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Domenica 04 Dicembre 2016

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Confermate tutte le combine, si aggrava la posizione di Mauri

Secondo round nell'interrogatorio di Ilievski, il macedone consegnò denaro a Gervasoni anche nel locale di Clarence Seedorf

Confermate tutte le combine, si aggrava la posizione di Mauri

CREMONA - Confermate le combine di tutte le partite finite nell’immenso calderone dell’inchiesta sul calcioscommesse. Si aggrava la posizione di Stefano Mauri, il centrocampista e capitano della Lazio.

 

E’ inarrestabile Hristiyan Ilievski, il gigante macedone e uomo di punta del «gruppo degli zingari». Dopo le quattro ore di martedì 28 aprile, mercoledì 29 l’ex testa di cuoio della polizia macedone parla per altre tre ore e conclude l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Guido Salvini e al procuratore Roberto di Martino.

 

Per Ilievski il mondo delle scommesse non aveva segreti nella triplice veste di corruttore di giocatori, compratore di notizie e scommettitore. E sempre per cifre di centinaia di migliaia di euro, come quando con Almir Gegic, il suo sodale, consegnava a Carlo Gervasoni, ex Cremonese e Piacenza, il denaro per l’acquisto dei giocatori al Finger’s, ristorante di lusso nippo-brasiliano nel cuore di Porta Romana, a Milano, di proprietà dell’ex calciatore e allenatore del Milan Clarence Seedorf.

 

Dopo la combine di Lazio-Genoa del 14 maggio 2011, è confermata quella di Lecce-Lazio del 22 maggio successivo. «In quella partita era coinvolto più di un giocatore — dice una fonte investigativa —. Mauri aveva il suo ruolo». Funzionava così. La cordata ungherese aveva consegnato il denaro a Ilievski, che agiva su più tavoli, non solo per gli uomini di Singapore.

 

Da Ilievski un contributo decisivo. «Una bomba», dice un inquirente, che aggiunge: «L’inchiesta è cementata».

 

Al termine dell’interrogatorio, Ilievski saluta l’avvocato Luca Curatti, e risale sul cellulare che lo riporterà nel carcere di Ca’ del Ferro, schermandosi il volto con una cartelletta.

 

Martedì prossimo sarà di nuovo interrogato, stavolta dal procuratore Roberto di Martino. E nello stesso giorno sono attesi a Cremona i funzionari dello Sco della polizia. Intanto, il ct della Nazionale, Antonio Conte, indagato per frode sportiva in relazione a Novara-Siena del 30 aprile 2011 e Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011, rifiuta il patteggiamento proposto dal procuratore Roberto di Martino, che ha sul tavolo due memorie: una del ct azzurro, una dei suoi legali. In quest’ultima sono state riversate le testimonianze di 18 tesserati del Siena all’epoca allenato da Conte, che smentiscono le dichiarazioni di Filippo ‘Pippo’ Carobbio su Novara-Siena.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

29 Aprile 2015

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