il network

Giovedì 19 Luglio 2018

Altre notizie da questa sezione


Visita guidata dell’immenso giardino della Villa Pallavicino Montaldi a Cicognolo

Un tuffo nell'800 grazie al Fai

Visita guidata dell’immenso giardino della Villa Pallavicino Montaldi a Cicognolo

I giardini di villa Pallavicino Montaldi a Cicognolo

Sabato 19 e domenica 20 marzo 2016, il giardino della Villa Pallavicino Montaldi è stato aperto al pubblico e sono state messe a disposizione, guide per illustrarlo. Due date a indicarne il periodo, 1809 e 1810, stanno una all’interno della villa e una sotto la meridiana in giardino. La struttura presenta una facciata principale, due ali rustiche e, come in tutte le ville del periodo, anche una parte rurale adibita all’azienda agricola. Il grande spiazzo ora destinato a prato era un giardino classico all’italiana, con forme geometriche, ben definite, precise e colorate. Nel giardino è, inoltre presente, la testimonianza di un orologio floreale e di un camminatoio urbano, da dove passavano le carrozze degli ospiti che entravano dal cancello. Il giardino, progettato a zone tematiche, doveva suscitare sentimenti alla persona che lo visitava, per questo sono presenti molte tipologie di piante spoglie e di sempre verdi. I giardinieri hanno giocato sul ciclo vegetativo di queste piante caducifogle, tenendo conto dei colori accesi, della caduta delle foglie in autunno e della nascita delle gemme in primavera, anche l’utilizzo del bosso, delle magnolie e di altre piante sempreverdi è importante per non lasciare mai completamente spoglio il giardino, ma avere sempre una componente vegetata. Rilevante anche l’uso dei sensi durante il “percorso” creato dai progettisti, infatti, tutti e cinque potevano essere utilizzati. In prospettiva si notano piccoli dislivelli, dolci fino ad arrivare alla collina. In origine il giardino era un campo di derivazione agricola e si è cercato di essere più naturali possibili nel creare movimento, per dare l’idea del giardino romantico. Per la manutenzione del giardino sono stati pensati alcuni “trucchetti” come quello di piantare l’edera che, come si sa, è una pianta che se non contenuta cresce ovunque e crea un tappeto che va in conflitto con le altre specie vegetali, contenendo così la crescita delle piante erbacee. Il laghetto al fondo del giardino è ricoperto d’estate da fiori di loto. Molto curiosi sono i cipressi calvi vicino allo specchio d’acqua, una delle poche conifere che perde foglie, presenta due insolite caratteristiche: le foglie aghiformi che d’autunno sono tinte di un rosso vivo e creano un velo rosso sull’acqua e sul prato; e la presenza di strutture quasi surreali come le radici colonnari, sviluppate a causa dell’acqua che sommerge le altre radici per assorbire l’ossigeno dall’aria e quindi sopravvivere. Antecedente alla collinetta si trova una colonna dedicata a Fabio Ala, il quale partecipò a una spedizione scientifica in Indonesia all’inizio del 1800. L’altura presta poi tre elementi fondamentali: la statua di bacco sulla sua sommità, la cella a imitazione dei colombari romani che conserva le ceneri degli avi e la rete di grotte e di percorsi a labirinto, che con giochi di luce passa sotto la collinetta e si apre sul lago, come simbolo di rinascita. “Quando ero piccola io, venivamo in gita qui, per vedere la montagna, non sapevamo nemmeno dove fossero quelle vere di montagne! Avevamo un po’ paura a passarci sotto, però la maestra andava avanti e ci faceva da guida.”Così ricorda una signora del pubblico, durante il percorso. La guida prosegue poi, spiegando che l’idea era quella che chi entrava nel giardino s’isolava dal mondo esterno. I giardini erano un po’ lo “status simbol” del tempo, in ogni giardino c’era qualcosa di esotico, qualcosa di nuovo che attirava la curiosità, ecco spiegata la presenza della casa olandese nella parte occidentale della villa. Vicino a questa sorge una grande serra di agrumi, molto importante per via della grande carestia che ci fu a livello alimentare, con la presenza di malattie come la pellagra, il consumo di agrumi, per chi poteva permetterselo, era quindi un’integrazione di vitamine, molto rilevante. L’ultima novità sono i vasi colorati ora presenti all’interno della serra, ricordo della famiglia dei proprietari. Il padre del proprietario, colpito da un ictus, durante la riabilitazione si è aiutato con i colori e ci ha preso talmente gusto che ha creato questa grandissima collezione di vasi colorati che, oltre che piacevole a livello estetico, è una cosa personale, di ricordo da parte della famiglia.

22 Marzo 2016