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Venerdì 21 Settembre 2018

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CREMONA

Viaggio della Memoria 2017: i contributi degli studenti

Viaggio della Memoria 2017: i contributi degli studenti

Il forno crematorio di Gusen

Dal 10 al 12 aprile 2017 oltre 700 studenti si sono recati  in visita ai campi nazisti di Mauthausen e Gusen, in Austria. Questo viaggio ‘per non dimenticare’ è organizzato ormai da diversi anni dall’ex prof.ssa Ilde Bottoli, che ogni anno accompagna ragazzi provenienti da diverse scuole superiori di Cremona, Casalmaggiore e Crema. L’iniziativa negli anni ha toccato moltissimi campi europei, anche i meno conosciuti.

Mauthausen nasce nell’agosto 1938 come campo di lavoro e sterminio per dissidenti politici: i detenuti erano costretti a lavorare nelle cave di granito che si trovavano nei suoi pressi. A partire dal 1943 vi furono portati anche ebrei, omosessuali e senzatetto. La mortalità era altissima, a causa del sovraffollamento e delle condizioni igieniche e sanitarie disastrose: la speranza di vita si aggirava intorno ai tre mesi, migliaia di persone finirono tragicamente i loro giorni a Mauthausen e Gusen.

In merito al viaggio organizzato dalla prof.ssa Bottoli è stata allestita nel Comune di Cremona, in Sala Alabardieri, una mostra in cui sono esposti numerosi lavori realizzati dalle classi delle scuole aderenti al progetto.

La mostra storico-didattica: “Il sistema concentrazionario nazionalsocialista e il KZ di Mauthausen-Gusen (Austria) campo di eliminazione attraverso il lavoro (1938-1945)”, conclusiva della fase preparatoria al Viaggio della Memoria, sarà aperta al pubblico fino al 25 aprile 2017.
Durante la prima settimana di aprile i ragazzi, insieme ai docenti referenti, hanno presentato i lavori da loro realizzati riguardanti la storia e la memoria del KZ di Mauthausen-Gusen con gli strumenti da loro scelti, attraverso percorsi originali e frutto di impegno e creatività.

Gli studenti del Manin hanno condiviso, insieme ad altri istituti della città, il loro contributo il giorno 4 aprile, nella bella Sala Quadri del nostro Comune.

Coppi Anna, Bonetta Matilde, Parma Maddalena, Casablanca Giada, Danieli Aurora, Tronco Tommaso, Bertoglio Marianna, Tosi Carlotta, Pacifico Irene, Bruno David, Sbolli Elisa, Taino Martina: questi i nomi della delegazione del Liceo; i ragazzi hanno preparato una dettagliata presentazione sulla storia di Mauthausen e Gusen e hanno prodotto dei cartelloni esposti nella mostra; non sono mancate, durante la presentazione, diverse riflessioni personali e un grande impegno. Il Liceo Vida ha condiviso due video: uno sui diritti umani e uno sulle lezioni a tema svolte in classe. L’Istituto Einaudi ha portato una lettera, la testimonianza di un sopravvissuto a Gusen e un video.

Per l’occasione abbiamo fatto qualche domanda alla prof.ssa Barbara Dondi, docente di filosofia e storia nonché referente del viaggio per il Liceo Manin.

Cosa pensa dei viaggi della memoria?

Personalmente ritengo che siano fondamentali. È necessario che i ragazzi vedano almeno una volta con i loro occhi i luoghi di sterminio di cui tanto hanno sentito parlare, solo così possono prendere piena consapevolezza di ciò che è avvenuto, affinché una tale tragedia non si possa ripetere. Non dobbiamo dimenticare che loro sono il futuro.

Come reagiscono di solito i ragazzi di fronte a questa esperienza?

In genere l’atteggiamento dei ragazzi diventa più consapevole nel corso del viaggio: quando si trovano all’interno dei lager si notano in loro sentimenti di profondo rispetto, ma anche di emozione e tristezza. Anche i ragazzi che normalmente si comportano come se non gli importasse mostrano una maturazione e riescono a capire l’importanza della conoscenza di tutto questo.

Dopo la presentazione dei lavori dei ragazzi e la visita alla mostra in Sala Alabardieri torniamo verso il Liceo arricchite, convinte che sia necessario condividere questa riflessione: l’insegnamento che ricaviamo da questi viaggi non sta solo nel ricordare fatti legati alla seconda guerra mondiale, ma nel riflettere sull’oggi, ben consapevoli che la mancanza di rispetto nei confronti di chi è diverso può scatenare questo orrore.

Il passato può insegnarci molto. Non dobbiamo dimenticare ciò che è avvenuto, per non rischiare che accada nuovamente, ora e in futuro.

 

03 Giugno 2017