre in campo, ma non con la propria squadra. Ma come diceva sempre mia nonna, il gas non si consuma se non fai mai da mangiare...».

La Vanoli ha scelto giocatori con esperienze di serie A alle spalle. «Abbiamo puntato su un quintetto con una conoscenza maggiore del nostro campionato alle spalle. Detto questo in panchina abbiamo cinque ragazzi che devono ancora abituarsi a questa categoria. Non abbiamo fatto spese pazze, il nostro budget non è cambiato rispetto lo scorso anno, lo ripeto».

La famosa lista fatta prima del mercato è stata rispettata? «I giocatori che abbiamo nel roster attualmente rispecchiano esattamente quello che volevamo e potevamo prendere».

In che senso? «Che abbiamo idee chiare, ma il nostro resta sempre un budget sostenibile e non diverso rispetto al passato. Comunque sono soddisfatto di quanto fatto fino a questo punto. Ora bisogna completare il gruppo e iniziare a lavorare in palestra».

Manca sempre l’ala grande. «Stiamo visionando tantissimi giocatori. Non sempre possiamo fare il mercato, a volte dobbiamo anche subirlo e quindi aspettare il momento giusto. Abbiamo lanciato qualche amo, aspettiamo che arrivi il pesce giusto. Intanto prepariamo alternative in caso non abbocchi nessuno».

In quel ruolo c’era l’ipotesi di un ritorno di Clark. Si aspettava un comportamento più lineare del giocatore? «Clark ha dato tanto alla Vanoli e ha ricevuto tanto da noi. Ricordo sempre che la nostra Serie A è diventata una lega di sviluppo e fa piacere vedere che giocatori che hai fatto crescere abbiano offerte importanti. Chi si aspetta riconoscenza non faccia del bene».

Il precampionato sarà denso e impegnativo. «E’ stata una scelta precisa. Volevamo tante partite difficili per ambientarci subito con il nuovo campionato. Voglio mettere i ragazzi sotto pressione e capire quanto possono dare e come possono crescere. Il gruppo sarà praticamente tutto nuovo all’inizio senza Cusin e Vitali e quindi voglio test probanti e non scampagnate. Le difficoltà sono la miglior medicina per poter crescere».

27 Luglio 2015

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