il network

Domenica 23 Settembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


Giovani ciceroni per il FAI

Alcuni alunni del Manin si cimentano nell’esperienza di guide turistiche

Giovani ciceroni per il FAI

La chiesa di sant'Omobono meta delle giornate fai 2016

Intervista a Chiara Cheng e Angelo Russo, studenti di quarta del liceo linguistico Daniele Manin e apprendisti ciceroni per il FAI, Fondo Ambiente Italiano. È un ente che si occupa principalmente del mantenimento e della preservazione di monumenti e siti antichi del patrimonio italiano. Tra i più importanti in Lombardia: la Villa Necchi Campiglio a Milano, il Castel Grumello nel comune Montagne in Valtellina in provincia di Sondrio, il Monastero di Torba a Gornate Olona in provincia di Varese e nel comune di Roncobello, in provincia di Bergamo, il mulino di Baresi. A Cremona le due principali delegazioni FAI sono il Palazzo Pallavicino, la chiesa di Sant’Agostino e la chiesa di Sant’Omobono. Di seguito le domande.

Cosa vi ha spinto ad iniziare un percorso per diventare apprendisti ciceroni?

Ci ha molto attratto l’idea di poter essere, almeno per un giorno, delle guide turistiche. Crediamo sia un’esperienza che spesso non è né accessibile né comune per i giovani della nostra età. Un altro fattore che ci ha ulteriormente spronato a partecipare è stata l’idea di lavorare per un ente rinomato come quello del FAI.

Qual è precisamente il vostro compito?

Il nostro compito è comparabile a quello di veri e propri ciceroni. Come tali dobbiamo presentare a gruppi di turisti la Chiesa di Sant’Omobono. Tutto ciò è possibile anche grazie all’appoggio dei nostri professori, i quali ci forniscono le informazioni necessarie affinché possiamo svolgere al meglio il nostro lavoro.

Che percorso bisogna seguire per diventare ciceroni e da che età lo si può diventare?

Generalmente nel nostro istituto il progetto viene presentato alle classi quarte. Il percorso di formazione è semplice e facilmente accessibile a chiunque abbia interessi riguardo al territorio italiano, rivolgendosi ai professori. Questi ci hanno divisi in gruppi e fornito le informazioni circa una settimana prima. Successivamente abbiamo fatto un sopralluogo della chiesa, così da capire come muoverci.

È diverso essere guidati da uno studente piuttosto che da una guida professionista?

Personalmente crediamo di si, è decisamente differente l’impatto che può avere la spiegazione da parte di un ragazzo o di una ragazza così giovani rispetto a quello che può dare un professionista. A nostro avviso è spesso più coinvolgente ed emozionante sentire dei ragazzi piuttosto che degli adulti. Vedere studenti cimentarsi in questo progetto potrebbe aiutare ad invogliarne altri a intraprendere una tale esperienza e anche avvicinare il pubblico più giovane al mondo dell’arte.

Negli anni si sono registrate sempre più persone o si è verificato un calo?

Con il tempo il FAI ha raccolto sempre più iscrizioni che vanno via via aumentando. L’interesse della gente nei confronti del patrimonio italiano è cresciuto rispetto ad alcuni decenni fa, infatti, prima di andare all’estero si tende a informarsi sui beni tutelati più vicini.

23 Maggio 2016