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Domenica 18 Novembre 2018

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Un piccolo grande aiuto

Un piccolo grande aiuto

Solidarietà è anche crescita personale

Solidarietà, o fratellanza, è il sentimento di chi si sente legato ai suoi simili da un vincolo morale, che lo induce a prestare loro aiuto quando c’è bisogno, sentendosi anche partecipe della loro condizione. Secondo la prospettiva cristiana si parla anche di amore, a cui ogni uomo è tenuto nei confronti del suo prossimo.

A volte però è molto più di questo; la solidarietà non è solo un modo di lavorare tutti insieme, ma è anche una crescita interiore in ognuno di noi. Indipendentemente dalle proprie capacità, ogni persona può far sì che in una giornata di un malato possa riaccendersi la speranza di tornare come prima, sano, normale, come tutti gli altri, perché tutti ne hanno diritto e ogni essere umano ha le doti per la realizzazione di tutto ciò. Lo dice la parola stessa: siamo “umani”, cioè uomini nello stesso modo, il che significa che ogni semplice cittadino di ogni piccola società è nato per educare i propri figli, per accogliere persone in difficoltà e dare una mano a chi ne ha bisogno. Non ci sono prove, non servono attestati per compiere tali azioni, l’unica cosa necessaria è la voglia e la gioia che tutti potrebbero mettere per rendere una società ancora più umana, senza specifiche regole, senza alcuni obiettivi prestabiliti, ma con la consapevolezza di essere stato utile al proprio quartiere o semplicemente al proprio compaesano, che magari un giorno potrà trascorrere una vita migliore, e aggregarsi ad un gruppo di volontariato, rendendosi conto che la fortuna che lo ha accolto è davvero immensa, spiegando agli altri che una persona sana non dovrebbe desiderare altro dalla vita.

Fondamentalmente molte persone si dedicano al volontariato, una delle principali e migliori associazioni dove spesso e volentieri si è in compagnia. Certo, non c’è nessun male a dare una mano singolarmente, come spesso capita con l’aiuto alle persone anziane, ma una organizzazione collettiva può fare la differenza e solo in meglio; c’è sempre bisogno di una persona che possa dare una mano, per fare dei particolari lavori o anche solo per creare dei momenti di pausa in cui poter fare due chiacchiere per conoscersi meglio. Quest’ultima affermazione sottolinea la lieve differenza tra lavoro individuale e collettivo, ovvero più compagnia, più divertimento, condivisione e lavoro di squadra, non per niente si dice “l’unione fa la forza”. Anche se, ogni persona che trascorre del tempo in compagnia delle persone che sta aiutando non significa che si stia annoiando, anzi, facendo con calma conoscenza, giorno dopo giorno, riuscirà anche a mettersi nei loro panni e capire come vivere veramente la vita a pieno, come magari vorrebbe fare lui, perché capendo il loro stato d’animo, o comunque di salute, può acquisire la positività e il coraggio di continuare ogni giornata nella maniera migliore. Questi sono i motivi che presumibilmente portano alla “solidarietà”, continuare a sostenere coloro che, malgrado la loro tenacia e voglia di vivere, non possono trascorrere in modo normale i giorni della propria vita.

Niente di eccezionale e complicato, nessun obbligo, basterebbe anche una settimana, ma una settimana in cui il tempo dedicato è prezioso, soprattutto per certe persone, che non meritano, come tutti, certe disgrazie.

03 Giugno 2017