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Giovedì 15 Novembre 2018

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#MambaDay: la fine di un sogno durato vent'anni

Addio al mondo del basket dal campione Kobe Bryant

#MambaDay: la fine di un sogno durato vent'anni

CREMONA - Si è conclusa proprio questa notte, 13 Aprile 2016, la carriera di Kobe Bryant, una delle stelle del campionato più prestigioso al mondo della “palla a spicchi”.

Tantissimi i volti noti che non hanno voluto perdersi il suo congedo, tra star dello sport del calibro di Magic Johnson - il quale ha anche guidato la “standing ovation più lunga della storia dello sport” (come ha detto lui stesso) -, il mito Michael Jordan, Shaquille O'Neal, Paul Pogba e Massimiliano Allegri, il Milan intero (la sua squadra del cuore in fatto di calcio) che lo saluta con una frase d'impatto: 'gli eroi vanno e vengono, ma le leggende sono per sempre'.

Per non parlare dei numerosi sostenitori tra attori e cantanti: da Adam Levine – leader del gruppo dei Maroon 5- alla cantante Demi Lovato al rapper/attore Snoop Dogg, per citarne alcuni.

Insomma, nessuno era davvero pronto forse a dire addio al “vecchio” Kobe (o almeno lo è un uomo di 37 anni per i parametri sportivi!).

Gli stessi avversari gli hanno dedicato decine e decine di post sui social e hanno addirittura creato “hashtag” in suo onore del tipo: #MambaDay, #ThankYouKobe, #MambaOut.

Certo è che da stanotte il mondo del basket non sarà più lo stesso.

Come si può dimenticare un giocatore che realizzò, nel lontano 2006, ben 81 punti in una sola gara? Impossibile, infatti.

E, quasi per voler lasciare un segno indelebile della sua presenza e del suo passaggio sul campo da gioco, Bryant ha deciso di piazzare 60 punti anche nell'ultima partita, chiudendo in bellezza la sua storica carriera ventennale in quel di Los Angeles in maglia Lakers.

Con circa 33 mila punti realizzati (uno dei migliori realizzatori nella storia del basket), Kobe è pronto a lasciarsi alle spalle quel mondo di allenamenti, partite, conferenze e gloria che lo ha portato dove è ora, ma non intende abbandonare quello che ha fatto parte della sua vita da sempre: non tornerà più a giocare, ma l'intenzione è quella di tornare nella sua amata Italia (dove è peraltro cresciuto per seguire il padre, anche lui cestista), seguire i più giovani e, magari, indirizzarli sulla sua stessa strada.

Questo quindi è soltanto un arrivederci, con la speranza di vedere di nuovo in palestra il Black Mamba chissà, magari, in panchina a disegnare schemi...



25 Maggio 2016