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Mercoledì 23 Maggio 2018

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Ciclisti al Cittanova

Il palazzo di Cremona ospita l’ex campione ciclistico Francesco Moser

Ciclisti al Cittanova

CREMONA - "Ho capito fin dall’inizio che bisognava dedicarcisi anima e corpo per avere risultati, perché nessuno ti regala niente” così dà inizio all’incontro il celebre ciclista Francesco Moser. Il 12 aprile al palazzo Cittanova il rinomato sportivo ha, infatti, presentato il suo libro "Ho osato vincere".

Moser ha parlato della sua vita, cominciando da quando, all’età di 16 anni, ha iniziato ad allenarsi con il fratello Aldo, allora già professionista. Nelle valli del Trentino corre con tre degli undici fratelli per 5/6 ore al giorno, fino a che vince la sua prima gara. La sua carriera si colloca dal 1969 al 1988, con tappa nel 1971 in Toscana, dove entra a far parte della società del Bottegone a Pistoia. Qui ha sperimentato per primo il cardiofrequenzimetro, ossia un macchinario utilizzato per misurare i battiti cardiaci al minuto. Un'altra “pausa” se l’è presa quando, nel 1973 è stato operato. Negli anni ’70 ha inoltre partecipato a diverse corse a tappe: ogni giorno correva in posti diversi raggiungendo il numero finale di 21 tappe.

Il ciclista spiega che oggigiorno le gare vengono arbitrate diversamente: i gareggianti vengono filmati da telecamere poste su apposite vetture che possono intralciare il percorso e i tratti sono più brevi rispetto a quando lui gareggiava: sono tutti inferiori ai 200 km. Una volta erano organizzati in squadre con a capo un capitano, Moser era uno di questi; il compito del condottiero era quello di fare il tempo migliore al fine di portare alla vittoria tutta l’equipe. La vita dei ciclisti un tempo era molto più impegnativa di quella degli sportivi di oggi, era infatti molto intensa e a volte erano più i chilometri per raggiungere i luoghi delle gare che neanche quelli percorsi durante la gara stessa. Da un lato, però, permetteva più sbagli, oggi non è permesso commettere errori, tutto viene calcolato in precedenza e perciò sarebbe insensato farne.

L’ex professionista ha anche affermato che, a differenza di altri sport, nel ciclismo le agevolazioni sono inferiori in quanto bisogna correre con qualsiasi condizione climatica e psicologica. Il ciclista è famoso per il suo record dell'ora a città del Messico, stabilito nel 1984, definito come una straordinaria avventura realizzata grazie all'aiuto di un equipe importante, e per la vittoria del Giro di Lombardia, vinto grazie al cremonese Ceruti.

Moser ha inoltre rivelato la sua sconfitta più amara:al mondiale su strada di Nurburgring nel 1978 quando aveva già la vittoria in pugno ma poi è stato battuto in pochi centimetri da Knetemann.

Al termine dell'intervista gli viene rivolta un'ultima domanda sul caso Pantani alla quale Moser risponde analizzando l'ipotesi che il ciclista, indagato per doping, avrebbe potuto fermarsi 15 giorni, rifare le analisi e partecipare se pulito al Tour de France: il carattere fragile evidentemente lo ha fatto finire in un vortice da cui non è più riuscito ad uscire.

25 Maggio 2016